Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Sospendete il Carosello Reloaded




Il Carosello che ha accompagnato l'Italia dal 1957 al 1977 ora viene riproposto.
Si è passati dai canonici dieci minuti ai rigidi 210 secondi di pubblicità.
Il Carosello che ha visto nella sua formula originaria ed originale la partecipazione di grandi personaggi della cultura italiana, da Pasolini a Franca Rame,da Fellini a Modugno, ora vede violata anche la sua regola d'oro. Un pezzo iniziale dello spettacolo inferiore ai due minuti doveva essere ben separata e distinguibile dal quella meramente pubblicitaria. Non mi pare che ciò sia avvenuto visto e rilevato che il tutto era strettamente connesso e collegato .Così come non comprendo , apparentemente, il senso del Carosello oggi, quando la pubblicità, che determina la validità commerciale di un programma televisivo, che interrompe sul comando del conduttore dibattiti scomodi, è totalmente diffusa su tutte le reti televisive.
Che senso ha fare un concentrato di 210 secondi di pubblicità, magari con la storia leggermente prolungata rispetto a quella tradizionale, quando quella pubblicità la potrai vedere in ogni canale televisivo ed in vari momenti, anche ripetuti, della giornata?
Insomma un frullato concentrato di pubblicità, ancora, che uccide quell'idea e quell'immaginario che molte persone coltivavano nella propria mente, quando negli anni considerati vivevano il Carosello e quando si raccontava del Carosello.
Ma in verità lo scopo vero è evidente, incentivare il consumismo, oggi in crisi, così come doveva essere probabilmente incentivato negli anni del Carosello.
Quando mi raccontavano del Carosello, poiché io non l'ho vissuto, avevo un' idea quasi poetica del tutto. Televisione non a colori, silenzio, e riflessione. Si discuteva e si rifletteva anche sul prodotto pubblicizzato, sull'etica . Oggi, dopo aver visto il Carosello, posso semplicemente dire che è una mera emulazione forzata di un pezzo di storia televisiva e sociale italiana non più riproponibile, salvo l'intento di incentivare il consumismo. Non mi è piaciuto il Carosello moderno e sarebbe cosa giusta che la Rai lo sospendesse per evitare che quell'idea anche astratta, di tal passato vissuto da molti, immaginato da tanti, possa essere svenduta e svilita in 210 secondi di futile pubblicità.



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