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Visualizzazione dei post con l'etichetta pirano

Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Anni '20 in Istria, dalla bandiera rossa vietata a Pirano, all'arresto di maestri sloveni a Capodistria

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  10 novembre 1920, nella tornata della Camera del Regno d'Italia viene proposta una telegrafica interpellanza su quanto accaduto a Pirano qualche giorno prima. L'interrogazione era diretta al presidente del Consiglio dei ministri, ministro dell'interno, per sapere se fosse necessario o meno un suo intervento verso il il maresciallo dei carabinieri di Pirano, " che le camere del lavoro sono istituzioni ammesse tanto dalle leggi austriache, quanto da quelle italiane; e che quando egli grida ai rappresentanti della camera del lavoro di Pirano che « è ora di finirla con le camere del lavoro » dice una sciocchezza". Concludendo l'interrogazione " per sapere quale legge o bando abbia autorizzato le autorità di Pirano ad impedire l'esposizione della bandiera rossa, contrariamente a quanto avveniva invece in altre parti dell'Istria. Cinque anni dopo, altra situazione incresciosa che si verifica nella zona della vicina Capodistria. Sempre una interrogazi...

La Slovenia ha in pugno il futuro della stagione turistica della Croazia

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Salvo che non si voglia entrare dalla Croazia passando dall'Ungheria, dalla Serbia, dalla Bosnia o dal Montenegro,  o via mare, la maggior parte degli europei per andare in Croazia devono attraversare il confine sloveno. La Croazia è una nazione che vive soprattutto di turismo, questo incide per oltre il 20% del PIL croato. Una roba enorme. E se si ferma il turismo, si piega la Croazia. La Croazia quest'anno sperava di entrare nello spazio Schengen, per poi adottare l'Euro. Dovrà aspettare ancora. Il coronavirus ha diviso l'Europa più che mai, sono ritornati per ragioni di sicurezza nazionale i confini, i controlli alle frontiere, cosa che in Croazia c'erano già. Sarà difficile riuscire a spostarsi oltre il proprio confine nazionale questa estate, ma è evidente che se la Slovenia dovesse impuntarsi potrebbe creare un danno economico alla Croazia enorme, senza dimenticare che i due Paesi sono ai ferri corti per la questione della contesa delle acque del golfo di Pira...

Pirano/ Piran o Nova Gorica. Chi sostenere per il 40° anno della città capitale europea della cultura?

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Entro il 2021 si saprà quale sarà la città slovena chiamata a fregiarsi del titolo Capitale Europea della cultura. La Slovenia ad oggi ha avuto solo la città di Maribor. Era il 2012. Un titolo che verrà condiviso insieme ad una città tedesca. Norimberga è tra quelle date tra le favorite, in Germania. Lubiana è quella che potrebbe spuntarla tra le città candidate dalla Slovenia. Ma tra i progetti sicuramente che interessano di più il FVG c'è quello di Nova Gorica da un lato, e quello di Pirano, dall'altro. Il primo interessa direttamente la città di Gorizia, il secondo, può riguardare certamente anche quella di Trieste, che comprensibilmente sostiene la candidatura di Pirano/ Piran, Isola/Izola, Capodistria/Koper e Ancarano/Ankaran, vista la contiguità territoriale ed il forte legame storico che sussiste con queste zone istriane. Nel 2025 il titolo sarà assegnato alla Germania e alla Slovenia. L'Italia fino al 2033 non potrà candidare alcuna città. Il punto sfa...

In Istria sono realmente a rischio estinzione l'italiano e il dialetto istroveneto?

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Ogni anno puntualmente si ripete sempre la stessa manifestazione di pensiero, italiano e istroveneto in Istria sono a rischio estinzione. Ma è realmente così la situazione? In regioni dove il bilinguismo, sulla carta, è certamente più avanzato rispetto a quello contemplato nella vicina Venezia Giulia per gli sloveni, ad esempio. Certo, poi nella realtà pratica ci sono molte situazioni di facciata, di apparenza, e di ostruzionismi, i diritti delle minoranze italiane non sono in piena vitalità, uno su tutti la questione dello spegnimento del segnale satellitare di Tv Capodistria, le riduzioni di personale, gli investimenti non al top. Ma si può realmente parlare di rischio estinzione dell'italiano e del dialetto istroveneto che ultimamente pare essere più meritevole di attenzione addirittura rispetto alla stessa lingua italiana?  Nell'Istria italiana ci sono circa 20 mila abitanti, il 94% sono italiani. Nell'Istria slovena si contano circa 80 mila abitanti, il 4% sono it...

