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Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

Che fine ha fatto la fantomatica prigione di Moro di via Massimi?

Ne avevamo parlato anche su queste pagine, pur esprimendo delle perplessità, su quella che poteva essere stata la prima prigione di Moro, in relazione all'inchiesta del giornalista Zatti della Rai. Il reperto 777 sarebbe stato determinante per indicare la Loyola University di via Massimi. Ma, come già era stato segnalato dal gruppo 16 di marzo e poi in un post significativo pubblicato su insorgenze.net si è sostanzialmente smentito in modo evidente che il reperto 777 corrispondesse a Loyola University. La location era invece la prigione di Ascoli Piceno. Bisognerebbe sul punto chiedersi perchè Morucci avrebbe fatto quel disegno, per quale scopo, e chi gli aveva fornito i dettagli di quel sito carcerario. Altro discorso, è invece, la questione della prima prigione di Moro. Effettivamente non si può escludere che presso la Loyola University possa essere stata la prima temporanea prigione di Moro. Ma la cosa sconcertante è che si è passati dal parlare per alcuni giorni con tanto di s...

Nella commissione d'inchiesta del caso Moro del 1986 si citava anche la provincia di Gorizia

Nella relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani e sul terrorismo in Italia, data 1986, il cui testo è ora disponibile insieme ad altri atti di rilevanza storica, nel sito istituzionale memoria.gov, era stata redatta una mappa per regione del fenomeno terroristico in Italia. E si citava anche la provincia di Gorizia. Nella provincia di Gorizia gli episodi citati sono quattro. Due ben noti, poichè hanno prodotto anche delle vittime. Si parla chiaramente della strage di Peteano del 31/5/1972 , già al centro di una lunga, complessa e tormentata vicenda giudiziaria la cui matrice è stata neofascista. Si cita il dirottamento di Ronchi compiuto il 6 ottobre del 1972 da parte del neofascista Ivano Boccaccio, episodio connesso alla strage di Peteano, terrorista deceduto nel conflitto a fuoco con le forze dell'ordine intervenute sul posto. Ivano Boccaccio era stato in trovato possesso della pistola usata da Vinciguerra responsabile della strage di Pe...

La nuova inchiesta sulla prima prigione di Moro è l'ennesima prova che la verità non c'è

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  L'inchiesta giornalistica del giornalista della RAI, Federico Zatti, su quella che potrebbe essere stata la prima prigione di Moro, è l'ennesima prova che la verità sul caso Moro non c'è stata e ad oggi non c'è. L'inchiesta si è focalizzata sul noto reperto numero 777 dove si legge: «Schizzo planimetrico di un probabile istituto carcerario in costruzione, con allegati tre foglietti manoscritti su carta quadrettata». La convinzione fu che si trattasse di una prigione in costruzione, nulla venne ritrovato e si abbandonò ogni pista. Adesso, spunta l'ipotesi di un complesso collegato forse al Vaticano in costruzione in quel tempo che potrebbe corrispondere alla fantomatica planimetria attribuita al brigatista Valerio Morucci.    Il giornalista ha rimarcato che il luogo, rintracciato tramite le mappe di Google, si troverebbe a cinque minuti da via Fani. E le testimonianze raccolte lascerebbero intendere che la direzione intrapresa dai brigatisti portasse sicurame...

Non sono passati neanche 50anni e già il caso Moro finisce nel dimenticatoio

47 anni da quel terribile giorno che lasciò una cicatrice perenne nella storia repubblicana italiana. La Strage di via Fani, del 16 marzo 1978 dove per man delle Brigate Rosse oltre che di forze ancora oggi occulte, per rapire il Presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, vennero massacrati Oreste Leonardi e Domenico Ricci, Carabinieri, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino, della Polizia di Stato. Mentre si aprono in America gli Archivi nazionali americani sulla morte del presidente John Fitzgerald Kennedy compiuto a Dallas, in Texas, il 22 novembre 1963 con la desecretazione anche degli ultimi documenti sul caso , in Italia questo anniversario della strage di via Fani è passato quasi in sordina. Come un giorno qualunque, come un giorno di cronaca storica qualsiasi, da ricordare perché lo si deve, ma senza andare oltre. Perchè oramai, a chi interessa più? Se non ai soliti noti? Ogni anno si aggiungono degli elementi nuovi, personaggi da interrogare, mentre il temp...

Perchè è ancora importante conoscere la verità sul caso Moro?

Siamo vicini ai 50 anni dal quel fatto che ha segnato la storia della Repubblica italiana in modo indelebile, parliamo del caso Moro, ed ancora oggi, la verità piena, non c'è,perchè le ombre sono tante ed il rischio che continueranno ad essere predominanti è alto dal momento che diversi protagonisti si porteranno con sè la propria verità nella tomba. Il tempo trascorre imperterrito e la storia si adagia. Un caso su cui però la verità è necessaria averla, perchè è l'emblema di come si possa manipolare la storia, di come interessi plurimi concomitanti possano aver creato il caso perfetto per occultare, manipolare, celare, calunniare la verità storica, oltre che quella delle medesime vittime,per la difesa del potere, sia questo espressione famigliare, sia questo espressione di lobby. Di esempi su questioni controversie ve ne sono pur troppe ed alcune forse anche sfiorano i limiti dell'intelligenza umana per le prese in giro conclamate spacciate come verità storiche che hanno c...

L'intrigo di via Massimi 91 di Roma

Via Massimi, nello specifico via Massimi 91, a Roma, nel tempo è stata oggetto di visite da parte di curiosi, appassionati del caso Moro, che è uno degli intrighi irrisolti più complessi della recente storia europea oltre che repubblicana. Su via Massimi da alcuni anni si sono accesi i fari, inchieste giornalistiche, programmi televisivi, indagini e studi autonomi di diversi gruppi organizzati e non di studiosi. Ognuno ha la propria versione, la propria teoria. I brigatisti o alcuni di essi partirono da via Massini per recarsi in via Fani, nella mattina dell'agguato? Si fermarono in via Massimi per il passaggio di "consegne"? In via Massimi ci fu la prima prigione di Aldo Moro? Oppure via Massimi non c'entrava nulla ed è stata tirata in mezzo per delle casualità e coincidenze che nel caso Moro sono diventate una norma a dir poco inquietante? Una cosa è certa, se nascerà la terza commissione d'inchiesta sul caso Moro, se il suo scopo sarà quello di voler contribui...

Non c'è due senza tre...la nuova commissione d'inchiesta sull'operazione Moro

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  Sei film, decine e decine di libri, due commissioni d’inchiesta parlamentare e ora ne arriverà una terza, pare, per cercare di far luce per quanto possibile su tutte quelle zone oscure che connotano l’affare di Stato Moro. Perché alla fine dei conti è di questo che si tratta e stiamo parlando. Le narrazioni, i racconti che si sono susseguiti negli anni hanno falsato, a livello di immaginario collettivo, la realtà. Oramai lo hanno capito anche coloro che hanno gli occhi coperti dal miglior prosciutto DOP che non hanno fatto tutto da soli, i fantomatici rivoluzionari brigatisti e che nell’operazione Moro sono state coinvolte una pluralità di soggettività, che avranno abbracciato tanto organizzazioni criminali che eversive che connesse anche agli apparati di sicurezza di uno o più Stati. Da GLADIO a quant’altro, ma un conto è muoversi nella melma del vago, un conto quanto più indizi costituiscono una prova. Il memoriale brigatista è stato un capolavoro politi...