Arrivi a Piazza dell'Unità d'Italia, e
noti una folla.
Un presidio di curiosi. Ti domanderai,
ma il presidio è autorizzato?
Verranno denunciati?
Poi penserai ma non è mica una
manifestazione politica, di dissenso, no.
Non è necessario in questo caso
conferire alcun preavviso alla Questura, nessun obbligo dell'articolo
18 del TULPS, nato sotto il regime fascista ed ancora vigente, deve
essere soddisfatto. Eppure sarebbe un presidio. Eppure non è
necessaria “l'autorizzazione”. Non che io sia a favore dell'articolo 18, ma una riflessione è dovuta.Perché non proporre un referendum
abrogativo per quella norma del TULPS da cui discendono una miriade
di denunce per manifestazioni non autorizzate? Denunce che arrivano
solo quando le iniziative di piazza sono scomode ai governanti? Ed
altro effetto non hanno che appesantire il carico di lavoro dei
Tribunali e perseguitare chi osa la protesta “non autorizzata”?
Sarà il motivo che è alla base
dell'iniziativa pubblica a connotare la reazione del sistema?
Chissà.
Però, come in ogni buon presidio di
lotta sociale, noterai una consistente presenza di forze dell'ordine.
Conterai ben sedici mezzi delle forze
dell'ordine in fila nei pressi della Prefettura.
Una decina di agenti di polizia sotto
il palazzo della Regione.
Una motovedetta della polizia
controllare le rive triestine ed il molo Audace.
Poi ecco altri mezzi delle forze
dell'ordine.
Tre auto di scorta ed un furgoncino.
Per un totale di 21 mezzi, inclusa la
motovedetta, delle forze dell'ordine.
Eccolo.
E' lui.
Qualche fischio.
Qualche applauso.
Sorriso plastificato.
Schiena alla folla.
Foto di rito.
E la politica elettorale continua il
cammino.
Come l'onorevole, mica Presidente
della Repubblica o del Consiglio, o di qualche Stato estero,
Berlusconi.
Un semplice onorevole.
Già, però si dirà ma lui è
Berlusconi.
Essere circondato da uomini che ti
scortano, da mezzi che ti scortano, conferisce all'immaginario
collettivo l'idea di essere potente.
Quella scena che si è realizzata a
Trieste, così come si è realizzata altrove, altro non è che la
rappresentazione del potere. Una rappresentazione, giustificata da
ragioni di sicurezza, pagata dai contribuenti pubblici, attori
passivi di questo pessimo film tutto italiano e triestino.
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