I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Sicurezza esagerata per Berlusconi a Trieste



Arrivi a Piazza dell'Unità d'Italia, e noti una folla.
Un presidio di curiosi. Ti domanderai, ma il presidio è autorizzato?
Verranno denunciati?
Poi penserai ma non è mica una manifestazione politica, di dissenso, no.
Non è necessario in questo caso conferire alcun preavviso alla Questura, nessun obbligo dell'articolo 18 del TULPS, nato sotto il regime fascista ed ancora vigente, deve essere soddisfatto. Eppure sarebbe un presidio. Eppure non è necessaria “l'autorizzazione”. Non che io sia a favore dell'articolo 18, ma una riflessione è dovuta.Perché non proporre un referendum abrogativo per quella norma del TULPS da cui discendono una miriade di denunce per manifestazioni non autorizzate? Denunce che arrivano solo quando le iniziative di piazza sono scomode ai governanti? Ed altro effetto non hanno che appesantire il carico di lavoro dei Tribunali e perseguitare chi osa la protesta “non autorizzata”?


Sarà il motivo che è alla base dell'iniziativa pubblica a connotare la reazione del sistema?
Chissà.
Però, come in ogni buon presidio di lotta sociale, noterai una consistente presenza di forze dell'ordine.
Conterai ben sedici mezzi delle forze dell'ordine in fila nei pressi della Prefettura.



Una decina di agenti di polizia sotto il palazzo della Regione.

Una motovedetta della polizia controllare le rive triestine ed il molo Audace.

Poi ecco altri mezzi delle forze dell'ordine.
Tre auto di scorta ed un furgoncino.
Per un totale di 21 mezzi, inclusa la motovedetta, delle forze dell'ordine.
Eccolo.
E' lui.
Qualche fischio.
Qualche applauso.
Sorriso plastificato.
Schiena alla folla.
Foto di rito.
E la politica elettorale continua il cammino.
Come l'onorevole, mica Presidente della Repubblica o del Consiglio, o di qualche Stato estero, Berlusconi.
Un semplice onorevole.
Già, però si dirà ma lui è Berlusconi.
Essere circondato da uomini che ti scortano, da mezzi che ti scortano, conferisce all'immaginario collettivo l'idea di essere potente.
Quella scena che si è realizzata a Trieste, così come si è realizzata altrove, altro non è che la rappresentazione del potere. Una rappresentazione, giustificata da ragioni di sicurezza, pagata dai contribuenti pubblici, attori passivi di questo pessimo film tutto italiano e triestino.

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?