Il "frullato storico" e le piazze forni: il caso di Monfalcone

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  Pensateci bene. Quando noi oggi passeggiamo per i centri di certe nostre città, ci troviamo spesso di fronte a degli spazi che, francamente, non hanno più alcun senso. E prendiamo un caso formidabile, un caso che se ci pensate lascia davvero sbalorditi: Monfalcone.  Ora, bisogna fare un passo indietro. Ai tempi dell'Impero Asburgico — ah, che tempi per l'urbanistica, signori! — quelle che venivano chiamate, non a caso, le "Piazze Grandi", avevano una caratteristica che oggi a molti sembra un'anomalia, un corpo alieno, ma che allora era assolutamente ovvia: gli alberi. Gli alberi facevano parte integrante della veduta urbana! Era così a Trieste, per dirne una. Poi, nel corso del Novecento, cosa ci è saltato in mente? Abbiamo preso questi luoghi e li abbiamo trasformati in sterminate spianate di cemento. O di marmo, per chi voleva fare le cose in grande. Spazi che oggi, in piena estate, diventano semplicemente dei forni a cielo aperto.  Ma torniamo a Monfalcone, p...

La Slovenia ha in pugno il futuro della stagione turistica della Croazia




Salvo che non si voglia entrare dalla Croazia passando dall'Ungheria, dalla Serbia, dalla Bosnia o dal Montenegro,  o via mare, la maggior parte degli europei per andare in Croazia devono attraversare il confine sloveno. La Croazia è una nazione che vive soprattutto di turismo, questo incide per oltre il 20% del PIL croato. Una roba enorme. E se si ferma il turismo, si piega la Croazia. La Croazia quest'anno sperava di entrare nello spazio Schengen, per poi adottare l'Euro. Dovrà aspettare ancora. Il coronavirus ha diviso l'Europa più che mai, sono ritornati per ragioni di sicurezza nazionale i confini, i controlli alle frontiere, cosa che in Croazia c'erano già. Sarà difficile riuscire a spostarsi oltre il proprio confine nazionale questa estate, ma è evidente che se la Slovenia dovesse impuntarsi potrebbe creare un danno economico alla Croazia enorme, senza dimenticare che i due Paesi sono ai ferri corti per la questione della contesa delle acque del golfo di Pirano. Bisogna chiedersi quanto conviene ancora alla Slovenia continuare a mantenere i controlli serrati alle frontiere come sta facendo oggi,  dovrà fare un bilanciamento di interessi, ma una cosa è certa. Mai come ora, da quando è caduto il muro di Gorizia, la Slovenia ha effettivamente in pugno il futuro della stagione turistica della Croazia da cui dipende buona parte dell'economia croata. L'auspicio è che possa prevalere una condivisione europea della questione, quella che ad oggi non c'è stata. 

mb

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