L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

L'assalto alla sede della CGIL e l'assalto al Narodni dom di Trieste di cent'anni fa,la storia,più o meno, si ripete

 


Nel vedere e rivedere le immagini dell'assalto organizzato alla sede del più importante sindacato italiano, la CGIL, il tutto, nella sua meschinità, ricordava un qualcosa. Un qualcosa che avevi studiato, un qualcosa che avevi letto, un qualcosa che da tempo, qui, nel confine orientale, segna il dibattito anche in modo infuocato. Solo l'altro ieri il Consiglio dei Ministri, come ha reso noto la senatrice Tatjana Rojc, sempre in prima fila per la difesa dei diritti delle minoranze, aveva approvato il passaggio del Narodni dom alla comunità slovena. Ed il giorno dopo, a Roma, è accaduto quello che tutto il mondo ha potuto vedere. C'è chi ha pensato all'assalto al Campidoglio americano di questo inizio 2021. Una sola cosa è mancata all'assalto alla CGIL. Le fiamme. Con le fiamme si sarebbe battezzata la nuova deriva fascista del Paese. Non ci sono state le fiamme. C'è stato l'assalto di un manipolo squadrista di fascisti, armati di mazze e bastoni che hanno preso di mira volutamente e simbolicamente ciò che il fascismo ha cercato sempre di distruggere. Il sindacato. Il 13 luglio del 1920 a Trieste al grido dannunziano di eia, eia, alalà, dannunziani, fascisti, nazionalisti, si diressero, indisturbati, deviando dal proprio percorso ordinario, proprio come successo a Roma, verso la sede del Narodni dom. Non avevano mai potuto sopportare che la componente slava della città di Trieste potesse alzare la testa ed essere alla pari di quella latina, di quella germanica. Il disprezzo verso i popoli slavi era enorme. Lo presero di mira. Lo distrussero. Gli diedero fuoco. Fiamme fasciste, la fiamma nera. Il rogo del Narodni dom a Trieste, premiato in Slovenia come il romanzo a fumetto dell'anno e pubblicato da Qudu Libri racconta in modo efficace di cosa stiamo parlando. Padre e figlio, uno disegnatore, l'altro storico, si son cimentati in un percorso ad ostacoli non da poco e lo hanno superato in modo convincente, narrando con semplicità quel fatto che ha segnato nella sua complessità la svolta nel confine orientale italiano per il fascismo. C'è chi dice che destra e sinistra sono cose superate dal tempo, dalla storia, ma la realtà continua a mostrare il suo volto più cinico e crudele e violento. Squid Game, una tanto spettacolare, quanto inquietante, serie su Netflix, che ha avuto un successo clamoroso, ne è la vetrina di questa società spietata. Se l'ideologia di sinistra è pressoché avvolta dalla nebbia, un mondo senza ideologia ha prodotto una società senza più ideali, i fascisti sono sempre lì, impuniti, nel Paese che non ha avuto la sua Norimberga, ma va detto che la Germania, che la Norimberga invece l'ha avuta, il neonazismo sta dilagando nell'Est del Paese in modo impressionante.  Il fascismo si atteggia sempre a modo suo. Sono inconfondibili, impossibile non vedere la matrice di certi atti che questo autunno 2021 ha mostrato nuovamente al mondo intero. Non basta più dire, perchè non si ripeta, ma bisogna agire, applicando le leggi in modo rigoroso, fermo, ad esempio sciogliendo tutte le formazioni politiche neofasciste. Manifestando tolleranza zero verso quelle fantomatiche goliardie, che goliardie non sono, che passano dai gadget del ventennio, al saluto romano, al simbolismo del fascismo. Il fascismo sa mimetizzarsi, sa confondersi, sa adattarsi, ma sempre fascismo è e sempre fascismo rimarrà.

mb

Commenti

  1. Con il cervello che ti ritrovi direi che faresti bene a stare solo in mezzo a coloro che come te vivono di calcio mercato, di bassezze all'italiana e di ignoranza che cola come il grasso rancido da un frico in putrefazione. Questo è sicuro quanto lo è il fatto che alla notte segue il giorno...

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