L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Capitale europea della cultura 2025 sarà "duello" tra Gorizia/Nova Gorica e quattro città istriane?



La Slovenia si troverà probabilmente a candidare cinque città per la capitale della cultura Europa 2025, ma non per fare insieme e sistema, ma per fare concorrenza. Perchè da un lato ci saranno Gorizia e Nova Gorica, che cercheranno di camminare insieme, tra Italia e Slovenia, in questo progetto europeo che fino al 2022 vede come città capitali europee Fiume e Galway, Timisoara, Elefsina e Novi Sad, Kaunas ed Esch. Ed è notizia ora, da Radiocapodistria, che i "sindaci dei quattro comuni costieri, Ancarano, Capodistria, Isola e Pirano, hanno firmato una dichiarazione di intenti riguardo la candidatura comune a Capitale europea della Cultura per l'anno 2025. Le quattro città dell'Istria slovena si candidano con la denominazione "Piran-Pirano 4 Istria 2025".
Città dove è presente la minoranza autoctona italiana, e dove si cercherà una collaborazione trilaterale, tra Italia, Slovenia e Croazia.
Insomma, sarà un duello bello "tosto" e per molti forse incomprensibile, per aspirare ad un titolo che nel corso del tempo a dirla tutta vede sfumare il proprio senso e importanza ma per realtà periferiche come quelle di Gorizia e Nova Gorica, potrebbe essere sicuramente una fonte di rilancio importante, per le città istriane slovene, sarebbe, invece, un plus, non essenziale, verso un territorio già di suo vitale. Vedremo quali saranno i progetti, e chissà che magari da questa situazione non nasca fuori un ponte che parta da Gorizia e arrivi alla punta di Pirano, anche se a dirla tutta ultimamente vanno di moda più i muri che i ponti.
 
mb


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