Mentre si riapre il caso della "Uno Bianca" a Ronchi danneggiato il monumento dedicato ai Carabinieri

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Mentre si riaccendono i riflettori sui complici mai emersi della Uno Bianca, il destino, beffardo, si scaglia a Ronchi colpendo il primo monumento realizzato in Italia dedicato ai Carabinieri vittime della mano stragista dei componenti della Uno Bianca a Bologna.    Il danneggiamento accaduto a Ronchi segue  l’imbrattamento avvenuto a marzo del monumento in bronzo dedicato ai tre carabinieri uccisi al Pilastro per mano della banda della Uno Bianca il 4 gennaio 1991 realizzato proprio al quartiere Pilastro. Il Monumento ronchese dedicato a  Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini,  carabinieri vittime della banda della Uno   bianca, fu realizzato per mano dello scultore Giovanni Maier su impulso di  "Nicola" Rusca e inaugurato a Ronchi nell'aprile del 1991. Trent'anni dopo il manufatto ha visto essere completato alla base con un mosaico che richiama la bandiera italiana.  Nella mattinata del 15 maggio si apprendeva del danneggiamento di qu...

Ritornano gli "esorcismi"



Certamente quello che è accaduto in Piazza San Pietro domenica 19 maggio è a dir poco inquietante.
Il Papa, un prete, un ragazzo disabile.
Un momento di silenzio, ritualità e gestualità, versi e preghiera di liberazione.
Il tutto ripreso dalla TV2000 di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana che venerdì effettuerà uno speciale anche su caso del presunto esorcismo di Piazza San Pietro.
Certamente l'audience di quel programma crescerà.
Il giorno seguente il Papa dirà “La preghiera per chiedere un miracolo, per chiedere un’azione straordinaria dev’essere una preghiera coinvolta, che ci coinvolga tutti”. E riporterà l'esempio di una bambina gravemente malata, in Argentina, guarita grazie, per il Papa, alla preghiera. Il papà di quella bambina, disperato per la malattia della figlia, si recherà al Santuari mariano di Lujan, lontano 70 km: “E’ arrivato dopo le 9 di sera, quando era tutto chiuso. E lui ha incominciato a pregare la Madonna, con le mani sulla cancellata di ferro. E pregava, e pregava, e piangeva, e pregava … e così, così è rimasto tutta la notte. Ma quest’uomo lottava: lottava con Dio, lottava proprio con Dio per fare la guarigione della sua fanciulla. Poi, dopo le 6 del mattino, è andato al terminal, ha preso il bus ed è arrivato a casa, all’ospedale alle 9, più o meno. E ha trovato la moglie piangente. E ha pensato al peggio. ‘Ma cosa succede? Non capisco, non capisco! Cosa è successo?’. ‘Mah, sono venuti i dottori e mi hanno detto che la febbre se n’è andata, che respira bene, che non c’è niente! La lasceranno due giorni in più, ma non capiscono che cosa è successo!’. Questo succede ancora, eh?, i miracoli ci sono!”. 

Appunto, questo succede ancora, i miracoli ci sono, già.
Tutto ciò fino a quando rientra nella sfera privata della religione non dovrebbe interessare la collettività. Il problema sussiste quanto l'evento diventa tale, quando i media lo esaltano, quando l'ingerenza della Chiesa, tramite lo strumento della Religione, condiziona e governa anche la politica dello Stato italiano che dovrebbe essere laico, ma che laico non è.
Esorcismo o non esorcismo, preghiera o non preghiera, gesti e ritualità inquietanti, quale male, quale bene?
E' un bene per la società credere ancora nell'esorcismo?
Quel gesto di Piazza San Pietro avrà effetto placebo o nocebo per la società italiana?
D'altronde non serve agli atei, ai non credenti, quel gesto è destinato a rafforzare la fede dei credenti, benzina ad una macchina che si è inceppata, una macchina che questo Papa, da buon meccanico conservatore e tradizionalista, cura in modo preciso e puntuale e suggestivo, una macchina che si riprenderà con forza quello spazio che la civiltà laica conquista con gran fatica, già, non penso che tutto ciò sarà un bene per la nostra società. Il prossimo passo sarà la caccia alle streghe?




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