Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

A Basovizza ammainato il Tricolore da militanti della Lega Nord.


Il 26 ottobre si festeggerà il ritorno all'Italia di Trieste.

Non voglio entrare nel merito di tale festeggiamento, di tutte le sofferenze, morti, stragi e tragedie che hanno caratterizzato a livello sia umano che sociale il confine orientale del nostro paese.

La lega nord di Trieste, evidenzia sul suo sito il seguente comunicato:

" Il prossimo 26 ottobre Trieste darà il via alle celebrazioni. Ma quanto costeranno alla nostra gente in un periodo in cui non si arriva alla fine del mese. Non era forse meglio, in tutta Italia, una cerimonia sobria e soprattutto rispettosa di quelle famiglie che, negli ultimi anni, hanno perso i loro cari in Paesi che non ci vogliono e soprattutto non vogliono la democrazia? Non era forse più giusto destinare le somme impegnate per questa celebrazione proprio a queste famiglie in ricordo dei loro figli, fratelli e mariti morti in missioni definite di pace ma che in realtà sono solo di guerra. Se fosse accaduto questo, credo che tutti gli italiani avrebbero capito ed apprezzato e l’Italia avrebbe dato un esempio di solidarietà unico al mondo.
http://www.leganordtrieste.it/

E' interessante notare come la forza politica quale la lega nord che è parte integrante e sostanziale della maggioranza governativa di questo paese, sostiene che le missioni di pace all'estero sono in realtà missioni di guerra. Non che noi non lo sapessimo, anzi; ma de facto si pongono in contrasto forte e netto con i propri alleati, ma probabilmente ciò passerà in secondo piano.

Si, perchè per far sentire la loro voce, i separatisti leghisti hanno issato la loro bandiera, quella che ha fatto tanto discutere ad Adro, ammainando il tricolore.

Questo gesto, che non è solo simbolico, ma è una dichiarazione di guerra vera e propria al buon senso del fare politica, una dichiarazione di guerra all'unità d'italia è accaduto a Basovizza.

Sul piccolo di Trieste, il quotidiano più letto in tale realtà territoriale, si parla di "anomalia".

"Poi qualcuno ha notato l'anomalia e ha avvisato i carabinieri della Stazione di Basovizza. L'iniziativa al valico era stata annunciata sabato sera da una telefonata giunta alla redazione del Piccolo. Sedicenti "volontari verdi" avevano genericamente parlato di una clamorosa manifestazione al confine di Basovizza. Il che si è puntualmente avverato dodici ore più tardi". (http://ilpiccolo.gelocal.it/dettaglio/blitz-leghista-basovizza-il-vessillo-col-sole-padano-sventola-al-posto-del-tricolore/2593263).

Certo parlare di anomalia in questo caso è a dir poco stravagante come cosa.

Issare la bandiera separatista, la bandiera simbolo della lega nord, la bandiera simbolo di quella realtà politica affermata nel nord est italiano e non solo, la bandiera di chi professa nel proprio statuto l'indipendenza della Padania e governa questo paese, può essere definito tutto ciò solo come una semplice anomalia?

Ho la sensazione che si sia intrapreso un percorso univoco, un percorso dal quale difficilmente si potrà tornar indietro, se si continueranno a semplificare tale iniziative, se si continuerà a sminuire il significato di gesti come quello di Adro,o Basovizza.

Ultima considerazione, non credo proprio che si possa paragonare l'iniziativa di Terzigno consistente nel dare fuoco al tricolore, con l'ammainare il tricolore per sostiuirlo con la bandiera di una realtà politica che proclama l'indipendenza della padania.

A Terzigno si vive una grande sofferenza, a Terigno si è dato fuoco al tricolore per denunciare pubblicamente come lo Stato Italiano sia assente, come lo Stato Italiano compromesso con il potere occulto della massoneria abbia tradito la popolazione; ma a Terzigno non si "grida" la separazione dell'Italia; si rivendica invece la presenza dello Stato Italiano, quello vero, quello non compromesso con il potere della camorra e massoneria.

A Basovizza invece si respira tutt'altra aria.
Lo Stato Italiano deve "ritirarsi" oltre il confine della Padania, è questo il senso dell'iniziativa della Lega Nord che non può essere paragonata a quella di Terzigno!

Marco Barone
fonte foto:http://ilpiccolo.gelocal.it/multimedia/home/26682792/1/4

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