Verde, bianco, rosso e a stelle e strisce: l'incredibile parabola del nazionalismo italiano con l'ostentazione del tricolore ovunque

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Ora, pensate per un momento a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Se persino sul Silos di Monfalcone, un edificio industriale, un pezzo di storia del lavoro — hanno piazzato due tricolori mastodontici, visibili a chilometri di distanza... beh, di cosa ci stupiamo più? Siamo di fronte a quella che, storicamente parlando, è una clamorosa, inequivocabile ostentazione della bandiera nazionale!  E la cosa straordinaria, se ci pensate, è che noi italiani con questa bandiera abbiamo sempre avuto un rapporto, come dire... complicato . Non  è come negli Stati Uniti o in Francia! In Italia non c'è mai stata quella viscerale, profonda simpatia popolare per il vessillo. Perché siamo più regionalisti, perchè l'Italia è composita, complessa, senza dimenticare il passato che sicuramente ha lasciato il segno. E badate bene, è un paradosso incredibile: stiamo parlando della bandiera della Costituzione, la bandiera nata dalle lotte del Risorgimento e poi rifondata dalla Resistenza! ...

Nulla di più europeo del Gay Pride , chi dice no è fuori dal tempo e dalla storia. Imbarazzante il no di Gorizia capitale europea della cultura. Titolo da rivedere?


 

 

Diciamolo chiaramente. Con o senza patrocinio, o che la politica istituzionale goriziana sia a favore o contraria, il primo Gay Pride transfrontaliero tra Gorizia e Nova Gorica si farà. In FVG, si assiste sempre allo stesso teatrino deprimente quando si deve ottenere il patrocinio da parte di alcune amministrazioni comunali guidate dalle destre. Rispondono sempre allo stessa maniera. Con un nastro rotto, registrato, fuori dal tempo e dalla storia. Accadde a Trieste, nel 2019, sarebbe accaduto ad Udine con l'attuale sindaco ed accade a Gorizia. Coerenti con la loro visione della società. Antistorica. Ma la cosa che dovrebbe veramente imbarazzare la città di Gorizia è che si sta vantando in ogni salsa di aver ottenuto insieme a Nova Gorica il titolo capitale europea della cultura 2025, e nello stesso tempo dice no a livello istituzionale ad uno dei capisaldi europei, il Gay Pride. Basta ricordare che nel 2016 la Commissione europea sfilò ad Amsterdam per la prima volta ad un Gay Pride, oppure che il Parlamento europeo nel 2021 ha dichiarato l'intera Unione europea come zona di libertà per le persone LGBTQI. Il voto ha visto favorevoli 492 eurodeputati, 141 contrari e 46 astenuti. Insomma forse è il caso che dalle parti dell'Europa focalizzino la loro attenzione su quanto accade a Gorizia. Perchè una città che dice no al Gay Pride, poi con motivazioni allucinanti, non merita sicuramente di condividere il titolo capitale europea della cultura con Nova Gorica. Il Gay Pride è un momento tanto di festa, tanto di solidarietà, tanto di denuncia sociale di quelle discriminazioni che la comunità LGBTQI continua a subire anche nella nostra regione. Sconfinare, superare i confini non significa solo poter essere con un piede in Slovenia ed uno in Italia, un piede a Gorizia ed uno a Nova Gorica, ma andare oltre le barriere mentali che vogliono limitare i diritti umani e le libertà.



mb

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