La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

L'angolo delle lattine del Molo Audace e l'uscita di (in)sicurezza della Stazione di Trieste



Trieste di norma diventa notizia mediatica nazionale per tre eventi, cronaca nera, per la Barcolana e per l'amata ed odiata Bora.
E quando si parla di Trieste ecco apparire, nel bene o nel male, il Molo Audace.
Sì, il Molo Audace è il simbolo mediatico con il quale, nell'immaginario collettivo, si identifica Trieste.
Ritorno per l'ennesima volta sul degrado che caratterizza questo molo, forse il più affascinante d'Italia se non di tutta Europa.
E' dal 2012 che è dissestato, è dal 2012 che dei divisori stradali separano i passi quotidiani da quella pietra in bilico ed indecisa se sprofondare nelle profondità del golfo o meno.


Mentre la pietra continua la sua battaglia, e chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica continua nella sua indifferenza, il simbolo di Trieste vive il degrado come la normalità.
Ed ecco l'angolo del dubbio divenire l'angolo delle lattine di birra.
Vandalismo metropolitano legittimato dall'incuria generale, dalla carenza di manutenzione, dalla carenza di interesse ed amore e rispetto per la Città.
D'altronde di che stupirsi?
Di anomalie a Trieste ve ne sono una infinità.
Per esempio una delle uscite di sicurezza e ripeto di sicurezza, della stazione centrale dei treni di Trieste, sempre oggetto della mia attenzione, è legata e bloccata da un laccio di plastica.


Fino a quando non accade il disastro, la tolleranza incivile continua.
Così è per il Molo Audace così è per il bene comune diventato strumento di campagna elettorale, dunque bene elettorale.


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