Quel battibecco in Parlamento sui nomi dei luoghi: se per gli italianissimi si diceva Capo d'Istria e non Capodistria
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Si potrebbe iniziare con il canonico correva l'anno 13 dicembre 1921 e alla Camera del Regno d'Italia si stava discutendo della problematica che interessava da un lato la chiusura di settanta scuole slovene nell'Istria e dall'altra quella sulla italianizzazione di alcuni toponimi. Il problema della chiusura delle scuole slovene venne sollevato con alcune interrogazioni dai deputati Scek, Podgornik e Lavrencic. Ma Suvich uno dei massimi esponenti dell'irredentismo giuliano e fascista triestino della prima ora tanto che sotto Mussolini fu anche sottosegretario alla Finanze, agli Esteri e nominato ambasciatore in America, in modo piccato fece notare che "qui si tratta di città istriane, città cioè perfettamente italiane, come Capo d'Istria, Pola, Parenzo, Lussin, ecc., distretti che hanno nomi storici italiani, che sono abitati da italiani, e che invece nelle interrogazioni di quei deputati compaiono con nomi slavi".
Il deputato Podgornik esponente degli sloveni in Italia, ribattè che "in quelle regioni non vi sono soltanto italiani, lo provano i trentacinquemila elettori che mi hanno mandato qui, e che sono di nazionalità slava ; io sono, dunque, la prova vivente che non vi sono colà soltanto italiani, ma anche slavi". Discorsi che ancora oggi a distanza di cent'anni continuano a trovare lo stesso botta e risposta. Ma la cosa interessante in questo dibattito fu che l'italianissimo Suvich sbagliò il nome di Capodistria. Il deputato Siciliani ponendosi tra i duellanti osservò infatti che "Ma c'è l'elenco! Capo d'Istria è Capodistria ! Consulti il prontuario dei nomi pubblicato dalla Società geografica italiana!". Insomma, gli italianissimi che sbagliano il nome di Capodistria!
mb
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