Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

Immagine
Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Profumo di Laicità nella Scuola?




"Credo che il Paese sia cambiato - spiega il ministro - nelle scuole ci sono studenti che vengono da culture, religioni e Paesi diversi. Credo che debba cambiare il modo di fare scuola, che deve essere più aperto".

Queste parole dichiarate dal Ministro dell'Istruzione Profumo, come riprese da tutti i principali organi di stampa, aprono uno spiraglio importante nella Scuola pubblica italiana.
Uno spiraglio che deve essere colto e coltivato.
Questo è il momento buono per esercitare le giuste pressioni politiche e sociali, anche perché si è in piena campagna elettorale, per intervenire affinché l'ora di religione, nella scuola Italiana, da facoltativa muti in altra tipologia di insegnamento.
E' vero che l' insegnamento delle religioni nelle scuole pubbliche è presente in quasi tutti gli altri paesi europei, salvo casi come la Francia, la Slovenia, la Repubblica Ceca o l'Albania, ma visto che il Vaticano domina in Italia, se partisse proprio dall'Italia un segnale forte di Laicità e civiltà, in questo secolo, certamente si avrebbe effetto domino.
La società è mutata, non è più tollerabile che nella scuola pubblica venga insegnata la Religione.
Esistono le Chiese, esistono gli oratori, esistono tante e variegate realtà ove la Chiesa può esercitare il suo diritto ad insegnare la Religione ad indottrinare i suoi fedeli.
Andando a guardare anche le statistiche della Conferenza Episcopale Italiana si rileva che negli ultimi anni il numero degli studenti "avvalentisi", è in costante calo. Per esempio nel solo 2008/09, è stato calcolato un numero di circa 700.000 studenti "non avvalentisi".
Numeri destinati a crescere.
Ma a prescindere dai numeri o meno, una società moderna, una società che vive di integrazione e solidarietà sociale, una società che vuole trovare il suo lume della ragione nello spirito della laicità oltre ogni fondamentalismo religioso, altro non può fare che respingere l'insegnamento della Religione nella scuola pubblica.
Perché ciò possa accadere occorre una mobilitazione sociale, culturale e collettiva di grande rilevanza, cogliendo l'attimo seminato dal Ministro Profumo.
Una battaglia che deve essere coltivata giorno dopo giorno nelle scuole, ma specialmente oltre gli ambienti prettamente scolastici.
Dunque cogliamo l'invito del Ministro Profumo, cogliamo l'attimo per dire basta ad un sistema concordatario che non ha più modo di essere, incompatibile con il tempo esistente.
Dall'Italia può e deve partire una grande lezione di civiltà e laicità, proponendo eventualmente, come via di mezzo, l'insegnamento della storia delle religioni, che non abbia fini di indottrinamento, materia che dovrà essere insegnata da personale non nominato dal Vescovo o da qualsiasi autorità religiosa, ma semplicemente da chi è inserito nelle graduatorie della scuola, avviando uno specifico percorso di formazione anche per coloro che sono in condizione di esubero.
Certamente ciò comporterà il licenziamento del personale di Religione, ma sarà la Chiesa a provvedere alla loro tutela, garantendo l'insegnamento della Religione nelle loro scuole o nei luoghi di culto.

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?