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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

I venerdì catalani per l'indipendenza

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Il calendario è fitto e ricco di impegni. Tutti i venerdì sino a fine anno sono già stati calendarizzati con le camminate catalane per l'indipendenza, per la democrazia, per la libertà. C'è chi ha osato dire che gli scontri di queste settimane verificatosi soprattutto nella capitale catalana, Barcellona, siano stati anche di portata maggiore rispetto al terrorismo basco. Cosa sconcertante che lascia trapelare che cosa si profila all'orizzonte in una Spagna che è chiamata alle urne. La Catalogna chiede democrazia, solo un referendum consultivo popolare potrà far sapere cosa vogliono i catalani. Ad oggi si è data la possibilità di votare e con fatica solo al 43% dei catalani. La situazione è tesa alle stelle come non mai. Si profila una situazione da rischio di guerra civile in una questione che è tutt'altro che affare "locale" e spagnola, ma di interesse generale e certamente europeo. Ma l'Europa, al momento, continua a far finta di nulla, mentre in Cat...

La Catalogna avanti tutta verso l'indipendenza. La democrazia non è una questione interna spagnola

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Praticamente non c'è un solo giorno dove in Barcellona e in Catalogna non si scenda in piazza per manifestare a sostegno dell'indipendenza della Catalogna, ma ci sono anche manifestazioni di tenore opposto. Indipendenza il cui processo è storico, secolare. Una regione autonoma, che vuole diventare nazione, è una piccola potenza economica, in Europa sarebbe tra le prime dieci nazioni, ha una propria lingua, ha una propria identità. Nessuna Costituzione al mondo delle più importanti democrazie contempla il diritto al separatismo, ma questo non significa che non sia legittimo. Il processo d'indipendenza catalano ha avuto una sua accelerazione soprattutto nella lotta contro il franchismo ed a causa delle repressioni violente del dittatore fascista. In questo nuovo secolo si è assistita da una nuova vitalità del movimento catalano. La maggioranza della Catalogna vuole l'indipendenza? Numeri certi ad oggi non ci sono. Certamente la maggioranza assoluta dei catalani voglio...

Barcellona e la Catalogna in rivolta come Hong Kong.Un mondo in lotta da Parigi a Londra, dal Cairo all'Ecuador

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Dopo le condanne pesantissime contro alcuni capi dell'indipendentismo catalano, Barcellona e la Catalogna sono in una rivolta incredibile. Che continua da giorni, dal blocco dell'aeroporto ad una notte infuocata, tra auto incendiate, barricate, decine di arresti, blocchi stradali. Tanti feriti anche tra le forze dell'ordine. Il tempo degli applausi ai los Mossos quando Barcellona venne invasa dalla polizia federale spagnola, è finito, per ora. Ora lo scontro è totale. E si prepara la città a vivere un sabato infuocato. Si annuncia il tutto chiuso. Manifestazioni che ricordano un pò quelle di Hong Kong. Vogliono la loro piena autonomia ed indipendenza. Questioni che in una società sempre più complessa non è detto che non possano trovare anche altre emulazioni in altre realtà europee e non. Ad esempio in Egitto si è iniziato ad alzare la testa per rovesciare la dittatura di Al Sisi,  cosa repressa in modo durissimo, in Ecuador la situazione è tesissima, in Venezuela   ...

Il governo catalano si perde nell'ambiguità, non sa più come uscire da una situazione imbarazzante

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Metà Parlamento applaude. Applaude  quando Puigdemont dichiara il diritto della Catalogna ad essere rispettata con la sua indipendenza.  Ma...ha chiesto al Parlamento di sospenderla per qualche settimana per aprire il dialogo. Il governo catalano non sa più che pesci prendere? Quale dialogo con un governo centrale che non concederà mai l'indipendenza? D'altronde è evidente che in Catalogna non vi è la maggioranza assoluta di chi vuole l'indipendenza,  non la puoi ottenere con metà Catalogna contraria, con una regione che è totalmente spaccata ed il massimo a cui potranno ragionevolmente aspirare è una maggiore autonomia. E tutto questo solo per ottenere più autonomia? Possibile. La piazza si spaccherà, tra una delusione cocente ed una euforia illusoria, la Catalogna è isolata, la sua indipendenza spaventa l'Europa e non verrà mai riconosciuta. A questo punto la partita è come il governo catalano può salvarsi la pelle? E la partita dell'indipendenza diventerà il ...

