I simboli della guerra in Ucraina, da Marina Julia al Carso isontino

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  C’è una vecchia verità che noi storici conosciamo fin troppo bene, e cioè che le guerre si sa sempre come e quando cominciano, ma non si sa mai, mai, come andranno a finire . È la tragica, quasi grottesca banalità del disastro, che di umano non ha niente perchè le guerre, tutte le guerre, sono semplicemente l'apice della disumanità.  Oggi, di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, l’opinione pubblica si è spaccata – com’è sempre accaduto nella storia – in due grandi scuole di pensiero.  Da un lato c’è la narrazione di chi vi dice: "No, badate, questa è un’operazione speciale, un atto preventivo necessario per anticipare le mosse della NATO" .  Dall’altro lato , invece, c’è chi constata una realtà molto più classica, e vi dice: "Ma quale operazione speciale! Queste sono le canoniche, vecchie mire espansionistiche di un impero in declino" . Un impero decadente che lancia il suo ultimo, feroce ruggito. Ad un prezzo elevatissimo.  Spaventoso.  Pagato ...

Sospendete il Carosello Reloaded




Il Carosello che ha accompagnato l'Italia dal 1957 al 1977 ora viene riproposto.
Si è passati dai canonici dieci minuti ai rigidi 210 secondi di pubblicità.
Il Carosello che ha visto nella sua formula originaria ed originale la partecipazione di grandi personaggi della cultura italiana, da Pasolini a Franca Rame,da Fellini a Modugno, ora vede violata anche la sua regola d'oro. Un pezzo iniziale dello spettacolo inferiore ai due minuti doveva essere ben separata e distinguibile dal quella meramente pubblicitaria. Non mi pare che ciò sia avvenuto visto e rilevato che il tutto era strettamente connesso e collegato .Così come non comprendo , apparentemente, il senso del Carosello oggi, quando la pubblicità, che determina la validità commerciale di un programma televisivo, che interrompe sul comando del conduttore dibattiti scomodi, è totalmente diffusa su tutte le reti televisive.
Che senso ha fare un concentrato di 210 secondi di pubblicità, magari con la storia leggermente prolungata rispetto a quella tradizionale, quando quella pubblicità la potrai vedere in ogni canale televisivo ed in vari momenti, anche ripetuti, della giornata?
Insomma un frullato concentrato di pubblicità, ancora, che uccide quell'idea e quell'immaginario che molte persone coltivavano nella propria mente, quando negli anni considerati vivevano il Carosello e quando si raccontava del Carosello.
Ma in verità lo scopo vero è evidente, incentivare il consumismo, oggi in crisi, così come doveva essere probabilmente incentivato negli anni del Carosello.
Quando mi raccontavano del Carosello, poiché io non l'ho vissuto, avevo un' idea quasi poetica del tutto. Televisione non a colori, silenzio, e riflessione. Si discuteva e si rifletteva anche sul prodotto pubblicizzato, sull'etica . Oggi, dopo aver visto il Carosello, posso semplicemente dire che è una mera emulazione forzata di un pezzo di storia televisiva e sociale italiana non più riproponibile, salvo l'intento di incentivare il consumismo. Non mi è piaciuto il Carosello moderno e sarebbe cosa giusta che la Rai lo sospendesse per evitare che quell'idea anche astratta, di tal passato vissuto da molti, immaginato da tanti, possa essere svenduta e svilita in 210 secondi di futile pubblicità.



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