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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Lo stragismo neofascista che ha seminato il terrore e l'Italia durante la strategia della tensione: un memoriale per tutte le vittime

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La città di Milano avrà un memoriale dedicato alle vittime della strategia della tensione, quel periodo stragista, che dal 1969 al 1980, con l'intenzione di destabilizzare il Paese a colpi di bombe, per imporre un contesto governativo radicalmente autoritario ed anticomunista, ha cagionato centinaia di morti, oltre 500 feriti in un teatro politico su cui ancora oggi non si riesce a fare piena luce. L'Italia è stato un Paese che ha rischiato non uno ma ben tre colpi di Stato, un Paese dove ci sono stati collusioni, depistaggi, tossine che hanno inquinato le Istituzioni, come successo nella strage di Peteano, dove ancora oggi si fatica a riconoscere che degli esponenti delle nostre Istituzioni anziché adoperarsi per fare giustizia su dei propri colleghi uccisi, si mossero in tutt'altra direzione per coprire gli esecutori di quel fatto nefasto. Dimostrazione di questa timidezza è quanto si può leggere nel corposo testo preparato dal Quirinale nel 2008 per le vittime del terror...

Quell'apparente decadenza del principe nero, Junio Valerio Borghese, nella relazione della CIA che lo attenzionava con costanza

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Una relazione del giugno 1963 della CIA, desecretata nel 2005, fotografa l'apparente declino politico del principe nero, Junio Valerio Borghese. Una relazione dove ne esce un quadro di una persona messa ai margini dalla società politica neofascista e anche dalla nobiltà romana.  Un testo interessante ma che si ferma al 1963, manca la seconda parte della storia, di una persona che ebbe un ruolo invece tutt'altro che marginale all'interno della strategia della tensione, passando soprattutto dal fallito golpe della notte dell'Immacolata, alla fondazione del Fronte Nazionale, saltato perchè non ebbe il sostegno degli americani, americani, come si può ben vedere, e come ben dimostra il testo di questa relazione, che attenzionavano con particolare cura la figura del principe nero come dimostrano diversi documenti presenti nell'archivio della CIA.    "Il principe Valerio Borghese ha condotto negli  ultimi anni una vita insignificante dal punto di vista politico. Fu di...

Il balzello di Mosca sulle sorti di Trieste, dalla cessione alla Jugoslavia, alla soluzione italiana

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    Un documento interessante della CIA del 1953 sintetizza quello che può essere definito come un vero e proprio balzello di Mosca, dall'estrema soluzione jugoslava, a quella italiana, passando dal Territorio Libero di Trieste. Nel suo documento l'intelligence americana afferma che r ecenti rapporti hanno portato a ipotizzare che la linea comunista su Trieste possa passare dal sostenere la costituzione di un territorio libero, come richiesto dal Trattato di pace italiano, al favorire la restituzione dell'intero territorio all'Italia, come auspicato dalla dichiarazione Tripartita del 1948 . Che poi è quello che è realmente successo.   Nel documento si evidenzia come Vidali, avrebbe seguito sempre e solo le direttive di Mosca. Le sorti di Trieste sarebbero state per il carismatico dirigente comunista triestino quelle decise dall'Unione Sovietica. " Il leader comunista triestino Vidali, che ha fatto dichiarazioni simili in precedenza, ha dichiarato durante un re...

