I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Quando il Piccolo venne sequestrato durante l'ultima visita dell'Imperatore a causa dell'articolo su Ronchi...


 

A Trieste si parla tanto di Maria Teresa, a cui si deve la trasformazione di Trieste nella piccola Vienna dell'Alto Adriatico che noi tutti oggi conosciamo, eppure, non mise mai piede in città. Contrariamente, invece, a Francesco Giuseppe, l'Imperatore, di cui si ricordano diverse visite, dalla sua prima storica ancora oggi celebrata avvenuta nel 1857, all'ultima, durata alcuni giorni, avvenuta nel 1882. Il 19 settembre del 1882 fu l'ultima volta che il vecchio baffuto mise piede in città, ciò a causa, si narra, dell'attentato che rischiò di subire per mano di Oberdank, che si auto italianizzò in Oberdan, per rinnegare le proprie origini, ed immedesimarsi in quelle italiane. Nell'ultimo giorno della visita dell'Imperatore, venne sequestrata l'edizione mattutina del Piccolo a causa dell'articolo intitolato, la cassetta di Ronchi. Si dirà, sarà stato un articolo di propaganda? 

 

Di sostegno all'attentatore di cui ancora si conosceva poco? Invece, no. Si trattava di un semplice articolo di cronaca che rappresentava con novizia di dettagli interessanti citando anche la stampa viennese, quanto avvenne in quella borgata di Ronchi, per opera di due forestieri, di cui uno di questi si spacciò per un certo Rossi, che poi si rivelò essere Oberdank e che rischiò il linciaggio da parte di diversi cittadini durante l'arresto. E l'attenzione si focalizzò proprio da parte dei gendarmi sulla cassetta, la cassetta di Ronchi, da cui il titolo dell'articolo del giornale, perchè fu quella che destò il sospetto da cui scaturì poi l'arresto. L'articolo si concludeva in questo modo: "emerge che due individui erano diretti a Trieste con una cassetta contenente materiali esplodenti che però fu dall'autorità sequestrata ed uno degli individui arrestato".

mb

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