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Visualizzazione dei post con l'etichetta leggi razziali

L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Ricordare a Monfalcone gli ebrei che subirono le persecuzioni nazifasciste

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Non furono molti gli ebrei di Monfalcone, nel prezioso testo di Mina Weil che visse a Monfalcone prima di fuggire in Argentina per sottrarsi alle persecuzioni nazifasciste per poi raggiungere Israele, si racconta che non si riusciva a raggiungere in città neppure il numero minimo di dieci uomini per un minian che è il quorum di dieci ebrei per la preghiera pubblica ebraica. La comunità ebraica goriziana venne sostanzialmente spazzata via dopo la proclamazione delle leggi razziali, soprattutto nel tremendo periodo dell'invasione nazista tra il 1943 ed il 1944. Anche se a Monfalcone non furono molti gli ebrei, esistevano e dovettero conoscere quella macchia indelebile con cui anche l'Italia si è cicatrizzata a memoria futura. Ad esempio per il tramite del Comune di Monfalcone retto dal podestà fascista di allora nel 1939 vennero trasmessi i decreti prefettizi con i quali si revocavano la cittadinanza italiana agli ebrei, per non parlare dei provvedimenti di allonta...

Quell’illusorio e incredibile appello dell'Edinost nel giorno della marcia su Roma: il fascismo garantirà giustizia agli sloveni

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L'Edinost, è una società politica fondata a San Giovanni di Trieste il 1º novembre 1874 e si batteva per la salvaguardia e la difesa dell'identità slovena e dei croati di Trieste sperando nel conseguimento di una parità di diritti e di condizioni con gli italiani. Come è noto a Trieste, nel luglio del 1920, si consumò il battesimo dello squadrismo fascista con l'incendio del Narodni Dom. Assalto capeggiato da Giunta, lo stesso Giunta che nel giorno della marcia su Roma con 2000 fascisti, dopo essere partito da via Dante, marciò per la città di Trieste, indisturbato, per occupare la prefettura di piazza Unità d'Italia, nel mentre si doveva verificare il passaggio di consegne con il nuovo prefetto. Simili azioni accaddero anche nel resto della regione, come a Monfalcone, dove venne occupato il municipio e l'ufficio delle poste, imbandierando tutta la città. Non passava inosservato, seppur in un trafiletto, l'appello dell'Edinost richiamato dal Piccolo della s...

La proclamazione delle leggi razziali a Trieste. Per colpire gli ebrei fu fondamentale il censimento della popolazione. Che ciò sia da monito

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  Il 18 settembre del 1938 in una piazza Unità d'Italia gremita il dittatore fascista, Mussolini, proclamava le leggi razziali. Il fatto di una gravità storica e politica inaudita non venne recepito a livello internazionale subito nella sua consistenza, le reazioni furono più incentrate forse sulle questioni di politica estera che emersero nel discorso triestino, che sulle politiche razziali che si battezzavano a Trieste ma che in Italia avevano trovato affermazione già da tempo. Trieste era un terreno fertile per il razzismo fascista, con il battesimo e le urla dannunziane dell'assalto a Narodni dom del 13 luglio 1920 si colpì profondamente la radice slava della città giuliana, per cercare di sradicarla ed imporre la supremazia di quella latina. Fondamentale fu per la proclamazione delle leggi razziali il censimento che venne realizzato dal regime. Diversi articoli della Stampa, ad esempio, testimoniano come il terreno venne preparato nel tempo, in modo metodico...

Come a Trieste si ricorda la proclamazione delle leggi razziali. Due targhe importanti ma collocate in posti invisibili

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La prima targa d'acciaio venne collocata ai piedi della fontana dei Quattro Continenti, esattamente 75 anni dopo quel 18 settembre del '38, quando in una piazza, ora dell'Unità, gremita all'inverosimile, proclamò il dittatore fascista le leggi razziali. Una targa che scivola insieme alla pavimentazione della piazza, spesso calpestata dall'indifferenza o semplicemente dall'inconsapevolezza, perchè invisibile e per porre rimedio a questa invisibilità, almeno nelle ore notturne, un faro proietta un piccolo fascio di luce per calamitare l'attenzione del passante. Una seconda targa è stata apposta ai piedi del palazzo municipale di Trieste, in quello spazio angusto che da qualcuno è stato definito come pisciatoio.  Per scorgerla devi proprio recarti sotto quel porticato, altrimenti non la noterai mica. Ciò ad 80anni dalla proclamazione di quel fatto terribile per la storia di Trieste e d'Italia. Non resta che sperare che per i ce...