Quella figura un tempo divisiva di Santin ed oggi tra indifferenza politica e condivisione tra i sostenitori dell'italianità di Trieste

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L'ultima statua realizzata a Trieste, quella per il vescovo Santin, la seconda a Trieste dopo quella di Monte Grisa, la prima in centro città, ha creato un grande scalpore, più per la sorpresa e la rapidità con cui è stata posta e si è preso atto di un qualcosa noto a pochi eletti, che per il contesto ed il significato che quella statua ha per la città di Trieste. Un significato sicuramente politico, come politica è la statua di D'Annunzio, ed è interessante osservare come negli anni che furono, dove si rischiò una vera guerra civile a Trieste per le sorti di questo nostro meraviglioso e malinconico territorio, quella di Santin fu una figura divisa. Prova ne è ad esempio uno scritto pubblicato sul giornale Borba, testata giornalistica ufficiale delle Lega dei Comunisti di Jugoslavia dal 1945 al 1991. Nell'edizione del 15 marzo 1952, viene pubblicato un pesante articolo con il quale si attacca il vescovo triestino Santin, come testimonia il prezioso archivio della CIA. Si l...

In un articolo del New York Times del '78 si parlava già di Stay Behind e del supporto della CIA alla DC contro i comunisti

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La rete occidentale stay-behind era composta dai 16 paesi della NATO più quattro paesi europei neutrali. Gli americani fin dai tempi dello sbarco in Sicilia si posero il problema del dopo, ben sapendo che si sarebbero dovuti fare i conti con la questione sovietica, comunista. Se sul campo di battaglia combatterono contro i nazifascisti, subito dopo la fine della guerra, molti nazifascisti vennero reclutati, furono un riferimento importante per gli "alleati" per debellare il comunismo. La rete stay-behind in Italia sarebbe nata ufficialmente nel 1956 con il nome di GLADIO e se ne parlò pubblicamente solo negli anni '90, anche se della anticipazioni vennero fatte indirettamente sull'esistenza di questa organizzazione da parte di Vinciguerra, reo confesso della strage di Peteano. Eppure di questa organizzazione se ne parlava già pubblicamente sulla stampa nel 1978, ad esempio sul New York Times. Articolo dedicato alla vita delle spie e nel caso in questione si scriveva s...

Gli USA ossessionati dalla lotta al comunismo, hanno riabilitato fascisti e nazisti: la strategia della tensione è una loro responsabilità

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  Senza il beneplacito della mafia gli americani in Sicilia non avrebbero mai potuto sbarcare in modo indolore, questa è storia risaputa, e dallo sbarco in Sicilia in poi si è iniziata a scrivere una nuova storia, drammatica, italiana, che ha visto stragi, tragedie, consentite, volute, non ostacolate, perchè l'obiettivo era uno solo, non far svoltare il Paese a sinistra e ostacolare ogni processo di avvicinamento al comunismo. Gli USA erano ossessionati dal comunismo come oggi sono ossessionati dal contrasto alla Cina pur di imporre il proprio dominio nel mondo. Tanto in Italia quanto in Europa, Germania inclusa, vi è stata una riabilitazione di fascisti e nazisti, che potevano essere utili alla causa considerata comune, la lotta al comunismo. Da quel momento si è scritta una pagina di storia lunga e fatta anche di sangue. Colpi di Stato tentati, dal piano Solo, a quello dell'Immacolata, fermato dagli americani all'ultimo momento, a quello di Sogno, le bombe e la strategia ...

Le preoccupazione della CIA per il rischio incidenti a Trieste nel marzo 1953

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  Un documento datato 19 marzo 1953 della CIA afferma che "gli estremisti quasi certamente procureranno alcuni incidenti a Trieste questo fine settimana".   Ipotizzavano una manifestazione tra aderenti al movimento neofascista sociale italiano (MSI),  ma saranno compresi anche i comunisti, probabilmente , conclude la CIA. La gravità degli scontri, rileva il documento statunitense, dipenderà in parte da quanti membri dei gruppi più moderati parteciperanno. Fanno riferimento in particolare all 'esplosione di una granata avvenuta nella giornata dell'8 marzo, esplosione che ebbe luogo durante una manifestazione non programmata.   Rilevano che il MSI non era in grado di controllare gli aderenti alle sue manifestazioni, affermandosi che gli attivisti potevano provenire dall'Italia come accaduto nel caso dell'8 marzo. L'attenzione cade anche sul comportamento dei comunisti. Si cita, ovviamente, Vidali , "il leader comunista di Trieste, presumibilmente non...

