Nel 2026, 80 anni dalla strage di Vergarolla, come per la strategia della tensione, senza verità, anche se non si era più in Italia

Immagine
  Ancora oggi non c'è una lapide istituzionale che ricordi a dovere le vittime della strage di Vergarolla di cui non si conosce il numero esatto dei morti, 64 furono  le vittime identificate. Quanto accaduto il 18 agosto del 1946 ha lasciato il segno indelebile nella storia delle complesse vicende del confine orientale spesso strumentalizzate per revisionismi storici, nazionalismi nostalgici, che nulla c'entrano con la verità e la giustizia negata alle vittime di quel fatto drammatico. Come accaduto durante lo stragismo neofascista durante la strategia della tensione, praticamente non vi è stata alcuna verità, nessuna inchiesta degna di nota. Solo supposizioni, teorie, ipotesi, spesso istanze degne di ultras più che di seguaci della verità. Quel fatto tragico è stato chiaramente utilizzato dalla retorica revisionista per le proprie battaglie ideologiche anticomuniste e contro la Jugoslavia comunista di Tito. Quando accadde quel fatto, Pola, era una zona enclave all'interno ...

Capitale europea della cultura 2025 sarà "duello" tra Gorizia/Nova Gorica e quattro città istriane?



La Slovenia si troverà probabilmente a candidare cinque città per la capitale della cultura Europa 2025, ma non per fare insieme e sistema, ma per fare concorrenza. Perchè da un lato ci saranno Gorizia e Nova Gorica, che cercheranno di camminare insieme, tra Italia e Slovenia, in questo progetto europeo che fino al 2022 vede come città capitali europee Fiume e Galway, Timisoara, Elefsina e Novi Sad, Kaunas ed Esch. Ed è notizia ora, da Radiocapodistria, che i "sindaci dei quattro comuni costieri, Ancarano, Capodistria, Isola e Pirano, hanno firmato una dichiarazione di intenti riguardo la candidatura comune a Capitale europea della Cultura per l'anno 2025. Le quattro città dell'Istria slovena si candidano con la denominazione "Piran-Pirano 4 Istria 2025".
Città dove è presente la minoranza autoctona italiana, e dove si cercherà una collaborazione trilaterale, tra Italia, Slovenia e Croazia.
Insomma, sarà un duello bello "tosto" e per molti forse incomprensibile, per aspirare ad un titolo che nel corso del tempo a dirla tutta vede sfumare il proprio senso e importanza ma per realtà periferiche come quelle di Gorizia e Nova Gorica, potrebbe essere sicuramente una fonte di rilancio importante, per le città istriane slovene, sarebbe, invece, un plus, non essenziale, verso un territorio già di suo vitale. Vedremo quali saranno i progetti, e chissà che magari da questa situazione non nasca fuori un ponte che parta da Gorizia e arrivi alla punta di Pirano, anche se a dirla tutta ultimamente vanno di moda più i muri che i ponti.
 
mb


Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?