Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Pian dell'Olmo sarà la nuova Val di Susa?

 
In Italia ti possono privare dei diritti sul lavoro, visto e rilevato che oggi giorno si mira a difendere l'esistenza del lavoro, possono aumentare le tasse, possono tutto, ma quando colpiscono l'ambiente che circonda la tua vita quotidiana allora il popolo scende in Piazza.
Questo è un dato di fatto reale.
Penso per esempio a Scanzano o alla battaglia ancora in itinere della Val di Susa, alla vicenda della Val Rosandra, che confermano quanto la tutela ambientale sia importante per la popolazione.
Ma nello stesso tempo ciò che emerge, per l'ennesima volta, come se le battaglie storiche non abbiano insegnato nulla, ed in questo caso verrebbe da dire perseverare è Stato, è l'assoluta mancanza di democrazia.
Una società che pretende di definirsi democratica deve ascoltare la popolazione, devo consultare preventivamente e non successivamente la popolazione.
Imporre dall'alto come una scelta dovuta la realizzazione di una discarica, conferma che questa volontà di rendere la democrazia degna di tal nome, in Italia, non esiste.
Di esempi ve se sarebbero a centinaia, penso alla violenza realizzata verso il referendum sull'acqua, penso alla costituzionalizzazione del pareggio di bilancio, norma che ha inserito il principio cardine del fiscal compact, a prescindere dal fatto che questo venga ratificato o meno, penso alla questione Tav .
Paradosso vuole che ’Amministrazione provinciale di Roma aderisca alla Giornata Mondiale dell’Ambiente, che si svolgerà proprio  il 5 giugno 2012.  Nel sito della Provincia romana si legge che 
Anche quest’anno, dunque, aderendo alla mobilitazione dell’ONU, la Provincia contribuisce a promuovere lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente.  L’iniziativa coincide con l’inaugurazione del parco-giochi di Via Alessandro Vivenza, a Roma, nel Municipio 12.

Intenti, parole, ma la realtà sembra essere altra.
Pian dell'Olmo è la dimostrazione palese della demagogia istituzionale.
Il Ministero dell'Ambiente ha assicurato piena collaborazione tecnica al prefetto, anche per consentire una valutazione comparativa delle diverse soluzioni, così come chiesto dalla legge. A questo proposito, rende noto il Ministero,  in linea con le leggi nazionali e le normative europee, l’area deve escludere rischi di inquinamento dell’ambiente e della falda idrica, assicurare una distanza adeguata dell'impianto dai centri abitati, garantendo al tempo stesso la tutela dei  beni culturali, ed essere servito in modo adeguato dalla rete viaria per ridurre gli impatti della movimentazione dei rifiuti.

Ma il  sindaco di Riano, Marinella Ricceri, afferma che "Non è più il tempo del buon senso, non è più il tempo di essere civili come istituzioni visto che quelli sopra di noi non lo sono stati. Da tempo abbiamo chiesto un incontro e non c'è mai stato, andremo a farci ricevere".

Chi ha ragione?
E' chiaro che una problematica esiste ed è quella della democrazia partecipata e reale che ancora una volta non trova affermazione.
Ascoltare la popolazione, consultarsi preventivamente con la popolazione sarebbe la cosa migliore per evitare contrasti e sofferenze di varia natura.
Uno Stato degno di tal nome dovrebbe tenere conto di ciò.
Pian dell'Olmo sarà il nuovo corno da cui partirà la musica della ribellione, per opporsi a quel modo di fare di uno Stato che impone il proprio autoritarismo senza rispettare la volontà popolare?
Pian dell'Olmo sarà la nuova Val di Susa, una battaglia nata dalla difesa del territorio contro l'abuso di potere di uno Stato autoritario che lede ogni democrazia, che non vuole ascoltare, ma solo imporre?
Eppure basterebbe ancora una volta quel noto e retorico poco.
Poco per la difesa della democrazia, molto per il rispetto della sovranità astratta popolare.

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