I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

E comunque Oberdan(k), nella Ronchi d'Austria, rischiò il linciaggio


Ronchi all'Austria era fedele, all'Impero Asburgico doveva la sua trasformazione da villaggio rurale, a borgata autonoma, a partire dalla ferrovia che ne segnò la svolta. Ha fatto storicamente discutere, nel voler essere gentili, l'inaugurazione della panchina avvenuta a Ronchi, nell'attuale piazza Oberdan, un tempo piazza della Posta, per celebrare l'irredentista che snaturò il proprio cognome da Oberdank a Oberdan, per rinnegare le proprie origini. Nel condannarlo a morte, l'Austria, lo trasformò in un martire, che ha unito nella retorica l'Italia ante fascista a quella fascista. Eppure i ronchesi all'arresto di Oberdan non reagirono in modo ostile verso la gendarmeria austriaca. Anzi. Come viene raccontato nel testo di F. Salata, G. O., Bologna 1924, ci furono chiare dimostrazioni ostili contro Oberdan. Fatto testimoniato nel rapporto di Vintschgau del 18 settembre del 1872, oppure si parla di un testimone vicentino il quale accenna anche a un tentativo di linciaggio, verso l'attentatore irredentista. Quindi, Ronchi, fu ostile ad Oberdan, come fu ostile a D'Annunzio, come fu ostile a Mussolini. Quando si vuole raccontare e affermare l'identità della memoria storica dei luoghi, non si può non tener conto di tutto ciò, ovvero dei sentimenti reali dei ronchesi di quel tempo. Tutt'altro che filo Oberdan o filo dannunziani. 

mb

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