I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

I Marò rientrano a casa per le feste, ma i due pescatori non rientreranno più


La cosa che più di ogni altra mi ha indignato nella nota vicenda dei Marò, è che da Trieste a Castellammare, è stato esposto per lungo tempo sul Palazzo del Municipio uno striscione di solidarietà ai due militari, in linea con il quadro istituzionale italiano, ma neanche una parola è stata espressa verso i due poveri pescatori uccisi.
Ajesh Binki, di 25 anni, e Gelastine, di 45 anni a casa non rientreranno più.
Il Presidente della Repubblica ha dichiarato che "Voi non eravate nell'Oceano Indiano in vacanza - ha osservato il presidente della Repubblica -, ma per tutelare la navigazione dagli assalti della pirateria. Avete fatto il vostro dovere, e in ogni caso il vostro comportamento non può che essere giudicato dalla giustizia italiana".
Il Ministro alla Difesa che i due Marò Saranno in licenza per festeggiare la più importante delle feste religiose per un cattolico, il Natale. E lo potranno fare avvolti dal calore delle loro famiglie. Il governo, tutto il governo, si è battuto per questo risultato. E c'è riuscito. Oggi è un giorno di festa.
Già un giorno di festa.
Non entro nel merito del caso giudiziario, quella è altra storia.
Il punto è che trovo indegna come cosa che le istituzioni italiane, che invocano il senso di umanità dell'India, nelle comunicazioni ufficiali, neanche una parola hanno pronunciato verso le famiglie dei due pescatori.
Vittoria, giorno di festa, senso del dovere?
Vivo un gran senso di nausea.
Ma il popolo indiano deve sapere che il popolo italiano non è così insensibile, deve sapere che esistono migliaia di persone che manifestano vicinanza e solidarietà alle famiglie dei due pescatori.
Che le istituzioni italiane non rappresentano il vero sentire della nostra comunità


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