Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta oberdan

I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

La maledizione di Ronchi tra Oberdan e D'Annunzio

Immagine
  Piero Belli fu un redattore del popolo d'Italia fondato da Mussolini che seguì l'azzardo di D'Annunzio a Fiume elogiandolo all'inverosimile come emerge nel suo testo "la notte di Ronchi". In tale testo scrive ad esempio che "Quando Gabriele d'Annunzio mosse da Venezia non possedeva che un'automobile ed uno chaffeur. Lui e il sergente Basso erano tutto l'esercito legionario in marcia verso Fiume. C'erano, sì, i granatieri. Ma erano a Ronchi. E a Ronchi bisognava arrivare rischiando di cadere nel ridicolo di un arresto. Bastava che un carabiniere riconoscesse d'Annunzio perchè il futuro salvatore di Fiume facesse la fine di un mentecatto destinato al manicomio. E di certo la più clamorosa delle risate avrebbe fatto eco all'annuncio che il Poeta-soldato, (( briaco di se stesso », era rimasto — nuovissimo don Chisciotte — a brancolare dentro la sua vettura. Ma se i granatieri in attesa a Ronchi erano un manipolo di proporzioni già r...

Quando il Piccolo venne sequestrato durante l'ultima visita dell'Imperatore a causa dell'articolo su Ronchi...

Immagine
  A Trieste si parla tanto di Maria Teresa, a cui si deve la trasformazione di Trieste nella piccola Vienna dell'Alto Adriatico che noi tutti oggi conosciamo, eppure, non mise mai piede in città. Contrariamente, invece, a Francesco Giuseppe, l'Imperatore, di cui si ricordano diverse visite, dalla sua prima storica ancora oggi celebrata avvenuta nel 1857, all'ultima, durata alcuni giorni, avvenuta nel 1882. Il 19 settembre del 1882 fu l'ultima volta che il vecchio baffuto mise piede in città, ciò a causa, si narra, dell'attentato che rischiò di subire per mano di Oberdank, che si auto italianizzò in Oberdan, per rinnegare le proprie origini, ed immedesimarsi in quelle italiane. Nell'ultimo giorno della visita dell'Imperatore, venne sequestrata l'edizione mattutina del Piccolo a causa dell'articolo intitolato, la cassetta di Ronchi. Si dirà, sarà stato un articolo di propaganda?    Di sostegno all'attentatore di cui ancora si conosceva poco? Invece...

E comunque Oberdan(k), nella Ronchi d'Austria, rischiò il linciaggio

Immagine
Ronchi all'Austria era fedele, all'Impero Asburgico doveva la sua trasformazione da villaggio rurale, a borgata autonoma, a partire dalla ferrovia che ne segnò la svolta. Ha fatto storicamente discutere, nel voler essere gentili, l'inaugurazione della panchina avvenuta a Ronchi, nell'attuale piazza Oberdan, un tempo piazza della Posta, per celebrare l'irredentista che snaturò il proprio cognome da Oberdank a Oberdan, per rinnegare le proprie origini. Nel condannarlo a morte, l'Austria, lo trasformò in un martire, che ha unito nella retorica l'Italia ante fascista a quella fascista. Eppure i ronchesi all'arresto di Oberdan non reagirono in modo ostile verso la gendarmeria austriaca. Anzi. Come viene raccontato nel testo di F. Salata, G. O. , Bologna 1924, ci furono chiare dimostrazioni ostili contro Oberdan. Fatto testimoniato nel rapporto di Vintschgau del 18 settembre del 1872, oppure si parla di un testimone vicentino il quale accenna anche a un tenta...

