Esiste, persiste e resiste.
Sono in tanti, ragazzi e ragazze
che se ne fottono della politica apicale ed elettorale, che non votano, ma che
nel loro piccolo cosmo di idee, coltivando arte e passione,
fregandosene dei pregiudizi e degli schemi precostituiti degli ordini
sociali, dei moralismi bigotti dell'etica autoritaria, salveranno
questo Paese ed il mondo interno dal destino cupo verso cui
inesorabilmente sembra essere diretto come un treno ad alta velocità
uscito fuori dai binari.
E' una generazione attiva, è una
generazione che al momento giusto alzerà la voce, si unirà ed il
potere tremerà. Questo lo sanno i governanti,
questo lo temono i governanti e l'alta borghesia, questo lo ignorarono i ben pensanti. Vivono l'amore, vivono i sogni,
non conoscono le discriminazioni perché ripudiano le discriminazioni, non conoscono
confini perché abbattono i muri dei confini, non conoscono la resa
perché lottano giorno dopo giorno per conquistare un pezzo di
strada, la loro strada.
Sono tanti, forse milioni, ancora
non lo sanno, ma quando lo capiranno, ed il momento arriverà, quando
la condizione sarà senza più condizione, si uniranno e rivolteranno
terra e mare, città e contrade al grido noi siamo qua per la nostra dignità.
E la dignità non ha prezzo alcuno.
Nati nel secolo della grande
tecnologia, robotizzazione dell'individuo, asocializzazione di massa,
automatizzazione delle relazioni, invasione della propria intimità.
Ma il cavo della robotizzazione
verrà stroncato, l'asocializzazione sarà socializzazione della
comunità, l'automatizzazione sarà umanizzazione nella comunità. Hanno conosciuto l'indipendenza in
giovane età. Usciti dal recinto di quella
protezione della tradizione conservatrice familiare che altro scopo non ha avuto se non quello di
inghiottire ogni spontaneismo ed autodeterminazione, hanno girovagato
per la valle del cambiamento. Sono in tanti, ragazzi e ragazze
il futuro è il loro, il futuro è presente. Certo, esistono milioni di poveri
disgraziati, ignoranti ed opportunisti, ma sono persone non pensanti e non soggettività pensanti, persone che non conoscono l'autodeterminazione, che non
conoscono l'amore per la cultura, l'arte, la vita vera antimaterialista, sono persone
che fuggiranno da quell'onda di gioventù ribelle che sogna la
rivolta, che vuole la rivolta, che vivrà la rivolta.
Perchè loro sono rivolta.
Il tempo sarà ragione, ragione
della dignità.
E per questo ora sorrido.
Ed anche per questo e per loro ancora e forse
solo scrivo.
Per la generazione ribelle.
Marco Barone
Commenti
Posta un commento