Il Niente Sovrano e la Trincea della Bellezza

Immagine
Non sarà l'arte a salvarci dal naufragio della storia, ma rimarrà l'ultima trincea, l'ultimo rifugio dell'anima. Viviamo nel crepuscolo delle grandi ideologie, in un millennio dove la globalizzazione ha cannibalizzato il pensiero, portando il consumismo alla sua ennesima, feroce potenza. Da un lato assistiamo al boom osceno e indomabile delle diseguaglianze sociali; dall'altro, l'arte contemporanea vaga come un fantasma, interrogandosi sul proprio senso dentro una società sbandata, cieca, che consuma l'esistenza alla giornata. Questa non è anarchia creativa: è il trionfo del vuoto assoluto. Un nichilismo sistematico che annichilisce ogni visione prospettica. L'ossessione dell'originalità a tutti i costi ha prosciugato le sorgenti della creatività differente, e l'arte, drammaticamente, si è adeguata. Si è sottomessa, facendosi merce tra le merci, un feticcio speculativo il cui unico scopo è alimentare i flussi del capitale. Una banana brutalmente ...

La minoranza italiana in Slovenia e Croazia tra qualche decennio non esisterà più ? Si pagano le conseguenze del crollo dell'Impero Asburgico


Scongiuri a parte, si intende, c'è un dato statistico importante, che da un lato vede sempre incrementare l'emigrazione dalla Croazia e dalla Slovenia, in particolar modo in Croazia si sta assistendo ad un vero e proprio tracollo demografico, ed in tutto ciò, mentre si continua a dibattere sul passato, palla al piede ancora in queste terre per un '900 che ha lasciato profonde cicatrici, bisogna fare i conti con i numeri che non perdonano. Certamente è stato significativo l'esodo istriano, fiumano e dalmata, migliaia di italiani andarono via dalla Jugoslavia, principalmente perchè non accettavano di vivere in una terra che non fosse più italiana ed in uno stato politicamente comunista e che verso gli italiani, in relazione a quanto accaduto con il ventennio fascista, aveva delle pregiudiziali inevitabili, come accadde un pò ovunque, nelle terre contese, in quella che si può chiamare la tipica coda delle guerre. Impressionante fu sicuramente l'esodo da Pola dove dichiararono di voler andare via la quasi totalità della popolazione e alla fine da 31 mila abitanti, se ne andarono 28 mila circa dalla città. Se si va a vedere il quadro numerico della minoranza italiana in Slovenia e Croazia, i dati sono veramente preoccupanti e se si continua di questo passo bisogna veramente chiedersi se tra qualche decennio non esisterà più. In Croazia i cittadini attualmente di nazionalità italiana sarebbero poco meno di 14 mila e di madrelingua italiana poco più di 12 mila. A Pola sono 1.700, a Fiume 1.347, a Buie 1.269, a Umago 1.728, a Rovigno 1.056. Dati irrisori, e certamente non meglio va in Slovenia, si arriva oggi forse a poco più di un migliaio di italiani di nazionalità italiana e qualcosa in più di madrelingua italiana, emblematico è il caso di Capodistria. La rassegna statistica della popolazione del distretto istriano del TLT del febbraio del 1948 indicava per il distretto di Capodistria una popolazione di 45.305 abitanti, dei quali 23.993 italiani. Oggi si arriva forse a  1000 cittadini di madrelingua italiana e qualcosa in meno di nazionalità italiana. La storia fa il suo corso, ma la statistica non perdona, va avanti in modo impietoso per la sua strada e su ciò c'è veramente da riflettere. Se da un lato il bilinguismo di facciata, sta facendo dei progressi, dall'altro, la realtà, ti racconta una storia dove di italiano alla fine in Slovenia e Croazia vi rimarranno solo alcune memorie, alcune architetture, alcuni ricordi, alcune sfumature, in un territorio che a causa dei nazionalismi e delle guerre a partire dalla prima guerra mondiale è stato frantumato in modo drammatico, quando ai tempi dell'Impero Austroungarico era un solo unicum, mitteleuropeo, dove con alti e bassi, più o meno si conviveva tutti insieme.

mb

 

G
M
T
Y
La funzione vocale è limitata a 200 caratteri

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?