I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Ecco il perchè del "successo" dell'operazione "Casta di Montecitorio".

La scorsa notte ho notato due gabbiani litigare per un pezzo di pane.
Si beccavvano.
Si inseguivano per i borghi cittadini.
Emettevano strani versi.
Anche i gabbiani soffrono la fame.
Ma penso anche al degrado ed alla bellezza.
Due elementi contrastanti,non concilianti ma conviventi.
Penso per esempio a Trieste.
Splendida città di mare.
Ma è devastata da palazzi in rovina.
Da cartelli che indicano rischio caduta intonaci.
E tanta erba incolta per le rive nonchè bottiglie di vetro disseminate per le vie principali.
Colto dal senso di indignazione, decidi di raccogliere le bottiglie.
Senza aspettare l'operatore di strada notturno.
Cosa voglio dire con ciò?
Che in questo paese vige il sentimento del giustizialismo e della giusitizia fai da te.
Chiaramente non è come raccogliere una delle tante bottiglie gettate da qualche vandalo per le strade della città.
E' un qualcosa di più profondo ed intenso.
Ed in tempo di crisi si litiga anche per un pezzo di pane.
Come i gabbiani.

Fase 1: tempismo.
Dopo poche ore l'approvazione della manovra finanziaria, con la condivisione massima politica istituzionale, che scarica i propri costi sui lavoratori, sui precari, sul ceto più debole della società, accade che nasce una pagina facebook che denuncia gli sprechi della Camera dei Deputati.
In tempo di crisi, in tempo di grandi moralismi e falso puritanesimo quale miglior occasione se non questa?
Fase 2: il gossip.
L'Italia è il paese del gossip, delle commedie delle telenovele.
Quanti anni sono che spopola Beautiful?
Ho perso il conto.
Ed allora ecco che viene inventata la storia del precario, dipendente di Montecitorio, licenziato, che renderà pubblici gli sprechi della Camera.
Svelerà strani misteri.
Svelerà i sacrileghi poteri.
Si crea l'attesa.
Il mistero.
Il dilemma.
Il dubbio.
La curiosità.
Ma nello stesso tempo si crea un personaggio, fittizio, senza nome e cognome, senza identità alcuna, che sfruttando l'ondata del precario senza lavoro, la sete di vendetta dovuta allo sfruttamento, la sete di giustizia, pubblicherà dati incredibili che non verranno neanche letti...
Talmente incredibili che in verità avevano trovato già diffusione con precedenti libri pubblicati in passato.
Libri che ovviamente non sono stati letti così tanto come ci si potrebbe aspettare.
Altrimenti non si comprende perchè 160.000 persone e passa si collegano alla pagina facebook dei segreti di Montecitorio per leggere ciò che è stato già ampiamente diffuso.
Ma deve esser anche detto che questo personaggio, creato ad arte, si ispira, a parer mio, alla storia di  Pietro I., ex portaborse che nel ‘90 fu licenziato dal socialista D. Potì e scrisse per rappresaglia un memoriale, Vita da portaborse, in cui narrava tutte le sue incombenze quotidiane  e non solo.

Curiosità, dubbi, attesa, voglia di protagonismo e sfogo.
Molti, moltissimi commenti apparsi su quella pagina, inducono alla ribellione, all'incazzatura generale e così via.
Ma nello stesso tempo emerge un dato di gran rilievo.
Gli italiani non hanno memoria.
La velocità con cui corre il mondo, le non notizie, inducono a dimenticare.
E questa operazione ha avuto il pregio di riportar alla memoria ciò che era stato dimenticato.
Gli sprechi del palazzo.

Fase 3: social network e comunicazione e propaganda e guadagni...
Il denunciante, se così possiamo chiamarlo, diceva di aver ricevuto mail da facebook che lo intimava a chiudere la pagina. Ecco che allora apre un blog su blog spot, ma anche un profilo su twitter.
Dice che non sa bene come funziona il blog .
Io e il denunciante usiamo la stessa piattaforma.
E vi posso garantire che ha saputo ben impostare la pagina ed il blog.
Per uno che non sa come funziona blogger che dire?
Ha imparato in fretta...Ha imparato così bene che già spopola la pubblicità di  Google Adsense. Per ogni annuncio cliccato lui ci guadagna. E più sono i visitatori più sono in guadagni.
Altra cosa che deve essere sottolineata è che è impensabile che abbia fatto tutto da solo.
Repubblica, stranamente, lo pubblicizzava in modo incredibile.
E dovete sapere che le inchieste principali sul caso dei portaborse, sul loro stato di precarietà, sono state condotte proprio da Repubblica.
Basta fare una ricerca su internet ed inserire parola chiave " repubblica portaborse" e troverete molti articoli sul punto...
Coincidenze?
Sarà.