Dopo il #1Oct la Catalogna si spaccherà? Una riflessione con diversi punti interrogativi

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Ora arriva il difficile. Il difficile dopo il catastrofico primo ottobre 2017 che rimarrà impresso nella storia d'Europa per quanto accaduto in Catalogna, appartenente al Regno di Spagna. Quasi mille feriti, un centinaio circa di denunce, violazioni delle più basilari regole democratiche, per una testardaggine governativa che ha ottenuto l'effetto di rinforzare l'indipendentismo non solo catalano ma risvegliare anche quello basco. Un capolavoro, nulla da eccepire. Ma ora arriva il difficile. La Catalogna ha vinto la sua prima battaglia, lasciando sul campo centinaia di feriti e ferite ma l'immagine della Spagna ne è uscita semplicemente demolita. Rimarranno nella storia le manganellate contro i vigili del fuoco, le lacrime della polizia catalana, le teste spaccate degli anziani, le scuole occupate dalle famiglie. Non si potranno cancellare in fretta. Fatti talmente gravi che due attacchi dell'Isis, quello a Marsiglia e quello in Canada sono passati inosservati. ...

Catalogna il rumoroso silenzio prima del caos

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Il popolo catalano ha reagito. Chi con i pugni chiusi ha occupato le scuole, chi con la fisarmonica i centri civici. Ma la maggior parte dei luoghi ove si dovrebbe esercitare un paventato diritto di voto, sono stati blindati. Non voteranno in tanti, ma in molti riusciranno a votare. La quantità avrà un suo peso, i numeri avranno un peso e lo scopo del governo catalano è portare alle urne almeno poco più della metà degli aventi diritto al voto. Cosa accadrà il primo ottobre? Lo scopriremo vivendolo. Ci saranno diversificati momenti di tensione, di lotta, nella battaglia di una domenica autunnale che segnerà la storia dell'Europa e del Regno di Spagna.  Ma non finirà qui. Si è riacceso anche il sentimento indipendentista e nazionalista basco, in questo lo Stato centrale spagnolo è stato proprio un gran maestro.Il disastro è compiuto. Ognuno avrà le sue valutazioni, sono due nazionalismi che si scontrano, due storie diverse, che non possono e non vogliono più convivere, ma il di...

Primi sondaggi: Al referendum per la Catalogna andrà a votare il 63%, vince il sì con l'83%

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Ancora non è chiaro come voteranno i catalani soprattutto nella città di Barcellona. Sia perchè sotto assedio, sia perchè le scuole sono state chiuse, nei centri civici non si potrà votare e le schede vengono continuamente sequestrate. Un mistero tutto da capire. Arrivano i primi importanti sondaggi. Pare che non ci sarà una partecipazione di massa al voto. Si parla del 63%. Cifra che sarebbe cresciuta del 10% grazie alla reazione dello Stato centrale. D'altronde era noto ai più che in Catalogna in molti stavano cambiando idea e che se Madrid avesse gestito la cosa politicamente non ci sarebbe stato nessun plebiscito. Ma ha preferito la via della reazione e della repressione, sbagliando. Il sondaggio pubblicato da eldiario.es rileva che l'indagine condotta da GAPS prevede uno Partecipazione tra 63,3% e il 65,4% degli intervistati il ​​che rappresenta il numero in assoluto di 3.4 milioni di catalani. Il 17 settembre, lo stesso sondaggio, prevedeva una partecipazione al r...