I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

La Slovenia ha in pugno il futuro della stagione turistica della Croazia




Salvo che non si voglia entrare dalla Croazia passando dall'Ungheria, dalla Serbia, dalla Bosnia o dal Montenegro,  o via mare, la maggior parte degli europei per andare in Croazia devono attraversare il confine sloveno. La Croazia è una nazione che vive soprattutto di turismo, questo incide per oltre il 20% del PIL croato. Una roba enorme. E se si ferma il turismo, si piega la Croazia. La Croazia quest'anno sperava di entrare nello spazio Schengen, per poi adottare l'Euro. Dovrà aspettare ancora. Il coronavirus ha diviso l'Europa più che mai, sono ritornati per ragioni di sicurezza nazionale i confini, i controlli alle frontiere, cosa che in Croazia c'erano già. Sarà difficile riuscire a spostarsi oltre il proprio confine nazionale questa estate, ma è evidente che se la Slovenia dovesse impuntarsi potrebbe creare un danno economico alla Croazia enorme, senza dimenticare che i due Paesi sono ai ferri corti per la questione della contesa delle acque del golfo di Pirano. Bisogna chiedersi quanto conviene ancora alla Slovenia continuare a mantenere i controlli serrati alle frontiere come sta facendo oggi,  dovrà fare un bilanciamento di interessi, ma una cosa è certa. Mai come ora, da quando è caduto il muro di Gorizia, la Slovenia ha effettivamente in pugno il futuro della stagione turistica della Croazia da cui dipende buona parte dell'economia croata. L'auspicio è che possa prevalere una condivisione europea della questione, quella che ad oggi non c'è stata. 

mb

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