Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

Solidarietà a Rijeka 2020 e al sindaco di Rijeka per l'ennesimo attacco che parte dalla città di Trieste. "La stella rossa è offensiva"






Non è bastata la vergognosa celebrazione dell'occupazione della città di Fiume, fatta a Trieste alle ore 12 del 12 settembre  2019 con l'inaugurazione della statua dell'antislavo D'Annunzio in quella piazza della Borsa diventata oramai simbolo del nazionalismo italiano riportando la città indietro di cent'anni. No. Ora si attacca pure Rijeka 2020. Le parole espresse dal Sindaco di Trieste in occasione del giorno del Ricordo solo chiare sul punto:

Se volgo lo sguardo oltre confine verso la bellissima città di Rijeka, un tempo Fiume, oggi Capitale della Cultura, non trovo nulla di culturalmente interessante, ma vedo solo un’esplicita e ulteriore offesa alle vittime del comunista Tito nel fatto che una grigia stella a cinque punte sorga nuovamente sul grattacielo che fu simbolo delle violenze contro l’umanità da parte del totalitarismo comunista.
Quella stella, nella nostra Memoria, ha solo il colore del sangue dei bambini, giovani, donne, uomini e anziani italiani trucidati o costretti a scappare dai comunisti titini.

Insomma, arriva un nuovo attacco, da Trieste, a Rijeka. Questa volta si colpisce l'installazione artistica che verrà inaugurata il 3 maggio sul grattacielo fiumano che richiamerà l'identità partigiana e antifascista della città. E va detto che Fiume capitale europea della cultura è forse la prima città che valorizza l'antifascismo in modo così importante in tale contesto. Sul palco, nel concerto inaugurale di Rijeka capitale europea della cultura, è stata anche cantata Bella Ciao. Cosa che di qua da fastidio a quanto pare. D'altronde da parte di chi celebra l'occupatore D'Annunzio che a Fiume cagionò 500 giorni di dittatura, non si possono sicuramente accettare lezioni. Non si può che esprimere solidarietà alla città di Fiume ed al Sindaco di Fiume per questo ennesimo attacco che arriva da Trieste. Insomma, i muri sono sempre più alti e chi ci va di mezzo in tutto ciò sono e saranno le rispettive minoranze autoctone oltre che i rapporti di amicizia tra Trieste e Fiume. Distanti meno di 100 km, sulla carta, ma in questo momento, le distanze reali sono abissali.
mb

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