Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

Immagine
  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura, il superamento delle divisioni del ‘900 tra utopia e realtà

 


Nel discorso sul Giorno del Ricordo, il Presidente della Repubblica, Mattarella, ha nuovamente dedicato un passaggio a Gorizia e Nova Gorica, capitale europea della cultura. Queste le parole del Presidente:

La scelta di Gorizia e Nova Gorica, che saranno congiuntamente Capitale della Cultura europea 2025, dimostra quanto importante sia per l’intera Unione che la memoria delle oppressioni disumane del passato sia divenuta ora strada dell’amicizia, della comprensione, del primato della dignità delle persone, nel rispetto delle diversità e dei diritti

Un passaggio forte, che si inserisce all’interno di un contesto delicato, quale quello del Giorno del Ricordo, che come è noto, si è prestato a livello storico e politico ai peggiori revisionismi che hanno tutt’altro fatto rima con verità storica e conciliazione. Interessante quanto afferma il Presidente, perché ancora una volta emerge chiaramente come effettivamente da Roma vi sia una veduta, forse un credo, una speranza, nel progetto di Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura, di enorme portata. Una portata che forse qui, dalle nostre parti, non è stata ancora compresa, percepita, vuoi perché vi è una forma di rassegnazione, per quelle chiusure nazionalistiche, per quel doping nazionalistico, che ancora inquina i rapporti tra Italia e Slovenia, vuoi perché il ‘900 ha lasciato delle cicatrici così profonde che servirà molto di più che un progetto di capitale europea della cultura per andare veramente oltre un passato che continua a dividere i popoli. Va detto, a tal proposito, che senza la Jugoslavia, Nova Gorica non esisterebbe. Eppure sembra che ricordare le proprie origini possa essere un qualcosa di profondamente divisivo tanto forse da mettere a rischio il progetto europeo della capitale europea della cultura. Meglio non parlarne, meglio superare parte della propria storia. Resistenza e Jugoslavia sono due dei pilastri fondamentali tanto della Slovenia, quanto della cittadina di Nova Gorica. Eppure, nel programma europeo della capitale della cultura 2025, sembra che il compromesso raggiunto sia consistito nell’aver sacrificato parte dell’identità della storia di Nova Gorica e della Slovenia, di aver dato spazio alle narrazioni proprie spinte dall'area di Gorizia italiana, foibe, esodi e fuga dalla Jugoslavia, fatti storici che è giusto trattare, ma non in via esclusiva o dominante, ma se così non fosse, come parrebbe desumersi, probabilmente il progetto condiviso della capitale europea della cultura non sarebbe stato neanche partorito. Un progetto che mirerebbe al superamento delle divisioni del ‘900, ma sotto le condizioni "storiche" dettate dall'area revisionistica italiana. Probabilmente rispetto alla percezione, e forse eccessivo ottimismo, che vi è a Roma o a Lubiana, questo superamento, se le condizioni devono essere tali, sarà comprensibilmente più  vicino all'essere utopia degna della città del Sole di Campanella, che realtà europea di questi primi anni venti del nuovo millennio.
mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?