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A Pisa, Siracusa, Torino e Napoli arriva la meritocrazia nella scuola.Premiati docenti e scuole "migliori".

 

 «Ogni bambino è un individuo prezioso», scriveva Michael Young l'artefice del termine meritocrazia: «La scuola non deve essere legata alle strutture dell' occupazione, piegata a fornire gente per il lavoro, bensì spinta a incoraggiare tutti i talenti umani»
 Ovviamente da umanista socialista che era Young,  per lui la meritocrazia aveva un significato negativo, al pari di aristocrazia. Ma i governanti ed i politici hanno colto tale termine per ribaltare la sua essenza.
Meritocrazia, ovvero competizione, ovvero ulteriore tassello che comporterà la piena trasformazione della scuola pubblica in scuola aziendale.

Ecco quanto si legge in una nota del  18 novembre 2010 del Ministero della Istruzione:
Per la prima volta dopo decenni di dibattiti parte finalmente un progetto concreto che introduce il merito nel sistema d’istruzione italiano, per valutare e premiare le scuole e i docenti migliori. La sperimentazione ha l’obiettivo di individuare criteri, metodologie e competenze per valorizzare il merito e migliorare quindi la qualità del sistema scolastico secondo le migliori esperienze europee ed internazionali. La sperimentazione sarà finanziata con parte del 30% dei risparmi ottenuti grazie alla razionalizzazione delle spesa al netto delle risorse destinate al recupero per il personale docente degli scatti biennali.
Ai docenti particolarmente meritevoli – continua il comunicato stampa - verrà assegnato un premio pari ad una mensilità di stipendio. Agli istituti migliori un premio fino ad un massimo di 70 mila euro.
“È un giorno storico – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini - Finalmente si iniziano a valutare i professori e le scuole su base meritocratica. Premi dunque ai migliori e non soldi legati solo all’anzianità di carriera che comunque, grazie allo sforzo del governo, sono stati garantiti a tutto il settore”.


Progetto sperimentale per la valutazione delle scuole.
Il progetto sarà proposto a tutte le scuole medie delle province di Pisa e Siracusa.
Le scuole saranno valutate prendendo in considerazione:
  • il livello di miglioramento degli apprendimenti degli studenti, individuato attraverso i test INVALSI;
  • una serie di indicatori (rapporto scuola-famiglia, rapporto scuola-territorio, gestione delle risorse, livelli di abbandono…) verificati da un team di osservatori esterni composto da un ispettore e da due esperti indipendenti che, al termine delle attività, proporranno una relazione complessiva.
Sulla base dei risultati ottenuti verrà formulata da una Commissione tecnica regionale una graduatoria finale. Alle scuole che si collocheranno nella fascia più alta sarà assegnato un premio (fino ad un massimo di 70mila euro) da destinare esclusivamente al personale effettivamente impiegato nell’istituto durante il periodo di sperimentazione.

Contemporaneamente sarà avviato un monitoraggio sull’intera sperimentazione per analizzare i cambiamenti nelle scuole a seguito dell’introduzione dei meccanismi di valutazione.

Progetto sperimentale per premiare i docenti migliori.
Il secondo progetto mira ad individuare metodi e criteri per premiare gli insegnanti che si distinguono per le capacità e la professionalità dimostrate.
La sperimentazione riguarderà i docenti delle scuole di due città, Torino e Napoli.
In ogni scuola verrà costituito un “nucleo” composto dal Dirigente scolastico, da due docenti eletti dal Collegio dei docenti e dal presidente del Consiglio di Istituto in qualità di osservatore. Il “nucleo” avrà il compito di valutare i docenti che hanno aderito volontariamente alla sperimentazione.La valutazione farà riferimento a due elementi:
  • curriculum vitae;
  • documento di valutazione.
In aggiunta a questi elementi il nucleo dovrà considerare anche i risultati di indagini realizzate per rilevare l’apprezzamento dei docenti da parte dei genitori e degli studenti. Sperimentare l’utilizzo di indicatori dell’apprezzamento da parte di genitori e studenti costituisce un elemento qualificante della sperimentazione, poiché rende la valutazione più completa, significativa e soprattutto non autoreferenziale.

Gli insegnanti meritevoli saranno individuati e premiati entro aprile/maggio 2011.
Una quota del 30% consentirà, inoltre, di rafforzare l’azione dell’INVALSI ed estendere ad altre materie e livelli scolastici l’utilizzo di test per la valutazione degli apprendimenti
.


Nel recente passato sono state effettuate varie lotte, varie giornate di mobilitazione, di comunicazione, seminari, convegni, proprio per denunciare il vero scopo dell'INVALSI.
Invalsi che ora svela la sua essenzialità, cosa che era stata compresa sin dall'inizio in verità, ma pochi credevano che in tempi così rapidi sarebbe conseguita alla sua elaborazione , allo svolgimento di quei Test nelle scuole, l'applicazione diretta della meritocrazia.
Purtroppo la scuola delle competizioni, introdotta con il concetto di autonomia che è uno dei primari capisaldi del PD, non può produrre qualità nel senso di ottimo sviluppo delle capacità cognitive dei ragazzi.
Produce solo concorrenza aziendalistica, caccia agli sponsor, e rivalità tra docenti.
Si è riusciti in questo modo a dividere una categoria che ancora oggi non può essere definita classe, proprio perchè manca un vero e proprio senso di appartenenza.
Premiare i docenti migliori(?) ma chi ha diritto di decidere che un docente è più bravo dell'altro? Esiste la libertà d'insegnamento,qualcosa conta ancora in questa scuola che vuole ispirarsi proprio a quel modello inglese che tanto ha fatto discutere in precedenza?

Sarebbe cosa bella e giusta se i docenti selezionati come migliori rifiutassero quella mensilità aggiuntiva anche per rispetto di chi vive la precarietà lavorativa nella scuola.

Sarebbe cosa bella e giusta se le scuole che ricevono quei premi li rifiutassero anche per rispetto di quelle scuole che non possono permettersi l'acquisto della carta.

Appunto, sarebbe cosa bella e giusta.
Sarebbe...

Marco Barone

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