I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Superare il giorno del Ricordo e del ricongiungimento del Litorale alla madrepatria è una necessità. Basta dispetti e provocazioni

 


La storia è una cosa seria, però dalle parti del confine orientale, sulle vicende complesse, che hanno interessato la Venezia Giulia, l’Istria, la Dalmazia e Fiume, questa si è prestata, suo malgrado, al peggior uso e consumo della politica del dispetto. Diventando ultras, tifosi, con politici e rappresentanti istituzionali che santificano nel nome di un consenso elettorale, ma danneggiano, incredibilmente, le relazioni di vicinato. Tanto dalla parte italiana, quanto slovena. Il giorno del Ricordo ed il ricongiungimento del Litorale alla madrepatria sono due eventi strumentalizzati per fini nazionalistici. In Slovenia si è detto che a Monfalcone i 40 giorni jugoslavi sono stati giorni di libertà. Per chi? Se si parla agli sloveni che hanno subito le violenze fasciste e sognato di annettere Monfalcone, Gorizia, e Trieste alla Jugoslavia, sicuramente son stati giorni di libertà, ma per gli italiani che hanno subito le deportazioni, il rischio di annessione ad uno Stato comunista e straniero, è stato un vero incubo. Ecco, dipende a chi si parla e sicuramente non al proprio vicino. Quando in Italia si rivendicano ancora con quell’irredentista viva l’Istria e Fiume e la Dalmazia italiane, si commettono errori madornali nelle relazioni politiche di vicinato e le due leggi in questioni sono perfette armi di distruzione delle relazioni diplomatiche, perché diventano il pretesto per seminare dispetti, veleni, tossicità. Si dice tanto di essere europeisti, ci si sciacqua la bocca con parole strepitose di amicizia, però, il dispetto è alle porte. Il tutto nel mentre Nova Gorica e Gorizia nel 2025 condividono il titolo di capitale europea della cultura. Tante le attese, ma per come le cose si stanno mettendo, il rischio di un clamoroso buco nell’acqua c’è e le provocazioni che continuano ad arrivare a livello istituzionale tanto dalla parte slovena che quella italiana non sono certamente positive. Dunque, sarà una cosa buona e giusta quando si supereranno quelle due leggi antistoriche quali quella sul giorno del ricordo e del ricongiungimento del litorale alla madre patria, quando non ci sarà più necessità di provocarsi, e di lasciare alla storia ciò che è proprio della storia, e alla politica delle buone relazioni di vicinato ciò che deve andare oltre logiche nazionalistiche di quel ‘900 che continua ad essere una pessima palla al piede.

mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?