Quel che resta del confine: le scritte di Ronchi che rischiamo di cancellare

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  Prima o poi doveva succedere. È una di quelle cose che noi storici guardiamo quasi con un sospiro di rassegnazione: per anni ci sono stati interventi,su questo tema ne ho fatti diversi, ma alla fine, quando si tratta di fare qualcosa di concreto   niente , non si muove un dito. E così rischiamo di veder sparire per sempre delle testimonianze storiche straordinarie. Mi riferisco a delle scritte in vernice rossa, tracciate sui muri a partire dal 1946. Un pezzo di storia che per qualcuno è un po’ scomodo, qualcosa che sarebbe molto più semplice infilare in un cestino e dimenticare. Per altri, invece, è la prova tangibile di quanto fosse immensamente complessa la vita sul confine orientale. A Ronchi, per dire, già il 1° maggio del 1945, durante la marcia di liberazione, sul manto stradale di Largo Petrarca la gente scriveva messaggi inneggianti alla resistenza slovena e alla solidarietà tra italiani e sloveni. Esistono delle fotografie bellissime che hanno immortal...

Stazione di RomaTiburtina, continua il deserto (foto)



Siamo a febbraio 2013 e la stazione Tiburtina di Roma, dopo l'inaugurazione avvenuta a novembre del 2011, continua ed essere deserta.
Pochi passeggeri in transito, eppure erano previsti 140 mila frequentatori, ma ad oggi neanche l'ombra.
E' una struttura immensa, ma reca grande stupore notare il vuoto regnante sovrano.
Il piazzale aperto della stazione è precario.
Infatti, camminando sulla nuova pavimentazione, più di una volta sentirai l'instabilità della stessa.
Noterai una porta con un provvedimento dell'autorità giudiziaria che ha disposto il sequestro di un locale.
Ma soprattutto che la quasi totalità delle stanze della stazione sono semplicemente chiuse e vuote.
Scale mobili vuote, corridoi vuoti, locali vuoti.
Il deserto della Stazione Tiburtina.
Alcune zone della stessa sono ancora inagibili, infatti, più di una volta, ti capiterà di notare luoghi transennati.
«L'Italia è in grado di dare all'Europa la «prova delle sue straordinarie capacità innovative»
Questo quanto dichiarava l'attuale Presidente della Repubblica all'atto della inaugurazione della nuova Stazione di Tiburtina.
Banche, uffici postali, ristoranti, farmacie, servizi commerciali, librerie, spazi espositivi, mostre, tutto questo dovrebbe trovare affermazione entro il 2013, sarà così?
Una Stazione costata milioni e milioni di euro, dall'impatto a dir poco invasivo, ad oggi la si può definire, per lo stato in cui si trova, come la straordinaria capacità italiana di sprecare danaro e speculare sul buon senso.
Quell'opera era proprio necessaria?
A chi ha giovato fino ad oggi?
Tipico esempio di capitalismo speculativo.

xcolpevolex


foto della Stazione Tiburtina febbraio 2013



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