Altro che Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura, qui c'è voglia di muri
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Se da un lato si continua a singhiozzo a sognare il grande progetto di Nova Gorica e Gorizia città capitale europea della cultura, dall'altro lato devi fare conti con una realtà di confine che sta mostrando in questi mesi di emergenza tutta la sua fragilità. Se gli sloveni chiudono il confine per ragioni sanitarie, sbagliano, perchè avrebbero dovuto farlo gli italiani per prima. Se gli sloveni mettono in FVG in zona rossa, sbagliano, perchè casomai doveva essere l'Italia a mettere la Slovenia in zona rossa. Se gli sloveni non chiudono i confini pur essendoci la zona rossa, sbagliano perchè i confini li avrebbero dovuti chiudere visto che la gente in Slovenia a fare la benzina, a comprare la carne o le sigarette ci va. Come sei i rapporti transfrontalieri oramai fossero ridotti solo a questa logica di consumo. Insomma, qualsiasi cosa facciano gli sloveni non va mai bene. Tenendo conto che da parte italiana c'è chi anche la notte si sogna i confini chiusi. Attaccandosi ad ogni pretesto. Dalla rotta balcanica, alla Venezia Giulia diventata Lampedusa del nordest, all'emergenza coronavirus a chissà quale altra emergenza. Si ritorna a dire di qua e di là, noi e voi, ritornano i pregiudizi, ritornano i sentimenti di fastidio che sfoceranno in altro. Altro che Nova Gorica e Gorizia capitale europea condivisa della cultura, qui c'è voglia di ritorno dei muri. Che nella scorsa primavera abbiamo visto ben materializzarsi. Questa è la realtà che non si può nascondere come la polvere sotto un tappeto. I rapporti nel confine orientale durante la pandemia ne stanno uscendo logorati, peggiorati, ed i primi a pagarne le conseguenze, sia di qua che di là, appunto, saranno le rispettive minoranze.
mb
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Commenti

Mentre qualcuno in Italia sognava di chiudere i confini, la Slovenia li ha chiusi per davvero, con i new jersey di cemento, e lasciando l' Italia, sola a gestire la pandemia; anche se questo è un problema più europeo che sloveno.
RispondiEliminanessuno dice che la Slovenia qualsiasi cosa faccia sbagli…. ma forse la chiusura in aprile poteva essere meno brutale…
almeno ora la chiusura si è limitata a farla con i cartelli, e per gli immigrati e chi non vive a ridosso del confine sarà ridotta ad una mera questione consumistica, ma per chi ha amici, qualche parente e proprietà li è molto più pesante... chi non lo sa non se ne accorge e riduce tutto ad un pieno di benzina od ad una mangiata in gostilna...
in ogni caso i controlli sloveni ci sono e sono molto serrati: l'altro giorno che ero nella valle dello judrio (si può dire judrio o devo dire Idrija sennò rischio di offendere qualcuno?) a trovare amici ho deciso di passare per un bel paesino; un bel posto, con il ponte diviso a metà fra Italia e Slovenia … anche noi abbiamo la nostra Mostar) ho incrociato in mezzo al bosco 2 camionette di militari sloveni che presidiavano i sentierini…..
ma si sa... gli immigrati italiani che giungono qui assumono nei confronti della Slovenia lo stesso atteggiamento che si ha nei confronti della propria squadra del cuore, che non si discute ma si ama a prescindere..... fossero almeno sloveni o conoscessero qualche parola della lingua...
questo fascino incondizionato che hanno gli immigrati italiani per la Slovenia non l'ho mai capito...