Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Crocetta si deve dimettere



Le recenti elezioni del parlamento siciliano hanno fatto discutere.
I dibattiti che ne sono conseguiti rilevano il presunto boom del movimento a 5 stelle, il disastro del PDL, il timido ma innovativo successo del PD, e qualche osservazione è emersa sul vero dato di queste elezioni che è l'astensionismo.
Rosario Crocetta a scrutinio concluso in 5038 sezioni su 5308 in Sicilia, candidato di Pd e Udc, è stato eletto Presidente della Regione Sicilia con il 30,55% pari a 617.073 preferenze accordate dagli elettori,con un dato di affluenza fermo al 47,42%.
Oltre la metà degli elettori siciliani non si è recato al voto.
Dunque l'elezione di Crocetta sarà anche legale, forse legittima nel loro modo di intendere la politica, ma certamente non legittima per uno dei principi fondanti la democrazia, la sovranità popolare.
Come può governare un candidato che è stato eletto con quei dati ?
Come può assumere, specialmente in Sicilia terra difficile e complessa ancor di più in temo di speculazioni finanziarie, la responsabilità di adottare atti di qualsiasi natura sociale e politica?
Non può.
Non è legittimato.
Chi ha vinto le elezioni è stato il partito dell'astensione.
Un partito che con una violenza silenziosa ha fatto sentir pienamente la sua voce.
Una voce che oltre ad essere sentita deve essere ascoltata.
Una voce che rischia di mutare in azione concreta e violenta.
Quello che è accaduto in Sicilia probabilmente accadrà nelle altre regioni chiamate al voto nonché alle politiche nazionali.
Rosario Crocetta non può che dimettersi. Questo deve essere il suo primo atto ufficiale da Presidente della regione Sicilia, conferendo il giusto riconoscimento a chi ha vinto le elezioni, al partito del non voto, l'unico legittimato a decidere del futuro della Sicilia.
La Sicilia andrà commissariata per i prossimi anni, fino a quando non sarà lo stesso popolo ad invocare nuove elezioni.
Sorge spontanea la provocazione.
Perché non prevedere per le elezioni un quorum di validità? Se non si reca al voto la maggioranza più uno degli aventi diritto al voto, le elezioni andranno annullate d'ufficio e la Regione, il Comune,o lo stesso Stato andrà commissariato.
Ciò sarà utile per far maturare la giusta consapevolezza dello stato delle cose alla gente comune, che quotidianamente deve capire come fare per sopravvivere, ciò sarà utile per la democrazia vera reale e partecipata.
Nessuna demagogia, nessuna colpa al popolo che non vota, ma che deve vedere ed avere riconosciuto il proprio diritto del non voto, la legittimazione politica e sociale a governare tramite questa innovativa voce di protesta.
Se non si comprenderà ciò sarà inevitabile un processo rivoluzionario anche di natura violenta che non è detto che intraprenda la strada della sospirata ed attesa giustizia sociale, equità sociale, ma rischia di incanalarsi nella via di un nuovo fascismo , di un nuovo estremismo di destra non estraneo in questa fase neanche alle logiche opportunistiche della mafia.
Dalla rete chiedo le dimissione di Rosario Crocetta perché non è legittimato a governare la Sicilia.

Marco Barone

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