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L'Inter-Maledizione




Vai al bar, leggi il giornale, sorseggi un caffè, e “sai che ha fatto ieri l'Inter?”, “certo” risponderò,” ha perso, ancora”.
Non si parlerà di politica, di lavoro, di problemi e sventure e disgrazie, di lotte e speranze, ma semplicemente di calcio. Si passerà dal bar politico al bar della qualunque giornata.
E per un momento vuoi pensare che sia tutto nella norma.
Quasi tre mesi dalle elezioni politiche, tra sparatorie, inciuci, complotti, violenze, morti sul lavoro, repressioni, aziende che chiudono, suicidi, divisioni politiche, ritrovi in trattorie od in ex conventi, balene bianche sempre all'agguato, nessun provvedimento legislativo varato, chiacchiere e chiacchiere, dunque sì, oggi mi adeguo alla normalità, alle chiacchiere.
Da quella famigerata partita di novembre 2012, l'Inter che sconfiggeva l'eterna nemica, la Juventus, i primi a battere la Juve allo Juventus Stadium , ebbene vivrà l'inter-maledizione.
Infortuni, errori arbitrali, errori di preparazione atletica della squadra, goal divorati, difesa mutata in groviera, scivoloni sul calcio di rigore, segnano quella maledizione che qualcuno ha lanciato contro l'Inter in modo a dir poco evidente.
Fuori da ogni competizione europea, salvezza raggiunta e guai sempre in agguato.
L'Inter-maledizione, un sorriso ed una incavolatura senza fine. Certo, calcio miliardario, senza etica e morale, ma è sempre lo sport più amato ed odiato, è sempre lo sport più seguito ed inseguito ma è anche lo spot.
Il calcio è lo spot del capitalismo moderno. Competizione individuale, valore economico conferito all'individuo, la vita è prezzata, il calciatore diventa oggetto, d'altronde si parla di calcio mercato, si vende e si compra non solo la prestazione del singolo calciatore ma anche la sua identità per business.
L'Inter- maledizione colpirà anche il capitalismo?
“Ma veramente Alvarez è scivolato mentre batteva il calcio di rigore?” ti sentirai domandare, “sì, è scivolato, e la palla è volata via, sopra la traversa.”

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