Dal lontano 2013, il caro Egitto ha un "faraone" nuovo di zecca. Prima un comodo e sempre verde colpo di Stato militare, poi una serie di "rigorosissime" ed "imparziali" elezioni farsa, e il gioco è fatto: il trono è assicurato. Nel frattempo, sul fronte dei diritti umani e della libertà di stampa... rullo di tamburi ... non è cambiato assolutamente un beneamato nulla. Ma ehi, a chi vuoi che importi se Giulio Regeni è stato torturato e ammazzato da un regime canaglia? Di sicuro non alla cara e nobile Unione Europea, a cui di tutta questa storia non è mai fregato un fico secco. Certo, la diplomazia europea ci ha regalato momenti d'altissimo teatro: Le storiche Risoluzioni UE: utilissime per pulirsi la coscienza, stampate su carta meravigliosa, perfetta come carta straccia o per fare le barchette. I Valori Etici: comodamente riposti in soffitta per far spazio al vero motore del mondo: i quattrini . La svolta del 2024: Abbracci, Sorrisi e Bonifici Perch...
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Quel monumento incomprensibile e incompiuto sorto a Capodistria per ricordare il ritiro dell'armata Jugoslava
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Sulla punta del molo della Miami Beach della Slovenia, Capodistria, dal 2001 sorge un manufatto che difficilmente può sfuggire all'attenzione dei più. Per alcuni aspetti ricorda quelle statue di mostri che sorgono sul ponte di Lubiana. Ma non si capisce proprio cosa sia. Due pali, che sembrano due braccia perse da qualche mostro sottomarino, poggiate su un basamento, sul quale è spiegato il senso di quell'opera. Si legge, anche con difficoltà, per il tempo che sta usurando pure le scritte, "in occasione del X° anniversario del ritiro dell'ex armata popolare jugoslava dalla Repubblica di Slovenia...
...il ministero della difesa e dell'interno 10 ottobre 2001".
Si tratta dunque di un manufatto che vorrebbe celebrare la fine dell'epoca jugoslava in Slovenia. Regione storica dell’Impero austroungarico che poi fece parte del Regno di Iugoslavia, poi ci fu la parentesi dell'occupazione fascista e nazista e dal 1945 al 1991 la Slovenia è stata una
Repubblica Socialista federata alla Iugoslavia del maresciallo Josip
Tito, da cui è divenuta indipendente nel giugno del 1991. Fu la prima a rompere con la Jugoslavia socialista, per diventare l'Eldorado dei Balcani del capitalismo occidentale. Il tutto in una città dove gli omaggi al periodo jugoslavo continuano ad esistere, come piazza Tito, così come busti come quello di Pinko Tomazic o vie o targhe dedicate agli eroi del popolo antifascisti, in un Paese dove l'antifascismo ha permesso il riscatto nazionale e la salvaguardia dell'identità slovena e spesso si mescola con nazionalismo. Probabilmente si tratta di un manufatto incompiuto come ti ha ricordato in una delle camminate in terra capodistriana, con ironia, Stefano Lusa di Radio Capodistria. E' ancora lì quella roba, non se ne capisce il motivo, avrebbero certamente potuto fare di meglio, piuttosto che quell'accozzaglia incomprensibile che sembra essere uscita da un fumetto Horror della Transilvania. Un monumento che guarda verso Trieste, come guardava verso l'Italia quello storico di Nazario Sauro che venne abbattuto dai tedeschi nel '44.
Trieste, Triest, o Trst, Udine, Udin, Weiden o Viden. Due città distanti poco meno di 100 km. Con una cultura profonda, una storia complessa, che ancora oggi divide. Due città capoluogo di due regioni differenti, con identità differenti, il Friuli, Udine, la Venezia Giulia, Trieste per fondersi e confondersi con una mescolanza spesso mal digerita nell'unità del Friuli Venezia Giulia senza più alcun trattino divisore passando dal cuscinetto della Bisiacaria. Nonostante nel complesso si sia in una regione poco più piccola della sola provincia di Bari per popolazione. La sua area è pari a 7.924 km² cioè di poco superiore alla provincia di Sassari o Torino o Cosenza o Bolzano ad esempio. Ma con o senza trattino la divisione e la rivalità tra queste due città esiste, persiste e resiste. Dai dileggi, ai giochi, dallo sport, dal basket al calcio, a tutto ciò che può portare alla rivalità. Due bellezze contrapposte se non opposte, dalla bora di Trieste all'eleganza di Udine, ...
Il 13 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata da una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta in Italia dal 2000. Per questa propongo una storia per le classi di scuola primaria. La storia che segue, ambientata a Trieste, ha per protagonisti tre supereroi ed una nonna, Rosellina. Il disegno è stato fatto in una classe di una scuola dove la storia è stata letta. mb I tre supereroi e la nonnina Rosellina C’era una volta, anzi no. C’erano una volta tre supereroi. Avete presente quelli con i super poteri che si vedono nei film? Nei cartoni animati? Nei fumetti? Sì, proprio loro. E si trovavano in una bellissima città italiana, Trieste. Non erano mai stati prima a Trieste. Rimasero stupiti nel vedere quanto era lungo il molo sul mare, e quanto era enorme la piazza con due alberi di due navi dove sventolavano le bandiere, ogni tanto. Dopo essersi fatti un selfie sul molo Audace che è costruito sui resti di una vecch...
Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione? La matematica non è una opinione qualcuno disse... 1) per un calcolo della superficie e della capienza, il limite preso di misura è un numero di 4 persone/mq, 2) Piazza del Popolo ha una metratura di di 17.100 mq con una capienza massima e teorica di 68.400 ; 3) Piazza san Giovanni ha una superficie di 39.100 mq, con una capienza totale, quindi, di 156.000 persone. Direi che è arrivato il momento di non dare più i numeri... Marco B. MANIFESTARE A ROMA, QUANDO I PARTITI DANNO I 'NUMERI' - La fisica, con il principio della impenetrabilità dei solidi, insegna che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio. Eppure c'é chi ritiene che questo classico teorema non si applichi alle persone, soprattutto se convocate in un determinato luogo ad esprimere pubblicamente la loro opinione politica. Fuor di metafora: quando si tratta di conteggiare i partecipanti alle manifestazioni, i partiti "danno i numeri"...
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