Il "frullato storico" e le piazze forni: il caso di Monfalcone

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  Pensateci bene. Quando noi oggi passeggiamo per i centri di certe nostre città, ci troviamo spesso di fronte a degli spazi che, francamente, non hanno più alcun senso. E prendiamo un caso formidabile, un caso che se ci pensate lascia davvero sbalorditi: Monfalcone.  Ora, bisogna fare un passo indietro. Ai tempi dell'Impero Asburgico — ah, che tempi per l'urbanistica, signori! — quelle che venivano chiamate, non a caso, le "Piazze Grandi", avevano una caratteristica che oggi a molti sembra un'anomalia, un corpo alieno, ma che allora era assolutamente ovvia: gli alberi. Gli alberi facevano parte integrante della veduta urbana! Era così a Trieste, per dirne una. Poi, nel corso del Novecento, cosa ci è saltato in mente? Abbiamo preso questi luoghi e li abbiamo trasformati in sterminate spianate di cemento. O di marmo, per chi voleva fare le cose in grande. Spazi che oggi, in piena estate, diventano semplicemente dei forni a cielo aperto.  Ma torniamo a Monfalcone, p...

Pirano, dove il bilinguismo è di casa



Da Pirano vedi bene Trieste, quella colata di cemento, che è il "faro d'Istria", il Santuario di MontegGisa,  e poi la cava a forma di cuore, nel cuore del Carso triestino, e sei proprio di fronte a Monfalcone.  E in mezzo, il  mare, che ora unisce, ora divide, sentimenti, e storie, memorie e ricordi, che attraversano il confine immaginario tra due mondi uniti dal ponte della condivisione di quella bellezza che qui, a Pirano, è di casa, come il bilinguismo.
Oggi, in Slovenia, una cittadina di poco meno 20 mila abitanti dove il bilinguismo è di casa. Parlare l'italiano è la normalità, la toponomastica è in italiano e riporta anche le vecchie denominazioni storiche di Pirano, quelle che nella vicina Capodistria hanno scatenato il putiferio soprattutto per il modo in cui è stata gestita la questione di Piazza Tito. Vi è oggi una minoranza autoctona italiana di poco meno un migliaio di persone, circa il 5% della popolazione, mentre le persone di madrelingua italiana, in base agli ultimi dati disponibili, sarebbero circa poco meno del 10% della popolazione, ma l'italiano, a Pirano, lo conoscono un pò tutti. Presa di mira da turisti italiani e austriaci nei fine settimana e nelle stagioni estive, una cittadina che deve la sua bellezza alla sua storia e che ha una chiara fisionomia tipicamente veneta. E' la città di Tartini, gran musicista a cui a Trieste è dedicato il conservatorio cittadino, noto per la celebre sonata per violino in sol minore Il trillo del diavolo.





A Pirano ed in Slovenia, per la comunità italiana, è un punto di riferimento culturale e musicale molto importante, in Italia, invece, sembra quasi essere caduto nel dimenticatoio, come le lapidi storiche del cimitero di Capodistria, come denunciato su RadioCapodistria, che riguardano anche gli italiani, che invece, a Pirano, sembrano avere maggior tutela e attenzione. Cittadina dove esistono tre scuole italiane, rispettivamente la Scuola dell'Infanzia Coccinella - il Ginnasio. Fondato nel settembre 1945 a Pirano, porta il nome del maestro antifascista Antonio Sema (1888-1945), che nel primo dopoguerra si distinse per l’impegno nell’educazione dei giovani e per il sostegno loro reso, opponendosi coraggiosamente alla chiusura ideologico-culturale e all’oppressione fascista.la Scuola elementare intitolata a Vincenzo e Diego de Castro entrambi nati a Pirano.  Di Diego de Castro si ricorda soprattutto l'essere stato rappresentante diplomatico dell'Istria accreditato contemporaneamente a Londra e a Washington e Consigliere politico del Generale comandante la zona angloamericana del non ancora creato Territorio libero di Trieste durante gli anni della "contesa". Incarico che lascerà poco prima del Memorandum del '54 perchè non ne condivideva i contenuti con riferimento alla questione istriana.  Alla fine del '45 in Istria si contavano 60 scuole elementari italiane con 5.827 scolari e 14 medie superiori con 1.231 studenti. 
All'inizio degli anni '60 venne registrata una consistente riduzione delle scuole e degli alunni si parlava di una trentina di scuole tra Istria e Fiume con il dimezzamento degli studenti. Oggi, Pirano, vive una situazione problematica, non con l'Italia, ma con la vicina e Croazia per la questione del golfo, uno stato di tensione tra Slovenia e Croazia che preoccupa l'Europa e che dall'Italia, a dire il vero, viene osservato non con la giusta attenzione.

mb

Commenti

  1. " Pirano, dove il bilinguismo è di casa", e nella foto c'è un segnale stradale solamente in lingua slovena

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