Dallo striscione per Giulio Regeni,al manifesto della Barcolana,alla locandina sulle Leggi Razziali. Non è questo lo spirito di Trieste



Senso di fastidio, mancata condivisione, moderatamente o meno, il segnale della forbice della censura arriva. Così è stato nel 2016 con la rimozione dello striscione dalla facciata del palazzo "sipario" del Comune di Trieste per la verità per Giulio Regeni, così è stato per il manifesto della Barcolana, che è stato letto in modo politico, perchè non tutti possono essere sulla stessa barca, così è stato per la locandina che pubblicizzava un lavoro durato mesi, di alcuni ragazzi e ragazze del Liceo Petrarca di Trieste  per una mostra dal titolo "razzismo in cattedra", che è saltata a causa di una locandina che altro non ha fatto che sbattere, poi in modo neanche tanto "forte" a dirla tutta, la verità storica in faccia. Non è questo lo spirito di Trieste, almeno quello di questo secolo e quello in cui credono le nuove generazioni che vogliono condividere  internazionalismo, solidarietà, fratellanza e cittadinanza nel mondo andando oltre ogni confine e frontiera. E Trieste con la censura si è rinchiusa in uno spazio tanto ridicolo quanto antistorico che non avrà comunque futuro.
Sulle pagine del Piccolo è stata pubblicata integralmente la locandina oggetto della censura.
Marco Barone

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