Europa ed Egitto: Storia di un Amore Sincero e dei suoi 7,4 Miliardi di ragioni che fanno il torto ai diritti umani

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Dal lontano 2013, il caro Egitto ha un "faraone" nuovo di zecca. Prima un comodo e sempre verde colpo di Stato militare, poi una serie di "rigorosissime" ed "imparziali" elezioni farsa, e il gioco è fatto: il trono è assicurato. Nel frattempo, sul fronte dei diritti umani e della libertà di stampa... rullo di tamburi ... non è cambiato assolutamente un beneamato nulla. Ma ehi, a chi vuoi che importi se Giulio Regeni è stato torturato e ammazzato da un regime canaglia? Di sicuro non alla cara e nobile Unione Europea, a cui di tutta questa storia non è mai fregato un fico secco. Certo, la diplomazia europea ci ha regalato momenti d'altissimo teatro: Le storiche Risoluzioni UE: utilissime per pulirsi la coscienza, stampate su carta meravigliosa, perfetta come carta straccia o per fare le barchette. I Valori Etici: comodamente riposti in soffitta per far spazio al vero motore del mondo: i quattrini . La svolta del 2024: Abbracci, Sorrisi e Bonifici Perch...

Se anche lo sguardo più innocente di Trieste sa di irredentismo


Mi stavo interrogando se a cent'anni di distanza da quando il Liceo Oberdan venne in sostanza intitolato a Gugliemo Oberdan, fosse giusto collocare una targa che celebrasse altri valori da seguire come esempio sui muri di quella scuola. Scuola intitolata ad Oberdan, su decisione del collegio docenti di allora, nel periodo in cui fioccavano intitolazioni irredentistiche e nazionalistiche.



La targa venne apposta, per ricordare colui che fu allievo dal 1869 al 1877 negli spazi di quella scuola, il 20 dicembre del 1920, nell'anniversario della sua morte. C'è una copia della sentenza della condanna a morte "mediante capestro", un busto di Oberdan e soprattutto una targa che nel ricordare l'intitolazione evidenzia il "fulgido esempio" che lui rappresentò. Certamente gli esempi a cui far riferimento oggi a cent'anni di distanza sono ben altri. Non quelli di Oberdan.
Nel mentre di ciò, preso dai pensieri, mi sono imbattuto camminando per le vie di Trieste, in via Bellosguardo, dopo aver intravisto quel gioiellino nascosto della chiesa di N.S. di Sion, progettata da Laborey e benedetta nel 1899. Situata in via Don Minzoni. 
Via dedicata ad  una delle  vittime delle più brutali aggressioni compiute dallo squadrismo fascista in cui venne coinvolto anche un legionario di D'Annunzio. Legionario che nel fascismo, insieme ad altri  camerati legionari, avrà un ruolo di spicco nel regime fascista. Via Bellosuardo. Ignota ai turisti, eppure è una via il cui nome, appunto, dice tutto. Una via passionale, per scorgere all'improvviso un pezzetto d'Istria, di porto di Trieste, e di golfo. Tra le case. La vera Trieste è questa, quella ignota al turismo omologato. E per quanto innocente questa via, anche qui scorgi una prospettiva irredentista che ha marchiato Trieste in lungo e largo. Un leone alato all'incrocio,con una non casuale via Combi nel momento in cui si intravede un frammento di scorcio d'Istria. Combi, fu un noto irredentista capodistriano, uno dei primi irredentisti d'Istria.

mb

 

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