Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

Immagine
  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Lettera aperta: Installare un Tutor sulla tratta Barcola-Costiera di Trieste.



Lettera aperta al Sindaco della Città di Trieste, al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, al Presidente della Provincia di Trieste.


Una guida spericolata compromette la sicurezza non solo del conducente dell'auto considerata e del possibile passeggero, ma anche di tutte quelle persone che con la propria auto, a piedi, od in bicicletta, ogni giorno percorrono quel tratto lungo ed affascinante che unisce Barcola sino a Sistiana attraversando una delle strade più belle che esistano sull'intero territorio nazionale, quale la costiera triestina.
Ma accade, con frequenza ordinaria, di assistere ad automobilisti confondere quel lungo percorso stradale con un autodromo. Giusto la scorsa sera una macchina color nero mi ha sorpassato all'ingresso di Barcola ad una velocità certamente superiore ai 100km/h quando il limite era ed è di 50 km orari.
Il tratto della costiera è quasi integralmente caratterizzato da limiti di velocità di 80 km/h, salvo brevi intervalli tra i 50 ed i 60 km/h.
Capita di assistere spesso a sorpassi azzardati, capita spesso di assistere ad incidenti mancati per un soffio di vita.
Percorrere ogni volta quel bellissimo tratto di strada comporta una grande quantità di stress e preoccupazione, proprio stante il modo di guidare di tantissime persone.
Ed allora visto che non si può evitare di bloccare sul mercato la circolazione di automobili che hanno la possibilità di superare i limiti di velocità consentiti dalla normativa vigente, e ciò dovrebbe indurre alla seria riflessione, vista la non educazione stradale di moltissime persone, penso che si debba ricorrere ad un rimedio estremo.
Ovvero valutare se esiste la possibilità tecnica di installare un Tutor, come accade in molte tratte autostradali, che permette grazie all'installazione di sensori e portali con telecamere, il rilevamento della velocità media lungo tratte stradali di lunghezza variabile, indicativamente tra 10 e 25 Km.
Come si legge nel sito di autostrade in tema di Tutor, la velocità media è calcolata in base al tempo di percorrenza: il sistema monitora tutto il traffico e ne registra gli orari di passaggio sotto i portali posti all'inizio ed alla fine della tratta controllata. I dati relativi ai veicoli la cui velocità media non supera quella consentita vengono automaticamente eliminati.
Il sistema Tutor è stato installato lungo quelle tratte che presentavano tassi di mortalità superiori alla media. Attualmente il controllo della velocità tramite Tutor è attivo su oltre 2.500 km di carreggiate (pari a circa il 40% della rete del Gruppo Autostrade per l'Italia) ed ha permesso, nei primi 12 mesi di funzionamento, di registrare una significativa riduzione della velocità media (- 15%) e della velocità di picco (- 25%), determinando anche una netta diminuzione dell'incidentalità e delle conseguenze alle persone:
  • Tasso di mortalità: -51%
  • Tasso incidentalità con feriti: -27%
  • Tasso di incidentalità: -19%
Prevenire è meglio che curare, si dice.
Rilevato che noto sempre con maggior frequenza percorrere quel lungo tratto spesso con velocità altamente sostenute e certamente oltre i limiti consentiti, forse è il caso di prendere in considerazione l'installazione del Tutor anche sulla tratta interna Barcola/Sistiana.
Provocazione? No, indignazione e preoccupazione.


Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?