 La schedatura della CIA sui partecipanti del primo congresso ANPI nazionale dei combattenti all'estero, ci sono anche i delegati del FVG

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Il contributo degli americani fu certamente determinante per la liberazione del Paese dalla dittatura fascista e dall'invasione nazista, ma dei comunisti e dell'ANPI, e dei sindacati di sinistra, non è che si fidassero molto, a quanto pare, vista la continua attenzione riservata agli stessi. D'altronde, GLADIO docet, gli americani erano ossessionati dal nemico sovietico, e la schedatura, l'attenzione, verso i componenti delle varie realtà vicine al comunismo o di sinistra erano costanti e continue come si può desumere dai documenti messi a disposizione nell'archivio storico on line della CIA. Tra gli attenzionati vi era ovviamente, neanche a dirlo, anche l'ANPI.  Come insegna ad esempio il documento datato 6 giugno 1950, classificato come confidenziale, declassificato nel 1978 e reso disponibile negli ultimi anni. Si tratta del primo congresso nazionale svolto dall'ANPI a Napoli, riservato ai combattenti stranieri. Siamo nei primi giorni di aprile del 1950. ...

 Sorpresa: spiamo anche noi! Il caso della spia di Monfalcone degli anni '70 negli archivi della CIA

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  Non poteva che essere così. D'altronde fu un fatto talmente eclatante che difficilmente poteva sfuggire agli occhi della CIA. Siamo nel 1970, in una Monfalcone poco distante dal confine jugoslavo, in una situazione dove la guerra fredda era ad alta tensione, ma in questo caso i rapporti tra comunisti ed anticomunisti, tra il blocco occidentale e sovietico, c'entravano ben poco, forse. Perchè pare che la spia di Monfalcone avesse come scopo quello di fare avere dei documenti sulla costruzione di navi da guerra del cantiere monfalconese agli ufficiali dell'esercito egiziano. Per la precisione al colonnello egiziano Helmy che lavorava per l'ambasciata egiziana a Roma. E fu così che venne arrestato il 3 marzo del 1970, a Roma, con una valigetta diplomatica che si pensava potesse scottare. Lavorava all'archivio della città dei cantieri da diversi anni, in quel tempo si chiamava Italcantieri. Aveva un passato da militare ed aveva operato anche in Africa. Pare che i rapp...

 La CIA non riscrive alcun caso Mattei, fu fascista, come tutti, divenne poi partigiano, come molti

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Nei documenti desecretati dagli americani sulla questione Kennedy, e va detto che in questo, rispetto all'Italia, stanno avanti anni luce, si è focalizzata l'attenzione su Enrico Mattei. Sulla cui morte venne riaperto il caso negli anni 2000, e dove pare che all'interno della tomba vennero ritrovate tre gambe. Nel documento della CIA si parla del pregresso passato di Mattei. La lettura semplificata che se ne è data è che siccome era fascista, per questo motivo assunse comportamenti ostili verso le sette sorelle petrolifere, capeggiate dagli americani. Come è noto l'Eni di Mattei aveva tutte le potenzialità e capacità di muoversi in modo indipendente andando alla ricerca di quell'autonomia che ha sempre creato fastidio, questo sì, agli americani. Autonomia che l'Italia non si poteva permettere perchè era in debito con gli USA per la "liberazione" del Paese. Debito che si paga ancora. Questione che interessa per alcuni aspetti anche la politica di Moro,...