Aver definito sotto il fascismo Oberdank suicida e disertore... comportò la richiesta di licenziamento per un docente ed il trasferimento dal Veneto a Melfi

Immagine
  Oberdank, come riportava un trafiletto della Stampa del 4 gennaio 1883, risultò arruolarsi il 23 marzo 1873 in Gorizia quale volontario di un anno nel  22° reggimento di fanteria austriaca. Il nome dell'Oberdank, si legge sempre nell'articoletto, è registrato nell'anagrafe della città di Gorizia e anche nei registri militari e figura quale goriziano. Oberdank, che non italianizzò mai ufficialmente né il proprio nome né il proprio cognome, che anticipò con il suo intento il processo di italianizzazione dei cognomi, divenne un martire per il nazionalismo e irredentismo italiano, una figura sacra, e tale sacralità, venne fatta propria anche dal fascismo che lo celebrò come un simbolo fondamentale per l'Italia fascista. Se si osava solo criticarlo, di mettere in discussione la sua figura, se lo si definiva per ciò che era, un nazionalista, un disertore, un suicida attentatore, si rischiavano provvedimenti sanzionatori di gran rilievo.  Come testimonia il caso dell'...

E soprattutto chiamatelo Oberdank, non Oberdan. Colui che anticipò l'italianizzazione fascista dei cognomi

Immagine
Odiava a tal punto l'Impero Austroungarico, da cui disertò per passare sotto l'Italia, che italianizzò il proprio cognome da Oberdank ad Oberdan. Ma non ci fu mai alcun atto ufficiale che riconobbe tale cambio di cognome. Fu solo frutto di una sua esaltazione irredentista, estremista, quella che lo porterà alla pena capitale, dopo l'arresto avvenuto a Ronchi, che costò il ferimento anche di un gendarme austriaco, perché Oberdank voleva uccidere l'Imperatore Francesco Giuseppe. Con quel gesto simbolico dell'eliminazione della K altro non fece che porre culturalmente le basi per quell'estremismo ideologico che qualche decennio dopo verrà fatto proprio nella Venezia Giulia dal fascismo con il noto processo dell'italianizzazione dei cognomi. Tra i 50 mila e 100 mila cognomi italianizzati, con l'invenzione della restituzione alla forma originaria, che non esisteva. Ma nella cultura fascista altro non significava che disconoscere le radici slave e germaniche ...

Il caso incredibile di Ronchi, un paese che celebra l'Imperatore Francesco Giuseppe ma anche chi lo voleva uccidere, Oberdan

Immagine
  Andare avanti con il passo del gambero. Questo è il significato della panchina dedicata a Guglielmo Oberdan nella piazzetta a costui dedicata a Ronchi, nella Venezia Giulia. Una cittadina che ultimamente ha visto apparire cartelli addirittura in lingua tedesca, quando qui il tedesco non è una lingua tutelata a livello di minoranza. Invece di leggere Ronke, all'entrata di Ronchi, come sarebbe doveroso, conformemente alla normativa vigente in materia di tutela del bilinguismo visivo, troviamo scritte in tedesco su alcuni segnali stradali ronchesi.       La motivazione sarebbe il gemellaggio con Wagna? Quindi si presume che a Wagna per ricambiare scriveranno via, piazza, nel proprio paese, anche in italiano? O perché qualcuno forse qui parlava il tedesco in passato? Ma in base al censimento austriaco il tedesco a Ronchi era parlato solo da 12 persone! Se oggi a Ronchi il tedesco non lo parla più nessuno e neanche tutelato a livello normativo, nell'ultimo censimento de...

Cent'anni della targa oggi illeggibile per il terrorista Oberdan arrestato a Ronchi di Monfalcone

Immagine
Alle spalle del Colosseo, così è noto un condominio situato in quella che un tempo era piazza della Posta, per poi diventare piazza Oberdan, c'è una targa che porta la data del 20 dicembre del 1920 con scritto Ronchi di Monfalcone. Son cent'anni della targa scritta dal tenente Bertozzi che si trovava a Ronchi in quel periodo e fu legionario di D'Annunzio. Quel D'Annunzio che costruì tutta la sua epopea per occupare Fiume per cinquecento giorni proprio ispirandosi nei suoi deliri nazionalistici all'operato di Oberdan che venne arrestato a Ronchi dopo una colluttazione con una guardia asburgica mentre era intento a preparare, come lo stesso ammise, l'attentato contro Francesco Giuseppe. Ed a  Ronchi all'Imperatore nel 2015 venne dedicata anche una piazzetta.  Oberdan che italianizzò il proprio cognome, da Oberdank, come atto di fedeltà al Regno d'Italia e contro l'odiato Impero asburgico. Fu un terrorista nazionalista, ma ovunque venne celebrato come u...

