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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2012

Moretti costretto alla fuga. Succede a Trieste.

Erano pochi, eran tanti?  Poco importa. I giornali locali parlano di gruppetto, altri di simpatizzanti del movimento No Tav e così via dicendo. In verità, si è arrivati anche a cento manifestanti,non simpatizzanti, ma aderenti al movimento No Tav, sostenitori delle ragioni della No Tav, che volevano portare e urlare in una Piazza dell'Unità Italia di Trieste, circondata dal sole di una primavera che già bussa alle porte della Città, la solidarietà per Luca, per la Valle che non si Arrende. Ma nello stesso tempo chiedere all'amministratore delegato del Gruppo FS, Moretti, di spiegare il perché dell'isolamento cittadino operato da Trenitalia, il perché la Stazione è stata svuotata dalle sedute, con finti lavori di manutenzione straordinaria, per l'operazione apparenza e pubblicità, perché i cartelli pubblicitari ed i monitor che minuto dopo minuto diffondono messaggi pubblicitari ad oltranza, non mancano mica. Chiedere il perché i cittadini devono attendere i Treni in p…

La Polizia di Stato pubblica il video di Luca, ma "tagliato". Perchè?

La Polizia di Stato, ha pubblicato il video tragico, spaventoso, della caduta(?) di Luca. Un video che a parer mio dovrebbe essere oscurato, per la tragicità della vicenda, per quella tragedia umana che prende forma e consistenza in tutta la sua disumana violenza. Pochi attimi che diventano secondi e Luca scivola via da quel traliccio. Eppure Luca sembra sapersi muovere con velocità e facilità incredibile su quel traliccio. Ma accade qualcosa. Un qualcosa che non è dato sapere, ma forse solo intuire. Perchè il video è tagliato. E' volutamente tagliato. Tra il minuto 1.13 e 1.14 si assiste, come spettatore di un film che non vorresti mai vedere, alla scena della tragedia. Ma non si comprende come Luca abbia fatto a cadere. Non si comprende cosa sia realmente successo. Trascinato? Caduto? Ha perso l'equilibrio? Perchè tagliare quel momento? (1.13 e 1.14 e 1.16 e 1.17) Certamente non per motivi  "umanitari" visto che la caduta violenta di Luca viene pubblicata in tutta…

No Tav : la resa dei conti.

Luca ha semplicemente attuato un gesto individuale ma con l'intento di difendere un bene comune. Un gesto individuale non egoistico volto a sollevare la solidarietà collettiva. Chiamala se vuoi anarchia ribelle che ha dimostrato come il singolo gesto, che sfugge alle gabbie della Polizia di questa non più democrazia, bensì viva e tetra tirannia, può conseguire effetti devastanti per il sistema esistente, per l'ordine pubblico imposto. Certo, probabilmente se Luca non perdeva l'equilibrio fisico, o se non poneva a rischio la propria vita, forse quel gesto isolato, sarebbe rimasto un semplice gesto. Un gesto volto al logoramento, come la battaglia dei ferrovieri, isolati dai media, dimenticati, salvo essere “glorificati” nel giorno mediatico edificato ad hoc, da buona parte della società politica e sociale. Probabilmente Luca sarebbe rimasto attaccato al palo per qualche ora, probabilmente si sarebbe parlato poco dell'occupazione illegale, illegittima, ed abusiva attuat…

Forza Luca, resisti.

Chi si alza come sempre per essere sommerso dal fango della burocrazia, chi cerca di fuggire da quelle catene imposte da una società senza più reale democrazia, chi semplicemente decide di lottare per salvare la propria e nostra terra, dalle arpie capitali, ed in tal momento ove non esiste più democrazia, ove non esiste più sovranità popolare, ma solo tirannia e disumanità, Luca Abbà, affronta ora la battaglia più difficile. Sale su un traliccio, nella Valle che non si Arrende e non si Arresta, per dire no all'ordine illegittimo di questo Regime tirannico e dispotico.  In questi momenti ci sono poche parole da esprimere, in questo momento si deve manifestare la solidarietà attiva e la rete deve essere un canale ma non l'unico canale da navigare per solidarizzare con Luca, per la sua vita e per la valle che non si arrenderà, nè ora nè mai.
Forza Luca, resisti.
Marco Barone

foto tratta da notav.info

Reintegrati ma isolati. L'articolo 18 è finito?

