Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Pian dell'Olmo sarà la nuova Val di Susa?

 
In Italia ti possono privare dei diritti sul lavoro, visto e rilevato che oggi giorno si mira a difendere l'esistenza del lavoro, possono aumentare le tasse, possono tutto, ma quando colpiscono l'ambiente che circonda la tua vita quotidiana allora il popolo scende in Piazza.
Questo è un dato di fatto reale.
Penso per esempio a Scanzano o alla battaglia ancora in itinere della Val di Susa, alla vicenda della Val Rosandra, che confermano quanto la tutela ambientale sia importante per la popolazione.
Ma nello stesso tempo ciò che emerge, per l'ennesima volta, come se le battaglie storiche non abbiano insegnato nulla, ed in questo caso verrebbe da dire perseverare è Stato, è l'assoluta mancanza di democrazia.
Una società che pretende di definirsi democratica deve ascoltare la popolazione, devo consultare preventivamente e non successivamente la popolazione.
Imporre dall'alto come una scelta dovuta la realizzazione di una discarica, conferma che questa volontà di rendere la democrazia degna di tal nome, in Italia, non esiste.
Di esempi ve se sarebbero a centinaia, penso alla violenza realizzata verso il referendum sull'acqua, penso alla costituzionalizzazione del pareggio di bilancio, norma che ha inserito il principio cardine del fiscal compact, a prescindere dal fatto che questo venga ratificato o meno, penso alla questione Tav .
Paradosso vuole che ’Amministrazione provinciale di Roma aderisca alla Giornata Mondiale dell’Ambiente, che si svolgerà proprio  il 5 giugno 2012.  Nel sito della Provincia romana si legge che 
Anche quest’anno, dunque, aderendo alla mobilitazione dell’ONU, la Provincia contribuisce a promuovere lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente.  L’iniziativa coincide con l’inaugurazione del parco-giochi di Via Alessandro Vivenza, a Roma, nel Municipio 12.

Intenti, parole, ma la realtà sembra essere altra.
Pian dell'Olmo è la dimostrazione palese della demagogia istituzionale.
Il Ministero dell'Ambiente ha assicurato piena collaborazione tecnica al prefetto, anche per consentire una valutazione comparativa delle diverse soluzioni, così come chiesto dalla legge. A questo proposito, rende noto il Ministero,  in linea con le leggi nazionali e le normative europee, l’area deve escludere rischi di inquinamento dell’ambiente e della falda idrica, assicurare una distanza adeguata dell'impianto dai centri abitati, garantendo al tempo stesso la tutela dei  beni culturali, ed essere servito in modo adeguato dalla rete viaria per ridurre gli impatti della movimentazione dei rifiuti.

Ma il  sindaco di Riano, Marinella Ricceri, afferma che "Non è più il tempo del buon senso, non è più il tempo di essere civili come istituzioni visto che quelli sopra di noi non lo sono stati. Da tempo abbiamo chiesto un incontro e non c'è mai stato, andremo a farci ricevere".

Chi ha ragione?
E' chiaro che una problematica esiste ed è quella della democrazia partecipata e reale che ancora una volta non trova affermazione.
Ascoltare la popolazione, consultarsi preventivamente con la popolazione sarebbe la cosa migliore per evitare contrasti e sofferenze di varia natura.
Uno Stato degno di tal nome dovrebbe tenere conto di ciò.
Pian dell'Olmo sarà il nuovo corno da cui partirà la musica della ribellione, per opporsi a quel modo di fare di uno Stato che impone il proprio autoritarismo senza rispettare la volontà popolare?
Pian dell'Olmo sarà la nuova Val di Susa, una battaglia nata dalla difesa del territorio contro l'abuso di potere di uno Stato autoritario che lede ogni democrazia, che non vuole ascoltare, ma solo imporre?
Eppure basterebbe ancora una volta quel noto e retorico poco.
Poco per la difesa della democrazia, molto per il rispetto della sovranità astratta popolare.

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