Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

A Basovizza ammainato il Tricolore da militanti della Lega Nord.


Il 26 ottobre si festeggerà il ritorno all'Italia di Trieste.

Non voglio entrare nel merito di tale festeggiamento, di tutte le sofferenze, morti, stragi e tragedie che hanno caratterizzato a livello sia umano che sociale il confine orientale del nostro paese.

La lega nord di Trieste, evidenzia sul suo sito il seguente comunicato:

" Il prossimo 26 ottobre Trieste darà il via alle celebrazioni. Ma quanto costeranno alla nostra gente in un periodo in cui non si arriva alla fine del mese. Non era forse meglio, in tutta Italia, una cerimonia sobria e soprattutto rispettosa di quelle famiglie che, negli ultimi anni, hanno perso i loro cari in Paesi che non ci vogliono e soprattutto non vogliono la democrazia? Non era forse più giusto destinare le somme impegnate per questa celebrazione proprio a queste famiglie in ricordo dei loro figli, fratelli e mariti morti in missioni definite di pace ma che in realtà sono solo di guerra. Se fosse accaduto questo, credo che tutti gli italiani avrebbero capito ed apprezzato e l’Italia avrebbe dato un esempio di solidarietà unico al mondo.
http://www.leganordtrieste.it/

E' interessante notare come la forza politica quale la lega nord che è parte integrante e sostanziale della maggioranza governativa di questo paese, sostiene che le missioni di pace all'estero sono in realtà missioni di guerra. Non che noi non lo sapessimo, anzi; ma de facto si pongono in contrasto forte e netto con i propri alleati, ma probabilmente ciò passerà in secondo piano.

Si, perchè per far sentire la loro voce, i separatisti leghisti hanno issato la loro bandiera, quella che ha fatto tanto discutere ad Adro, ammainando il tricolore.

Questo gesto, che non è solo simbolico, ma è una dichiarazione di guerra vera e propria al buon senso del fare politica, una dichiarazione di guerra all'unità d'italia è accaduto a Basovizza.

Sul piccolo di Trieste, il quotidiano più letto in tale realtà territoriale, si parla di "anomalia".

"Poi qualcuno ha notato l'anomalia e ha avvisato i carabinieri della Stazione di Basovizza. L'iniziativa al valico era stata annunciata sabato sera da una telefonata giunta alla redazione del Piccolo. Sedicenti "volontari verdi" avevano genericamente parlato di una clamorosa manifestazione al confine di Basovizza. Il che si è puntualmente avverato dodici ore più tardi". (http://ilpiccolo.gelocal.it/dettaglio/blitz-leghista-basovizza-il-vessillo-col-sole-padano-sventola-al-posto-del-tricolore/2593263).

Certo parlare di anomalia in questo caso è a dir poco stravagante come cosa.

Issare la bandiera separatista, la bandiera simbolo della lega nord, la bandiera simbolo di quella realtà politica affermata nel nord est italiano e non solo, la bandiera di chi professa nel proprio statuto l'indipendenza della Padania e governa questo paese, può essere definito tutto ciò solo come una semplice anomalia?

Ho la sensazione che si sia intrapreso un percorso univoco, un percorso dal quale difficilmente si potrà tornar indietro, se si continueranno a semplificare tale iniziative, se si continuerà a sminuire il significato di gesti come quello di Adro,o Basovizza.

Ultima considerazione, non credo proprio che si possa paragonare l'iniziativa di Terzigno consistente nel dare fuoco al tricolore, con l'ammainare il tricolore per sostiuirlo con la bandiera di una realtà politica che proclama l'indipendenza della padania.

A Terzigno si vive una grande sofferenza, a Terigno si è dato fuoco al tricolore per denunciare pubblicamente come lo Stato Italiano sia assente, come lo Stato Italiano compromesso con il potere occulto della massoneria abbia tradito la popolazione; ma a Terzigno non si "grida" la separazione dell'Italia; si rivendica invece la presenza dello Stato Italiano, quello vero, quello non compromesso con il potere della camorra e massoneria.

A Basovizza invece si respira tutt'altra aria.
Lo Stato Italiano deve "ritirarsi" oltre il confine della Padania, è questo il senso dell'iniziativa della Lega Nord che non può essere paragonata a quella di Terzigno!

Marco Barone
fonte foto:http://ilpiccolo.gelocal.it/multimedia/home/26682792/1/4

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