Passa ai contenuti principali

Lo scrittore Boris Pahor dichiara che a Pirano scegliere come sindaco uno straniero è brutto segno.

A Pirano il 24 ottobre 2010, Bossman è stato eletto sindaco . E' stato battezzato come il nuovo Obama dell'Europa dell'Est.
Bossman è immigrato in Slovenia come studente di medicina all'Università di Lubiana alla fine degli anni '70 e, dalla fine degli anni '80, vive  nel comune di Pirano d'Istria.
Impegnato nel Partito Socialdemocratico, di cui ha presieduto per anni il comitato locale di Pirano è stato eletto recentemente come sindaco di Pirano.

Boris Pahor autore di libri come Necropoli, il recente Piazza Oberdan ma specialmente di Qui è proibito parlare dove denunciava la lotta per la sopravvivenza dell’identità slovena a Trieste, dove ricorda che durante il ventennio fascista, fu messa in atto una vera e propria  pulizia etnica  contro le minoranze slovene, contro gli abitanti di Trieste di origine slovena ; in un' intervista pubblicata dal quotidiano capodistriano Primorske Novice, accusa: "Gli sloveni hanno poca coscienza nazionale. Un esempio? A Pirano hanno un sindaco nero. Scegliere uno straniero è brutto segno".

Perchè questa uscita di Boris Pahor?
Lui sostiene di aver semplicemente riportato un senso di opinione diffusa in quella zona.
Ma lui che nel dicembre del 2009 è stato protagonista insieme al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza della polemica per l'assegnazione della cittadinanza onoraria perchè il comune avrebbe infatti voluto insignire Boris Pahor senza citare nella motivazione le colpe del fascismo, fatto al quale lo scrittore si era opposto, lui che nel mese di ottobre 2010 è stato coinvolto in un attacco neofascista con scritte inneggianti alla rivoluzione fascista sui muri dell'ex Narodni dom a Trieste, perchè sostiene ciò?
Che nell'Europa dell'est stia aumentando in via esponenziale il senso di identità nazionale, di appartenenza etnica, di nazionalismo, che stiano incrementando le forze politiche di estrema destra è un dato di fatto più che reale e preoccupante, ma di cui si parla poco.
Ma che uno come Boris Pahor sostenga direttamente e pubblicamente tale concetto figlio del peggior nazionalismo, allora vuol dire che in Europa si è innescato un processo regressivo culturale a dir poco spaventoso.
D'altronde tali fenomeni si verificano quando le crisi economiche iniziano a dilagare, dove il senso di chiusura mentale e di falsa protezione identitaria trova terreno fertile, dove il "nemico" diviene il tuo vicino straniero, il lavoratore di altra nazionalità.
La storia ha insegnato tanto a tutti noi sul punto, con le dittature nazifasciste, con le repressioni, con le guerre, con le camere a gas, con le soluzioni finali.
Voglio credere che l'uscita dello scrittore Boris Pahor sia dovuta solo ed unicamente ad un venir meno temporaneo dello stato di lucidità mentale dello stesso, cosa che in ogni caso non giustifica il senso delle sue parole, gravi, che in poche righe rischiano di compromettere tutto il lavoro svolto dallo stesso sino ad oggi.

Marco Barone
questo il link dove trovare l'intervista
http://www.primorske.si/Priloge/7--Val/Pisatelj-Boris-Pahor-o-plebiscitu-samostojni-Slove.aspx

Commenti

Post popolari in questo blog

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Nella Gradoaustronostalgia i commercianti dicono no ai richiedenti asilo a rischio l'immagine. Pazzesco

L'immagine è tutto. Niente immagine, niente business. La partita a ping pong si gioca tra Grado e le sue frazioni, con la Prefettura che svolge il ruolo di osservatore, ma prima o poi dovrà fischiare la fine di questa partita ed una decisione andrà presa. Se a Fossalon si è assistito a di tutto e di più, dalla deprimente marcia dei trattori, fumosissima visto che non ci sarà, a pensieri figli di una visione distorta del mondo, come se chi voleva ospitare 18 richiedenti asilo si apprestasse a dare accoglienza a 18 criminali incalliti, a Grado si assiste alla reazione di chi ha voce e peso economico importante. Il mondo del commercio. Sul Piccolo del 15 ottobre si apprende che  «Ormai da qualche settimana - ha spiegato il responsabile locale di Confcommercio, Fumolo - si parla dell'ipotesi di ospitalità ad un gruppo di migranti anche da parte del Comune di Grado e la nostra associazione di categoria esprime preoccupazione per le ripercussioni negative che questa azione potr…