Ricordate le parole della Ballata della Fiat?Signor padrone, questa volta per te andrà di certo male, siamo stanchi di aspettare che tu ci faccia ammazzare. Noi si continua a lavorare e i sindacati vengono a dire che bisogna ragionare di lottare non si parla più.Verrebbe da direcome cambia il tempo.Ma in laica verità, non è cambiato il tempo,ma lo stesso segue la sua ordinaria evoluzione. O meglio una evoluzione per il capitalismo, una involuzione per il diritto del lavoro, destinato a divenir sempre più storto per i lavoratori. Il caso Fiat, dove tre lavoratori licenziati sono stati reintegrati, rappresenta la sconfitta della lotta, la sconfitta dello Statuto dei Lavoratori.Perchè dico ciò? Perchè non è nei Tribunali che si vincono le battaglie sociali, e la difesa dello Statuto dei Lavoratori è una battaglia sociale. Quella del Tribunale è una via ove può trovare affermazione teorica un diritto, l'affermazione sostanziale dello stesso deve necessariamente essere tale nel luogo d…

L'Amen della Dignità

Nel nome della madre ribelle e del padre rivoluzionario, del figlio indignato e della figlia #occupata dello spirito laico ed infuocato, ecco l'Amen della Dignità.


Ci sono cose che vorrei dire,
ci sono cose a cui vorrei conferir forma e verbo,
sostanza ed essenza,
ci sono cose che non sono,
ci sono cose che sono,
eppure ora,
sì,
ora,
in questo preciso istante destinato nel laico addivenire
ad essere passato di un momento vissuto, impresso e carpito nella fugace corsa del tempo
che mai arresta nel suo essere libero la libertà di non essere tempo,
voglio semplicemente scrivere,
che la dignità è sepolta dal rudere della prostituzione
nell'era della celebrazione del corpo,
femminile o maschile,
nel secolo dell'esaltazione dell'apparenza,
nell'epoca priva di ogni cognizione di reale indignazione.
Lavoratori licenziati,
lavoratori che urlano la ricerca della solidarietà,
lavoratori reintegrati,
lavoratori isolati dall'egoismo che uccide ogni risoluz…

Bedda Sicilia

Chiudo gli occhi e mi risveglio nella terra di Sicilia. Vedo il sole essere sole, osservo il tempo essere non tempo, ascolto il silenzio nel silenzio, tra il profumo del pane nero, ed il sapore amaro della scarola cotta, eccoti  Bedda Sicilia. Un senso di bellezza, che cela e nasconde la reale, senza più trono, Sicilia. Eppure sentirai , eppure vedrai, eppure ascolterai, eppure osserverai, la Bedda Sicilia. Ecco il senso del nascondere lo stato delle cose con il velo dell'elogio della bellezza. Strade senza strade, binari dei treni dormienti, case nate e morte disseminate e sterminate ovunque ed in ogni ovunque, libertà nella libertà esasperata, e divenire prigione senza libertà, incrociata in ogni contrada. Potresti recarti nella centrale via della Libertà di Palermo ed incontrare un motorino  che traina alla sua destra un Pony bianco ed alla sua sinistra una cavallo nero. Potrebbe essere un sogno surreale. Eppure è, in molti casi non casuali, la normalità in una terra circondata in ogni…

Una canzone per me, partecipa al Contro Sanremo Web.

Una canzone per me  parteciperà al ControSanremo WEB, un festival nato in rete, lanciato dal sitoLinkiesta . Il Contro Sanremo web, è una forma di protesta musicale e di proposizione musicale che darà voce a chi voce non ha avuto e non ha voluto avere nel canonico Sanremo. Una canzone per me parteciperà al primo festival Contro Sanremo della rete (qui il video.) Chi vuole sostenere Una canzone per me   si deve collegare a questo link cliccando su mi piace di facebook, in basso al video, oppure visualizzando il video.