 La situazione sanitaria disastrosa negli anni '50 a Nova Gorica

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Un report della CIA focalizzato sulla situazione del socialismo in Jugoslavia, fotografa, in modo impietoso, la situazione a Nova Gorica. Siamo nel 1951 ed emerge che nella municipalità di Nova Gorica, che ricordiamo venne fondata nel 1947, vi erano in tutto il distretto solamente due medici a disposizione, uno a San Pietro di Gorizia, si legge, uno a Salcano. I nomi sono stati scritti così. Vista la complessità dell'area, scrive la CIA nel suo report, il numero dei medici non è adeguato. Si racconta il caso di un medico di San Pietro, che a luglio di quell'anno è stato sostituito, perchè colpito da una crisi nervosa a causa dell'enorme mole di lavoro a cui era chiamato, giorno e notte, senza sosta. Vien da pensare a questo povero medico, cosa deve aver sopportato, altro che le pene dell'inferno, per essersi preso l'esaurimento nervoso per il troppo lavoro. Rilevano che il medico domiciliare poteva effettuare una visita, nella migliore delle ipotesi, ...

I 12 anni di incubo per l'Italia nel resoconto della CIA, circa 8 mila attentati e 362 vittime. La strategia della tensione

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Un report della CIA, del 2 agosto del 1982, focalizzato anche sul terrorismo italiano, oltre che su quello spagnolo, libico, svedese, mette insieme estremismi rossi e neri, nel periodo che va da Piazza Fontana alla strage di Bologna, con un bilancio pesantissimo.  In 12 anni in Italia vi sono stati ben 7.866 casi di terrorismo e 362 morti e 182 feriti, di cui 150 vittime frutto degli attentati fascisti, da piazza Fontana, alla stazione di Bologna. Un report che riporta nomi e cognomi, che divide le vittime per categorie, ci saranno 65 membri delle forze dell'ordine, 60 studenti, 56 lavoratori,2 giornalisti,11 magistrati, 12 professori universitari e la lista di questa tragedia tutta italiana, continua.  Ogni numero una storia, una vita, ogni categoria, una persona, fatte fuori da una miriade di sigle, una cinquantina quelle solo "rosse", dalle canoniche Brigate Rosse, al fronte combattenti comunisti, da Prima Linea, ai nuclei rivoluzionari armati,da operai armati per il...

Il Batiscafo Trieste, costruito nel Territorio libero di Trieste, omaggiato dalla CIA e dalla NASA .Questo è il nome di Trieste che ci piace far emergere nel mondo

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C'era una volta il Territorio Libero di Trieste, sulla carta almeno, anche se il governatore non venne mai nominato. Una zona cuscinetto tra comunismo e capitalismo, tra Oriente ed Occidente, amministrata dal giugno del 1945 fino al 26 ottobre del 1954 dagli angloamericani. E poco meno di un anno dalla fine del TLT, nei cantieri navali triestini venne realizzato un batiscafo che fece la storia del mondo. Un batiscafo dimenticato dai più, ma che è stato omaggiato dalla CIA e anche dalla NASA come si può leggere nei rispettivi siti. Costruito nel 1953 dal fisico svizzero Auguste Piccard a Trieste, acquistato dalla US Navy. Divenne famoso a livello internazionale quando il 23 gennaio 1960 fu il primo batiscafo pilotato a raggiungere il fondo della Fossa delle Marianne.  Una foto bellissima sul sito della CIA ritrae il gigante URSUS con il batiscafo Trieste. Due giganti del mare che hanno fatto la storia con il nome di Trieste. Nel sito della NASA si ricorda, a tal proposito, ...

Come gli alleati individuarono una spia che doveva operare anche ai cantieri di Monfalcone

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Un documento interessante, conservato negli archivi della CIA, e facente parte del faldone sui crimini compiuti dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, declassificato nel 2005, vi è una paginetta dedicata all'individuazione di una spia per conto degli alleati che doveva operare anche ai cantieri navali di Monfalcone durante la seconda guerra mondiale. Ingegnere, nato alla fine del 1800, laziale. Veniva prima presentato fisicamente, come di forte costituzione fisica, ma di aspetto giovanile nonostante avesse quasi mezzo secolo di vita. Libero professionista che operava nel campo dell'edilizia, si legge nella scheda, e costruzioni aeronautiche. Si specificava che parlava perfettamente inglese, francese e tedesco. Cosa che era fondamentale per il ruolo che avrebbe dovuto avere per conto degli alleati durante la seconda guerra mondiale, visto che doveva infiltrarsi nell'Italia occupata dai nazisti. Un profilo perfetto per essere una spia. A maggior ragione si specificav...

