Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Altro che Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura, qui c'è voglia di muri


Se da un lato si continua a singhiozzo a sognare il grande progetto di Nova Gorica e Gorizia città capitale europea della cultura, dall'altro lato devi fare conti con una realtà di confine che sta mostrando in questi mesi di emergenza tutta la sua fragilità. Se gli sloveni chiudono il confine per ragioni sanitarie, sbagliano, perchè avrebbero dovuto farlo gli italiani per prima. Se gli sloveni mettono in FVG in zona rossa, sbagliano, perchè casomai doveva essere l'Italia a mettere la Slovenia in zona rossa. Se gli sloveni non chiudono i confini pur essendoci la zona rossa, sbagliano perchè i confini li avrebbero dovuti chiudere visto che la gente in Slovenia a fare la benzina, a comprare la carne o le sigarette ci va. Come sei i rapporti transfrontalieri oramai fossero ridotti solo a questa logica di consumo. Insomma, qualsiasi cosa facciano gli sloveni non va mai bene. Tenendo conto che da parte italiana c'è chi anche la notte si sogna i confini chiusi. Attaccandosi ad ogni pretesto. Dalla rotta balcanica, alla Venezia Giulia diventata Lampedusa del nordest, all'emergenza coronavirus a chissà quale altra emergenza. Si ritorna a dire di qua e di là, noi e voi, ritornano i pregiudizi, ritornano i sentimenti di fastidio che sfoceranno in altro. Altro che Nova Gorica e Gorizia capitale europea condivisa della cultura, qui c'è voglia di ritorno dei muri. Che nella scorsa primavera abbiamo visto ben materializzarsi. Questa è la realtà che non si può nascondere come la polvere sotto un tappeto. I rapporti nel confine orientale durante la pandemia ne stanno uscendo logorati, peggiorati, ed i primi a pagarne le conseguenze, sia di qua che di là, appunto, saranno le rispettive minoranze.

mb

Commenti

  1. Mentre qualcuno in Italia sognava di chiudere i confini, la Slovenia li ha chiusi per davvero, con i new jersey di cemento, e lasciando l' Italia, sola a gestire la pandemia; anche se questo è un problema più europeo che sloveno.
    nessuno dice che la Slovenia qualsiasi cosa faccia sbagli…. ma forse la chiusura in aprile poteva essere meno brutale…

    almeno ora la chiusura si è limitata a farla con i cartelli, e per gli immigrati e chi non vive a ridosso del confine sarà ridotta ad una mera questione consumistica, ma per chi ha amici, qualche parente e proprietà li è molto più pesante... chi non lo sa non se ne accorge e riduce tutto ad un pieno di benzina od ad una mangiata in gostilna...

    in ogni caso i controlli sloveni ci sono e sono molto serrati: l'altro giorno che ero nella valle dello judrio (si può dire judrio o devo dire Idrija sennò rischio di offendere qualcuno?) a trovare amici ho deciso di passare per un bel paesino; un bel posto, con il ponte diviso a metà fra Italia e Slovenia … anche noi abbiamo la nostra Mostar) ho incrociato in mezzo al bosco 2 camionette di militari sloveni che presidiavano i sentierini…..

    ma si sa... gli immigrati italiani che giungono qui assumono nei confronti della Slovenia lo stesso atteggiamento che si ha nei confronti della propria squadra del cuore, che non si discute ma si ama a prescindere..... fossero almeno sloveni o conoscessero qualche parola della lingua...
    questo fascino incondizionato che hanno gli immigrati italiani per la Slovenia non l'ho mai capito...

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