Come finirà la "guerra fredda" tra Slovenia e Croazia per il golfo di Pirano? Senza un passo indietro si rischia un conflitto pericoloso

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L'esito, di 400 pagine , dell'Arbitrato che ha dato ragione alla Slovenia e torto alla Croazia, assegnando praticamente la quasi integrità della baia di Pirano agli sloveni con il relativo accesso alle acque internazionali, ha creato, come è noto, un putiferio. Intanto, chi ci sta andando di mezzo, a fior di multe,  tensioni e rischi di essere sbattuti in galera, sono i pescatori. Quale la posizione della Slovenia? "Da quando la Croazia ha respinto la sentenza arbitrale e la sua attuazione, si sono verificate specifiche violazioni della legge europea. Non rispettando la sentenza arbitrale e quindi lo stato di diritto, la Croazia viola anche i principi fondamentali dell'Unione europea. La Slovenia ha avviato un procedimento contro la Croazia ai sensi dell'articolo 259 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE)." Un contenzioso iniziato nei primi anni '90 che vede la seguente cronologia nei suoi punti più essenziali: ...

Capitale europea della cultura 2025 sarà "duello" tra Gorizia/Nova Gorica e quattro città istriane?

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La Slovenia si troverà probabilmente a candidare cinque città per la capitale della cultura Europa 2025, ma non per fare insieme e sistema, ma per fare concorrenza. Perchè da un lato ci saranno Gorizia e Nova Gorica, che cercheranno di camminare insieme, tra Italia e Slovenia, in questo progetto europeo che fino al 2022 vede come città capitali europee Fiume e Galway, Timisoara, Elefsina e Novi Sad, Kaunas ed Esch. Ed è notizia ora, da Radiocapodistria , che i "sindaci dei quattro comuni costieri, Ancarano, Capodistria, Isola e Pirano, hanno firmato una dichiarazione di intenti riguardo la candidatura comune a Capitale europea della Cultura per l'anno 2025. Le quattro città dell'Istria slovena si candidano con la denominazione "Piran-Pirano 4 Istria 2025". Città dove è presente la minoranza autoctona italiana, e dove si cercherà una collaborazione trilaterale, tra Italia, Slovenia e Croazia. Insomma, sarà un duello bello "tosto" e per molti forse in...

Aspettando il bilinguismo sul sito del Comune di Capodistria, mentre a Pirano...

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Certamente il bilinguismo visivo a Capodistria è migliore rispetto a quello praticamente inesistente nella vicina città di Trieste. A Trieste, Trst, no se pol, nonostante tutto.  A Capodistria, Koper in sloveno, vi è uno Statuto che in teoria contemplerebbe dei principi e delle attuazioni a favore della comunità nazionale italiana autoctona, importanti. Ma a quanto pare non sempre pienamente attuati. Appena è possibile fare dei capricci, dei dispetti, questi vengono subito all'ordine. Come ha riportato Radio Capodistria , ad esempio, sulla vicenda della piscina olimpionica." Resta l'incognita sulla dicitura solo in sloveno dell'impianto. In campagna elettorale Popovič aveva specificato che si trattava del nome dell'impianto e pertanto intraducibile. Il sindaco Bržan, ai nostri microfoni dopo l'elezione, aveva dichiarato che cercheranno di porre rimedio, nel rispetto del bilinguismo visivo".  Ciò per capire lo stato delle cose.   Uno Statut...

Pirano, dove il bilinguismo è di casa

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Da Pirano vedi bene Trieste, quella colata di cemento, che è il "faro d'Istria", il Santuario di MontegGisa,  e poi la cava a forma di cuore, nel cuore del Carso triestino, e sei proprio di fronte a Monfalcone.  E in mezzo, il  mare, che ora unisce, ora divide, sentimenti, e storie, memorie e ricordi, che attraversano il confine immaginario tra due mondi uniti dal ponte della condivisione di quella bellezza che qui, a Pirano, è di casa, come il bilinguismo. Oggi, in Slovenia, una cittadina di poco meno 20 mila abitanti dove il bilinguismo è di casa. Parlare l'italiano è la normalità, la toponomastica è in italiano e riporta anche le vecchie denominazioni storiche di Pirano, quelle che nella vicina Capodistria hanno scatenato il putiferio soprattutto per il modo in cui è stata gestita la questione di Piazza Tito . Vi è oggi una minoranza autoctona italiana di poco meno un migliaio di persone, circa il 5% della popolazione, mentre le persone di madrelingua ital...