Trieste e Berlino, da Piazza Unità a Bebelplatz, dal rogo dei libri alla proclamazione delle leggi razziali

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All'entrata di Trieste, in quello che era viale Regina Elena, oggi viale Miramare, vi è una piccola pietra miliare che riporta il simbolo di Berlino, il noto orso, con la distanza che vi è tra le due città, 1180 km. La storia di quella pietra pare essere ricondotta ai primi anni '60 venne collocata nel 1962, 11 maggio per l'esattezza, e nello stesso giorno, ma del 1963, a Berlino venne inaugurata una strada “triestina” a Zehlendorf sud. A Zehlendorf esiste il cimitero militare italiano della 2^ G.M   e raccoglie i resti di 1265 italiani in gran parte ex internati nei campi di concentramento del III. Reich, e vi sono anche civili. Certo, la distanza oggi esistente tra Trieste e Berlino non è di 1180 km,  in linea d’aria  765.3 km e 1.082 km in automobile. Poco importa. E' un gesto simbolico potente. Due città unite da una storia che nel '900 ha portato a drammi e disumanità irripetibili, si spera. Berlino e Trieste condividono in due piazze, di diversa ...

Dallo striscione per Giulio Regeni,al manifesto della Barcolana,alla locandina sulle Leggi Razziali. Non è questo lo spirito di Trieste

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Senso di fastidio, mancata condivisione, moderatamente o meno, il segnale della forbice della censura arriva. Così è stato nel 2016 con la rimozione dello striscione dalla facciata del palazzo "sipario" del Comune di Trieste per la verità per Giulio Regeni, così è stato per il manifesto della Barcolana, che è stato letto in modo politico, perchè non tutti possono essere sulla stessa barca, così è stato per la locandina che pubblicizzava un lavoro durato mesi, di alcuni ragazzi e ragazze del Liceo Petrarca di Trieste  per una mostra dal titolo "razzismo in cattedra", che è saltata a causa di una locandina che altro non ha fatto che sbattere, poi in modo neanche tanto "forte" a dirla tutta, la verità storica in faccia. Non è questo lo spirito di Trieste, almeno quello di questo secolo e quello in cui credono le nuove generazioni che vogliono condividere  internazionalismo, solidarietà, fratellanza e cittadinanza nel mondo andando oltre ogni confine ...

Giù le mani dalla locandina del Petrarca di Trieste sulla proclamazione delle Leggi Razziali

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Ci son voluti ben 75 anni a Trieste per collocare una targa che ricordasse l'infamia delle Leggi Razziali proclamate in una città diventata terreno fertile a causa del razzismo esercitato già contro gli sloveni, ad esempio. Il Narodni dom ne è il simbolo. Una targa che ai più sfugge perchè invisibile e collocata nei pressi di quella fontana dei Quattro Continenti che venne spostata per lasciar spazio al dittatore fascista in quel maledetto 18 settembre del '38. Viene realizzato da una scuola di Trieste, il Liceo Petrarca, tra l'altro uno dei più noti della città, insieme ad altre importanti realtà un progetto sul "Razzismo in cattedra" pubblicizzato da un manifesto tanto semplice quanto impattante, perchè la verità storica sbattuta in faccia fa male. Tre studentesse sorridenti e la disumanità della scuola dell'esclusione attuata dalle Leggi Razziali. Qualcuno ne è rimasto infastidito. E si muove la macchina della "prudenza" della modifica, dell...