E' una operazione creata ad hoc, ben pensata ben preparata.
Lo scopo lodevole che ha avuto è quello di aver aiutato gli smemorati a ricordar la bassezza della politica italiana.
Ma anche quello di aver dato la possibilità a tantissime persone di ritrovarsi.
Di ritrovarsi in piena estate su facebook per sfogare la propria rabbia.
E non è assolutamente scontata come cosa.
Beh ovviamente è stata condotta da una chiara e precisa regia mediatica e non solo...

Ora dalla rete si dovrà passare alla realtà.
Altrimenti accadrà che passeranno pochi giorni e come per non magia...tutto finirà nuovamente nell'oblio...compresa l'indignazione.
Non ci si deve concentrare sul soggetto, ma sull'oggetto.
Sull'oggetto dell'operazione memoria.
La politica italiana.
Sulla casta non casta.

Marco Barone


Commenti

  1. E perchè cliccando su "vedi il mio profilo completo" del tuo blog esce fuori una pagina pubblicitaria?

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  2. Perchè la ho inserita io di mia iniziativa. Sono due cose diverse...io ho visite molto limitate...non certamente 170.000 contatti su facebook o cose similari.
    E non è un blog per scopi di lucro, anzi.
    Tutto quello che scrivo ed ho sempre scritto è gratuito per la rete ivi inclusi gli e-book.
    Non ho pubblicità su repubblica ecc.

    Guadagni?: 8 euro! E mai incassati.
    ciao.

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  3. Comunque la pubblicità se è visibilie lo è unicamente in un solo banner, non invasivo, nella pagina principale del blog.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. http://isegretidellacasta.blogspot.com/2011/07/io-sono-spider-truman-oggi-ho-deciso-di.html

    come previsto era una gran provocazione.
    Ora per la vera indignazione passiamo dalla rete…alla realtà.

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  6. Il punto è che sta sollevando il problema, le persone si indignano, sono fatti nuovi? NO. Finora le persone (tante persone) si sono indignate? Alcune si, ma sicuramente non abbastanza. Servirà a cambiare le cose? Non sono sicura: già si parla di andare a manifestare a Roma il 1 settembre, cosa significa? che anche l'indignazione è differita? E' vero? è falso? è costruito ad arte? va bene, se serve a stimolare e far rinascere del sano orgoglio, ben venga!

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  7. Stiamo assistendo al classico caso del dito che mostra la luna; ed invece di guardare la luna ci si sofferma sul dito.
    E' così importante sapere l'identità di chi ha aperto la pagina su facebook, blogspot o twitter? se è una persona o una combriccola? se lo fa per incassare soldi di pubblicità e se esperto di informatica? perfino se i suoi argomenti sono nuovi o prodotti di un copia ed incolla?
    Il fatto è che noi italiani abbiamo la memoria corta e, sui soprusi giornalieri e sulle quotidiane ruberie perpetrate sulla nostra povera economia ci stiamo abituando al punto di sconsolatamente abituarci! Ben venga chi, ancora una volta, ci risveglia dal torpore indicandoci la "luna".
    E la "luna", in questo caso sono anche le centinaia di migliaia di persone che, da questo momento, invece di borbottare singolarmente possono fare un grande urlo comune per spaventare (forse) la casta e creare una larga base per un'AZIONE comune.

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  8. Marco, condivido in toto,
    mi preme solo ricordare ai vari postanti che non sono solo gli italiani a dimenticare, e' un meccanismo comune all'uomo rimuovere sentimenti spiacevoli con un bel "tanto non cambia niente, etc. etc.".
    Non ci sara' nessuna rivoluzione e l'anonimato in internet e' una pia illusione, almeno alla notre latitudini o per la maggior parte degli utenti.
    Il movimento Cinque stelle (di cui non faccio parte) mi pare un tentativo positivo come altri, chissa' come andra' a finire.
    Buona indignazione a tutti.

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  9. concordo con alessandra!
    forse è necessario ricorrere a mezzucci (ipotizzando che siano tali) del genere per canalizzare la rabbia della massa..

    ma d'altronde ragioniamo di pancia, perchè non parlare (in maniera intelligente) di pancia? è più che lampante l'analogia tra il film V per Vendetta e questa denuncia.. anche i lfatto che su fb molti "fan" stiano cambiando l'immagine del proprio profilo.. l'unica cosa che spero è che tale sovrapposizione tra cinema e realtà non sia solo l'ennesima farsa, questa volta esclusivamente virtuale..

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  10. Viviamo nella società della comunicazione.
    Indignarsi va bene.
    Indignarsi non basta.
    dobbiamo camminare a testa altra e rivendicare la nostra dignità.
    Contro ogni casta.
    Contro ogni potere.
    Il caso non caso spidertruman è stata una grande provocazione che presto verrà dimenticata...ma noi cerchiamo di non dimenticare.
    No. non dimentichiamo, agiamo.

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