Ricordo brevemente come nasce una canzone per me. Una canzone che non ascolterete al Festival di Sanremo. Una canzone semplicemente per noi. Un testo nato per la rete, sulle pagine di Reset,  figlia di Reset, per uscire dalle maglie della prigionia del mondo virtuale ed invadere le strade ribelli ma ancora dormienti di una società che attende  laicamente di riappropriarsi di quel colore che la frenesia ha oscurato. Un  testo scritto da Marco Barone , poeta e blogger calabre…

Il Canal Grande di Trieste, tra degrado ed incuria.

Trieste è stata schiaffeggiata da una bora così lunga, così intensa, che ha sconvolto buona parte della cittadinanza. Infatti, la sera noti che le strade del centro cittadino tendono a svuotarsi prima del solito ma specialmente che non vi è quel via vai e vai via tipico di tal Città. Molti pensano che questi sono i primi effetti della crisi, mancano i soldi non ci sono soldi da spendere , diranno molti triestini, altri invece sostengono che devono riprendersi dalla violenza innaturale e continua di una bora che forse non sarà più bora. Forse diverrà altro. Ma la bora, ha evidenziato ancor di più i problemi di Trieste, dalla questione manutenzione mancata di edifici storici, alla manutenzione ordinaria di palazzi privati e decadenti, con tanto di tegole vaganti nel bel mezzo della Città. Il Canal Grande è altra vittima della bora. Un Canale che divide la Città per unirla in quel Ponte Rosso, ove James Joyce nella sua staticità osserva il degrado e l'incuria umana. Probabilmente ma…

Foibe: quale storia insegnare a scuola?

L'argomento foibe è e deve essere sempre attuale. E' compito dello studioso quello di andare alla ricerca della via che conduce alla fonte della verità, in modo libero, indipendente ed incondizionato, per dissetare quella sete di sapere che non deve trovar mai fine. Ma specialmente quello che deve fare lo studioso, a parer mio, è contestualizzare gli eventi, le tragedie, nel momento storico in cui queste trovano,ahimè, affermazione. La vita umana deve essere rispettata, la dignità umana deve essere rispettata, la storia ha il compito e la funzione di determinare, prima di ogni cosa, quel senso di rispetto per la vita umana, che oggi viene meno. In prossimità del Giorno del Ricordo avevo pubblicato una intervista realizzata alla studiosa Claudia Cernigoi , che ovviamente ha fatto discutere. Liquidare come negazionista o infoibatore chi vuole andare alla ricerca della verità è atto a dir poco figlio della peggior ignoranza. In questi giorni a Trieste sono in corso delle iniziat…

A Trieste ho incontrato la povertà.

Avrei voluto e dovuto parlare o meglio scrivere o tastierizzare degli eventi censurati di Puerta del Sol, a Madrid,  dove per protestare contro la riforma del lavoro approvata dal neo-governo spagnolo gli indignati spagnoli subiscono cariche da parte della polizia, oppure dell'aggressione fascista, l'ennesima, accaduta a Massa, dove tali  aggressioni , realizzate da parte di gruppi organizzati di estrema destra, continuano a dilagare con una normalità a dir poco allarmante. Oppure del lavoro precario presso il Terminal Passeggeri di Venezia, per le navi da crociera. Mi era giunta una segnalazione. Un lavoratore che vuole mantenere l'anonimato, per non incorrere in ritorsioni, mi evidenzia alcuni problemi, diffusi e conosciuti, tra cui il fatto che se non hai "la pelle bianca", difficilmente potrai svolgere la mansione di addetto al Terminal Passeggeri. E' solo uno sfogo o questa denuncia risponde alla realtà? Sarà così anche a Trieste con l'arrivo delle …