Revocare intitolazioni e vie non solo ai firmatari Manifesto leggi razziali ma anche a sostenitori e aderenti.Sono più di 300

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80. Sono 80 gli anni di quell'infamia che ha colpito l'Italia, passando dalla proclamazione delle leggi Razziali avvenute in una gremita piazza dell'Unità di Trieste di metà settembre del '38, partendo dalla pubblicazione del manifesto della razza sul Giornale d'Italia del 14 luglio del '38.  Un manifesto terribile, dove si rimarcava, l'esistenza delle razze, ed in merito a quella "italica"  si specificava che questa traeva origine "sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana".    Concetti ancora oggi diffusi. Oppure quando si scriveva che "il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra–europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani. Sono perciò da considerarsi peri...

80 anni dalle leggi razziali proclamate a Trieste, ma si dimentica Trieste. Perchè?

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Nel 2013, lì ove il 18 settembre 1938 Mussolini innanzi a duecentomila persone annunciava le infami leggi razziali, lì accanto alla fontana dei Quattro continenti, che in quel nefasto anno venne rimossa per liberare la piazza da ogni fisico e materiale ostacolo alla proclamazione dell'infamia del Regime, alle 12 e 15 il telo blu che copriva la targa d'acciaio veniva sollevato. Un gesto lungo 75 anni per una targa d'acciaio che rischi di calpestare senza accorgertene. Trieste è l'unica città d'Italia ad aver avuto un campo di sterminio, la Risiera, certo in quel periodo era sotto occupazione tedesca.  Il Governo ha presentato gli eventi previsti per il “Giorno della Memoria 2018” (27 gennaio), patrocinati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah.Si legge nel comunicato che "il 2018 è un anno ricco di significato per la memoria della Shoah, in quanto si ricorda anche la ricorrenza del...

Se continuiamo così in Italia si rischia una "notte dei cristalli"contro gli stranieri

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Era una notte di novembre del 1938, in Italia  erano state, da pochi mesi, proclamate in una gremita piazza dell'Unità d'Italia di Trieste le criminali leggi razziali. Fatto ricordato a Trieste, in quel luogo, da una piccola targa calpestata ed invisibile. Per le strade della nazista Germania la polizia non intervenne, i vigili del fuoco limitarono il loro intervento ad interventi minimi finalizzati a salvaguardare gli edifici di terzi. Terzi che non fossero ebrei. Vennero prese di mira case, negozi, cimiteri, luoghi della socialità ebraica. Ci furono morti, ci furono violenze di ogni tipo, ci furono deportazioni. La notte dei cristalli in Germania è stato un qualcosa di una disumanità totale, come disumano era il nazismo ed il fascismo. Terzo millennio, nuovo secolo, '900 alle spalle, ideologie rimosse, capitalismo dominante, nuove guerre, nuove crisi economiche e sociali, crisi di natalità in Europa, emigrazioni di massa, l'Europa che tronca ogni sogno "ame...

75 anni d'acciaio, la targa sulle leggi razziali a Trieste

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Mikeze e Jakeze battono il mezzogiorno del ricordo. Soffia una leggero vento di inizio autunno. Duecento persone lì ove il 18 settembre 1938 Mussolini innanzi a duecentomila persone annunciava le infami leggi Razziali, lì accanto alla fontana dei Quattro continenti, che in quel nefasto anno venne rimossa per liberare la piazza da ogni fisico e materiale ostacolo alla proclamazione dell'infamia del Regime. Alle 12 e 15 il telo blu che coprirà la targa d'acciaio verrà sollevato dall'urlo silente della dignità e della libertà. Un gesto lungo 75 anni. Un gesto che vale ogni emozione. Corre quella targa in diagonale perdendosi e confondendosi con le pietre di Piazza dell'Unità, rischia di essere invisibile ed inosservata, così come invisibili ed inosservate furono milioni di persone. Sarebbe bastato svelare l'indifferenza dal mantello dell'omertà, sarebbe bastato osservare per conoscere la disumanità che giorno dopo giorno ora dopo ora att...