Prima del Ventennio: cronache di intolleranza e squadrismo nel Monfalconese di fine Ottocento

Noi abbiamo questa immagine del vecchio Impero asburgico come di un meraviglioso mosaico di popoli.  Dove italiani, sloveni, tedeschi, ungheresi vivevano tutti insieme appassionatamente, l'imperatore Francesco Giuseppe che vegliava su tutti, e le lingue e le identità di ciascuno venivano rispettate. E in parte è vero. In verità, se andiamo a stringere l'obiettivo, se andiamo a guardare cosa succedeva davvero tutti i giorni, ad esempio nel Monfalconese e anche a Ronchi, scopriamo che la realtà era un bel po' più spigolosa. Nei documenti e nelle cronache troviamo episodi che, a leggerli oggi, mettono i brividi. Roba che noi chiameremmo squadrismo bello e buono, ma vent'anni prima che nascessero i fasci di combattimento! Un'intolleranza becera verso gli sloveni e verso l'uso stesso della loro lingua. I giornali dell'epoca non facevano una piega. Anziché inorridire davanti alla violenza, si schieravano apertamente, senza il minimo pudore, dalla parte di chi mena...

Con il patto di "Capodistria"si ampliano i controlli italo sloveni contro i migranti,ma niente muro



A Capodistria si è svolto l'incontro del Comitato congiunto Friuli Venezia Giulia-Slovenia e copresieduto da Fedriga e dal vicepremier e ministro degli Esteri della Repubblica di Slovenia, Miroslav Cerar oltre a diversi assessori. Si è parlato soprattutto ma non solo di immigrazione. Sarebbe emerso, come riporta il sito di Radiocapodistria, che Schengen non si tocca, non ci saranno ridicoli muri, neanche di una trentina di Km, ma verranno invece ampliati i pattugliamenti misti italo sloveni anche attraverso l'ausilio di tecnologie, come telecamere o droni. Si tratta di palliativi che non serviranno a fermare ciò che non potrà mai essere fermato, anche se ci stanno provando in tutti i modi, in Croazia si è sparato contro i migranti, incidente o meno che fosse, è successo, tra la Croazia e la Bosnia la situazione è agghiacciante, e a Trieste di migranti ne sono passati ed entrati a migliaia in questo 2019.  Insomma, quello che può essere chiamato come il patto di " Capodistria" non porta nulla di nuovo all'orizzonte, si parla principalmente di espulsione, di pattugliamenti contro i "clandestini" ma l'accoglienza non sembra essere più all'oggetto dell'ordine del giorno, né in Italia, né in Slovenia.
mb

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