E' disponibile il libro "Sguardi sul '900 di Ronchi"

Immagine
Un nuovo libro   sulla storia di Ronchi è ora disponibile. " Sguardi sul '900 di Ronchi". Come la storia ha "macchiato" l'identità di una località. Ronchi, un caso nazionale .  A cura di Marco Barone. Un testo, disponibile anche in formato eBook , dove si vuole attraversare parte del '900 di Ronchi focalizzando lo sguardo su alcuni aspetti della sua storia, dai cambiamenti avvenuti nella toponomastica e odonomastica( nomi delle vie) cittadina, ad alcuni fatti e memorie e testimonianze raccolte con riferimento alla seconda guerra mondiale in un territorio in prima fila sia nella prima che nella seconda guerra mondiale da cui ne è uscito a testa alta ma con una devastazione importante. Città fedele all'Austria, dove venne catturato Oberdan, dove partì D'Annunzio per occupare Fiume, dove venne ricoverato Mussolini e dove soprattutto la Resistenza ne ha definito quell'identità che meriterebbe la giusta valorizzazione rispetto alla ...

Se anche lo sguardo più innocente di Trieste sa di irredentismo

Immagine
Mi stavo interrogando se a cent'anni di distanza da quando il Liceo Oberdan venne in sostanza intitolato a Gugliemo Oberdan, fosse giusto collocare una targa che celebrasse altri valori da seguire come esempio sui muri di quella scuola. Scuola intitolata ad Oberdan, su decisione del collegio docenti di allora, nel periodo in cui fioccavano intitolazioni irredentistiche e nazionalistiche. La targa venne apposta, per ricordare colui che fu allievo dal 1869 al 1877 negli spazi di quella scuola, il 20 dicembre del 1920, nell'anniversario della sua morte. C'è una copia della sentenza della condanna a morte "mediante capestro", un busto di Oberdan e soprattutto una targa che nel ricordare l'intitolazione evidenzia il "fulgido esempio" che lui rappresentò. Certamente gli esempi a cui far riferimento oggi a cent'anni di distanza sono ben altri. Non quelli di Oberdan. Nel mentre di ciò, preso dai pensieri, mi sono imbattuto camminando per l...

Da Oberdan a Mussolini a D'Annunzio, il peggio d'Italia è passato,suo malgrado, da Ronchi

Immagine
Anonimo, per lungo tempo, paese di periferia, dell'estremo Nordest, passato alla storia, suo malgrado, per tre personaggi che hanno lasciato tutt'altro che un segno positivo nella storia d'Italia. A partire da Oberdan , che oggi verrebbe tranquillamente definito come terrorista, invece, viene omaggiato dal nazionalismo italiano, e non solo, come eroe. Voleva attentare alla vita dell'Imperatore Francesco Giuseppe. Venne arrestato nella Ronchi d'Austria, e condannato a morte. Non morirà, invece, Mussolini , ferito durante una esercitazione sul Carso. Dallo scoppio di un lanciabombe. Venne operato dal clinico chirurgo Giuseppe Tusini, nel campo di Ronchi di Soleschiano, fondatore e preside dell'Università Castrense di San Giorgio di Nogaro. Durante la convalescenza venne visitato nel sanatorio da Vittorio Emanuele III. Ritornerà altre due volte, in occasione della proclamazione delle leggi razziali di Trieste, giorno in cui verrà inaugurato il sacrar...