Spie americane che spiavano l'intelligence comunista. Succedeva a Trieste negli anni '50. Decine e decine i comunisti schedati anti Jugoslavia

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Il Cominform è stata una delle più note organizzazioni internazionali che ha avuto il merito di riunire i più importanti comunisti europei per un decennio circa, fino al 1956, e divenne soprattutto noto a causa della rottura tra Stalin e Tito che si consumò nel 1948. La conseguenza fu l'avvicinarsi della Jugoslavia alle posizioni occidentali e gli americani incentrarono gli sforzi di spionaggio soprattutto nei confronti dell'attività dei comunisti giuliani pro Cominform, dunque pro Stalin, come testimonia ad esempio un prezioso documento della CIA del 1952, di una quarantina di pagine, con il quale si analizza in modo meticoloso l'attività di spionaggio del partito comunista stalinista nella Venezia Giulia, il loro operato nel confine orientale schedando decine e decine di comunisti, analizzandone l'attività svolta al servizio dell'intelligence del partito comunista pro Cominform di Trieste. Al vertice del partito come è noto c'era Vidali, ma non era l'uni...

Nova Gorica, prima città socialista, costruita dal nulla da migliaia di giovani jugoslavi, ad essere capitale europea della cultura

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Nova Gorica è la prima città di origine socialista ad essere capitale europea della cultura. Una città nata dal nulla grazie al contributo di migliaia di giovani jugoslavi, come riconosce anche la CIA in un suo documento del 1949 dove analizza succintamente la nascita della città, destinata ad avere entro il 1951 30 mila abitanti. In realtà come sappiamo il centro urbano di Nova Gorica non andrà oltre i 12 mila abitanti invece raggiungerà una popolazione di circa 30 mila abitant il comune. La prima pietra venne posta il 13 giugno del 1948, e fu resa possibile grazie al Comitato speciale presieduto dal Ministro Ivan Maček. Il progetto fu elaborato dall’architetto e urbanista Edo Ravnikar. Architetto che conobbe le violenze del fascismo italiano,  venne rinchiuso nelle carceri di Capodistria, dell'Ucciardone di Palermo e di Anghiari.    Città costruita dai giovani, dalle  brigate lavorative della gioventù provvenienti da tutta la Jugoslavia secondo il modello sovietic...

I nomi dei luoghi ora in italiano ora in sloveno o croato nei documenti dell'intelligence americana

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Con il Trattato di Pace del 1947 le conseguenze furono ben note. Si avviò l'esodo, importante, per alcuni aspetti epocale, le ragioni furono prevalentemente dovute al fatto che non si voleva vivere in uno Stato comunista e Jugoslavo e che non fosse italiano. Non furono le uniche, ma furono quelle prevalenti. Così come non semplici furono anche le vicende per gli optanti, le testimonianze raccontano storie diverse ed esperienze diverse. Solo in Dalmazia ne vennero accettate a fine novembre 1948 quasi un migliaio, di cui poco più un centinaio provenienti dalla zona di Lussino, località su cui è incentrato ora questo scritto. Si avviò con il Trattato di Pace anche una "restituzione" dei nomi dei luoghi al ceppo slavo. Questione che ancora oggi continua a far discutere nei Paesi dell'ex Jugoslavia. Vedi ad esempio quanto accade a Capodistria, dove si potranno leggere i cartelli stradali bilingui solo delle città dove il bilinguismo è applicato. Ljubljana a Capodistria, do...