Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

Immagine
  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Il 2011 è l'anno dell'uomo-macchina?

L'Unione Sarda, Repubblica, giusto per citare alcuni quotidiani, evidenziano che il 2011 sarà caratterizzato da meno festività e quindi si lavorerà di più. Detto in breve, meno feste e più produttività.

L'economista Carlo Dell'Aringa, intervistato sul punto da Repubblica,  in qualità di professore ordinario dell'Università Cattolica di Milano sottolinea  che "chi comanda è la domanda, quindi il vantaggio può avere un respiro di breve periodo".

Domanda, economia di mercato, globalizzazione, produzione, schiavismo.

La Fiat  vuole adottare un modello di organizzazione del lavoro, il World class manifacturing (Wcm), che avrebbe lo scopo  di ridurre i costi e aumentare efficienza e qualità dei prodotti; il Wcm in «versione Fiat» prevede anche l’utilizzo di una metodologia (ErgoUas) che associa gli aspetti ergonomici con la definizione dei tempi e dei ritmi di una postazione di lavoro. 
Tale modello è una vera e propria rivisitazione tutta italiana di quello giapponese della Lean production (produzione snella); un modello d’organizzazione che si basa essenzialmente su due fattori: il just in time e l’autoattivazione-coinvolgimento dei lavoratori.
Ovvero la trasformazione dell'uomo in macchina. Ciò in barba alla sicurezza sul lavoro, all'articolo 2087 del c.c., ed alla dignità dell'uomo.
Marchionne è stato definito dal Sole 24 Ore come l'uomo dell'anno per "aver ricordato a tutte le istituzioni economiche  italiane, sindacato compreso  e alla politica che adesso bisogna tener conto delle regole globali e condurre l’economia con un occhio al mondo globale".


Certo, le loro regole, che invadono lo status dell'individuo all'interno della società per trasformarlo nel nuovo servo della globale era. Oggi giorno i lavoratori sono servi dei ritmi imposti dalla produzione ovvero dal profitto di pochi eletti. 
Quindi, quello che veniva evidenziato nell'articolo di Repubblica ripreso da altri quotidiani è che il 2011 sarà caratterizzato da meno festività e quindi probabilmente da una maggiore produzione.
Ora, che la nostra società, nostra per modo di dire, sia tutta imperniata sul concetto del lavoro è un dato di fatto. Ma perchè non ribaltare la visione e la prospettiva del presente?
Meno lavoro, più vita.
Società utopica certamente, ma non impossibile.
Dobbiamo assolutamente ribaltare la visione oramai data come per assodata del funzionamento del sistema vigente e presente.
Ciò perchè deve esser l'uomo a ritornare al centro dell'interesse della società e non il profitto elitario tipico di questo mondo.
Ed allora penso ad una rivisitazione dell'omocentrismo in armonia con l'ambiente naturale ospitante tutti noi.
E' veramente indicibile, è  blasfemo sostenere questo principio?
Non lo è certamente, e non lo deve divenire, anche per rispetto di tutti gli omicidi accaduti sul lavoro e nel lavoro e per il lavoro,per rispetto di quella parola che ogni tanto tutti noi invochiamo quale la dignità umana.
A meno che non vogliamo continuar a colmare gli spazi oggi esistenti solo con pura demagogia e retorica.
Ma questo mondo non necessita di retorica, non necessita di demagogia.
Abbiamo bisogno di altro, di maggiore vita, di maggior rispetto per la persona umana, della nostra persona.
Ed allora meno lavoro e più vita.
Più feste meno sfruttamento.
Se utopia deve essere a tutti noi in ogni caso la libera scelta di che vita morire.

Marco Barone 
Segue calendario festività nazionali.
MESEFESTIVITA'GIORNO DELLA SETTIMANA
Gennaio 6 (Befana) giovedì
Aprile 25 (Festa della Liberazione e Pasquetta) lunedì
Maggio 1 (Festa dei lavoratori) domenica
Giugno 2 (Festa della Repubblica) giovedì
Agosto 15 (Ferragosto) lunedì
Novembre 1 (Ognissanti) martedì
Dicembre 8 (Immacolata) giovedì
25 (Natale) domenica
26 (Santo Stefano) lunedì
Gennaio (2012) 1 (Capodanno) domenica

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?