Ecco cosa va ricordato della targa di Oberdan e D'Annunzio di Ronchi

Immagine
  Ci sono personaggi che per casualità rischiano di condannare a vita certi luoghi, luoghi che con questi personaggi non hanno nulla da condividere. E' innegabile che la storia non la si può cancellare. Ma un conto è celebrare, un conto è valorizzare, un conto è ricordare perchè certe e date vicende disastrose non abbiano più spazio e legittimazione nei nostri spazi vitali, nella nostra quotidianità. Ronchi è un luogo che casualmente è stata sfiorata da due personaggi, lasciando un segno non indelebile ma sicuramente non condiviso e contestato. In una cittadina che ha l'unica piazza dedicata in Italia all'Imperatore Francesco Giuseppe, vi è anche una piazza ed una targa, invisibile, contrariamente da come accade in altre realtà, come Trieste o Bologna, dedicata a colui che oggi chiameremmo terrorista, quale Oberdan. Le cui gesta tentate sono state da modello ed ispirazione per quella corrente che trasporterà il nostro Paese alla catastrofe totale, quale la prima gue...

La massoneria ha ancora senso oggi? A Gorizia e provincia in che condizioni si trova?

Immagine
Certo che nel famigerato terzo millennio sentire ancora parlare di massoneria è a dir poco strano. Ma nel tempo in cui tradizioni e progresso hanno cercato e trovato il loro punto di equilibrio, la massoneria continua ad esistere e resistere. A Londra vi è la  Freemasons’ Hall la sede centrale della Grande Loggia d’Inghilterra.  Un palazzo immenso, visitabile gratuitamente, vi è un museo, una biblioteca, la sala dei grandi ufficiali, ecc. La massoneria a Londra è aperta, come la città, London is open è il motto attuale di Londra. Non si nascondono, operano nel sociale, pubblicizzano le loro attività, vi sono negozi che vendono anche oggetti massonici, con i canonici simboli, da quelli più noti, a quelli meno noti, che richiamano anche la numerologia, come il 5, numero molto diffuso, la rosa, il terzo occhio, le colonne, la squadra ed il compasso, il triangolo, la stella a cinque punte ecc. Se a Londra non si nascondono, in Italia solo da qualche tempo qualche loggia si è...

Trieste: dedicare una via, una piazza al 1° maggio,giorno della liberazione della città e festa del lavoro

Immagine
Trieste è una città ove esistono una marea di vie dedicate ad irredentisti e nazionalisti e non solo, come a Timeus il quale scriveva, per esempio:“ la questione delle maggioranze slave non è per noi che accademia, perché siano gli slavi pochi o molti noi le province di confine le dobbiamo conquistare, in ogni caso, per ragioni politiche, economiche e soprattutto strategiche, indipendenti da ogni questione di diritto nazionale. Per noi ha comunque più valore l’esistenza di diecimila italiani che quella di cinquanta o cento mila slavi “ e precursore del fascismo,  a D'Annunzio che oltre ai suoi noti rapporti con il fascismo, alla marcia eversiva e militarista ed antesignana del fascismo, quale quella di Fiume, è il caso di ricordare anche alcuni suoi scritti razzisti nei confronti dei croati e delle comunità jugoslave: «il croato lurido, s’arrampicò su per le bugne del muro veneto, come una scimmia in furia, e con un ferraccio scarpellò il Leone alato oppure (…) quell’accozzagl...

Scuola: arrivano a Trieste gli avvisi di conclusione indagine per la tentata occupazione dell'Oberdan

Immagine
Quando le questioni inerenti le battaglie volte ad edificare una scuola pubblica, dove la comunità scolastica, o parte di essa, si eleva, anche con iniziative forti ma non violente, a divenire soggetto promotore di attività alternative, e quando a queste attività alternative si risponde con la strada penale, è una sconfitta per tutti. Trieste vive ancora nel mito della legalità dell'Impero asburgico, una legalità a metà. Perché se buona parte delle scuole cittadine sono in condizioni non a norma di legge, dunque in stato teoricamente illegale, si pretende la legalità solo per reprimere certi e dati comportamenti non ritenuti consoni a quell'apparenza che alimenta la rabbia e la giusta voglia di reazione. Il 13 gennaio 2014 , sono giunte denunce a quattro ragazzi per l’occupazione del Liceo scientifico G.Oberdan svoltasi l’anno scorso.  Gli studenti, già al tempo maggiorenni, sono imputati per concorso in occupazione di suolo pubblico, interruzione del pubblico s...