Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Come finirà la "guerra fredda" tra Slovenia e Croazia per il golfo di Pirano? Senza un passo indietro si rischia un conflitto pericoloso




L'esito, di 400 pagine, dell'Arbitrato che ha dato ragione alla Slovenia e torto alla Croazia, assegnando praticamente la quasi integrità della baia di Pirano agli sloveni con il relativo accesso alle acque internazionali, ha creato, come è noto, un putiferio. Intanto, chi ci sta andando di mezzo, a fior di multe,  tensioni e rischi di essere sbattuti in galera, sono i pescatori. Quale la posizione della Slovenia? "Da quando la Croazia ha respinto la sentenza arbitrale e la sua attuazione, si sono verificate specifiche violazioni della legge europea. Non rispettando la sentenza arbitrale e quindi lo stato di diritto, la Croazia viola anche i principi fondamentali dell'Unione europea. La Slovenia ha avviato un procedimento contro la Croazia ai sensi dell'articolo 259 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE)."
Un contenzioso iniziato nei primi anni '90 che vede la seguente cronologia nei suoi punti più essenziali:
Il periodo 1992-2002 , conclusosi con l'accordo Drnovšek – RačanIl periodo 2002-2008 , durante il quale i governi hanno negoziato il coinvolgimento di una terza parte;  Il periodo 2008-2009 , quando è stato firmato l'accordo di arbitratoIl periodo 2010-2014 , che è stato caratterizzato dall'entrata in vigore dell'accordo di arbitrato e dal procedimento arbitrale;  Il periodo successivo a luglio 2015 , quando la Croazia, alla luce dello scandalo delle intercettazioni telefoniche, ha annunciato l'intenzione di porre fine unilateralmente all'accordo di arbitrato. I giornali serbo e croato Kurir e Večernji elencano notizie su presunte conversazioni telefoniche tra l'agente sloveno Simona Drenik e l'arbitro Jernej Sekolec e procedono pubblicando registrazioni audio delle presunte conversazioni. Il giorno seguente, l'agente sloveno Drenik e l'arbitro Sekolec si dimettono. La Croazia determina, dunque, la rottura, per violazione dell'imparzialità dell'Arbitrato, notificando  alla Slovenia il 30 luglio e al Tribunale arbitrale il 31 luglio la sua intenzione di risolvere l'accordo di arbitrato. 
 
Da parte della Croazia si sostiene, essendo venuta meno ogni fiducia sulla questione dell'Arbitrato, stante la collusione di alcuni giudici, di portare avanti relazioni bilaterali. La Slovenia insiste sull'Arbitrato, che alla fine si pronuncerà nei modi noti e disattesi dalla Croazia. I croati fanno presente che la Slovenia respinge l'intenzione della Croazia di recedere unilateralmente da questo accordo internazionale. Il ministro degli Affari esteri ed europei, Miro Kovač, ha dichiarato che "la Croazia si è ritirata dal processo arbitrale e non parteciperà all'audizione" e "cercherà una soluzione attraverso negoziati bilaterali con la Slovenia conformemente al diritto internazionale".
Il contenzioso va avanti. Ma il tutto sembra essere bloccato. Ognuno si trincea dietro le proprie posizioni. La Croazia nel 2020 dovrebbe entrare nello spazio Schengen, cosa che la Slovenia non accetterà con estrema facilità fino a quando non si risolverà questa situazione. L'Europa è totalmente timida sul punto, la Slovenia pretende di far rispettare l'esito dell'Arbitrato, la Croazia lo disconosce. Non è che qui di soluzioni ve ne sono tante senza un passo indietro da parte di entrambi i Paesi, si rischia un conflitto pericoloso.  E in tutto ciò, l'Italia, che fa?
 
mb

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