Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Capitale europea della cultura 2025 sarà "duello" tra Gorizia/Nova Gorica e quattro città istriane?



La Slovenia si troverà probabilmente a candidare cinque città per la capitale della cultura Europa 2025, ma non per fare insieme e sistema, ma per fare concorrenza. Perchè da un lato ci saranno Gorizia e Nova Gorica, che cercheranno di camminare insieme, tra Italia e Slovenia, in questo progetto europeo che fino al 2022 vede come città capitali europee Fiume e Galway, Timisoara, Elefsina e Novi Sad, Kaunas ed Esch. Ed è notizia ora, da Radiocapodistria, che i "sindaci dei quattro comuni costieri, Ancarano, Capodistria, Isola e Pirano, hanno firmato una dichiarazione di intenti riguardo la candidatura comune a Capitale europea della Cultura per l'anno 2025. Le quattro città dell'Istria slovena si candidano con la denominazione "Piran-Pirano 4 Istria 2025".
Città dove è presente la minoranza autoctona italiana, e dove si cercherà una collaborazione trilaterale, tra Italia, Slovenia e Croazia.
Insomma, sarà un duello bello "tosto" e per molti forse incomprensibile, per aspirare ad un titolo che nel corso del tempo a dirla tutta vede sfumare il proprio senso e importanza ma per realtà periferiche come quelle di Gorizia e Nova Gorica, potrebbe essere sicuramente una fonte di rilancio importante, per le città istriane slovene, sarebbe, invece, un plus, non essenziale, verso un territorio già di suo vitale. Vedremo quali saranno i progetti, e chissà che magari da questa situazione non nasca fuori un ponte che parta da Gorizia e arrivi alla punta di Pirano, anche se a dirla tutta ultimamente vanno di moda più i muri che i ponti.
 
mb


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