Libertà per la poesia. Libertà per Zhu Yufu

Una penna o una tastiera,
un foglio di carta strappato al quaderno chiuso e rinchiuso
nel cassetto senza più sogni,
un monitor opaco
 e avvolto in quella nebbia del fumo tempestoso
di una rabbia che non ha più fuoco
nè calore,
scalfiscono nella mente che mente
a questa epoca deprimente
ogni passione
e voglia di ribellione,
la forza dell'andar contro.
Andar contro quella corrente di Potere,
mai sazio e dissetato,
eppur sempre contestato,
da chi vuol solo una vita solidale,
una vita dove si possa ancora sognare,
abbracciare ed amare
quella speranza
che ora sai anche odiare.
Ed allora scrivo,
scrivo per la libertà,
scrivo per la libertà della poesia,
per la libertà dei poeti ribelli e dissidenti,
scrivo per Zhu Yufu
scrivo per questo tempo
vile e privo di ogni sentimento.
La poesia non si processa,
la cultura non si arresta.
Ed allora,
senza timore,
io che conduco il timone del mio tempo,
della mia vita,
della mia libertà,
grido ed urlo ogni oltre confine
Liberate Zhu Yufu, ora!



Marco Barone

Fate girare questa "n…

Il tempo della Rivoluzione è finito. Amen.

Ascolto la bora bramire rabbia.
Invade e conquista ogni spazio vitale, dormiente e pulsante emozione.
Tremano le case, si ribaltano i mezzi di trasporto, spazzatura libera e vagante per le strade della Città deserta, però, nonostante tutto, la bora è una sensazione di vita da provare.
Nonostante tutto Trieste senza la bora, non sarebbe Trieste.
Sarà per via di questo freddo gelido, sarà per via il vento dell'Est, che turba e iberna ogni pensiero, che il non pensiero mi accompagna verso una lucidità mentale, incredibilmente dolorosa.
Dolorosa perché devo prendere atto di una sconfitta.
Non sarò in ogni caso disfattista, giammai, sarò propositivo, questo sempre.
Ma è giunto il momento di ammetterlo.
Abbiamo perso.
Sì, abbiamo perso.
Il Capitalismo nell'enorme menzogna teatrale dagli effetti ovvi e reali della Crisi, chi ha fucilato, ci ha ucciso.
Ha ucciso ogni solidarietà sociale, ha ucciso ogni pretesa, ha ucciso ogni concessione, ha ucciso ogni dignità, ha ucciso ogni fiamma di rivolta…

Foibe, la verità compromessa. Intervista alla studiosa Claudia Cernigoi

Silenzio. Un silenzio funereo. Cavità, e buio, ed ancora silenzio. Violenza nella violenza, verità ribelle, violentata dalla Storia che deve offuscare la libera Resistenza, offuscata dalla voce del lamento dall'Inno di quel sacramento ululante nell'umanità disumana. Foibe. M.B.



Il 10 febbraio si celebra il Giorno del ricordo, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, concede anche un riconoscimento ai congiunti degli infoibati. Cosa sono state realmente le foibe? Cosa è accaduto nella terra di Confine? Quale è la verità sul caso foibe? Esiste un caso foibe? Esiste un processo di revisionismo storico? Di tutto ciò ne parleremo con la giornalista e studiosa Claudia Cernigoi.

1) Come posso presentarti? Sono una giornalista che dopo avere indagato sulla strategia della tensione (neofascismo, stragismo, “misteri d’Italia”), ad un certo punto ha iniziato a dedicarsi alla ricerca storica sulla seconda guerra mondiale, Resistenza, collaborazionismo e poi, di conseguenza, anche le “foibe”. In…

A rischio sequestro il cortometraggio sulla storia di Alessandro Caravillani, ucciso dalla Mambro. Intervista a Enzo De Camillis, autore del corto.

Questa è una di quelle storie che devono essere conosciute.
E' una di quelle vicende, che rischiano di compromettere sia quel senso di libertà che deve caratterizzare l'arte e la cultura, sia quel senso di rispetto per una vita uccisa dalla follia dei neofascisti dei Nar.
L'arte e la cultura non si processano.
Eppure qualcuno prova ad adoperarsi per censurare, per attaccare la voce della verità che ha trovato nell'arte il suo eco.
Era il marzo del 1982.
Alessandro, come molti ragazzi della sua età, si stava recando a scuola.
Ma quel giorno il destino, maledetto in questo caso, ha voluto che i suoi sogni, la sua vita, il suo divenire, dovesse giungere alla fine. Incontra i proiettili dei Nar durante una rapina avvenuta a piazza Irnerio.

La Mambro ferita in quella occasione,  viene abbandonata …