Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta spagna

I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Non chiamatela piramide degli italiani, ma piramide dei legionari di Mussolini

Immagine
Anche le cose hanno un loro nome. I nomi servono a plasmare l'identità delle cose, dei luoghi, un nome è espressione di una storia e quando si ha a che fare soprattutto con la storia del '900, dove con la dialettica dell'ambiguità si può mascherare una realtà innegabile e che per ragioni di comodo non si vuol evidenziare, si rischia solo di fare della confuzione. Fatto notorio è che la Piramide fascista eretta in onore dei caduti mandati da Mussolini a sostenere l'altro dittatore, Franco, dopo un periodo di declino, non verrà demolita. Nulla da obiettare su ciò. Alcune espressioni monumentali è bene salvaguardarle, soprattutto per non dimenticare. Poi, però bisogna capire cosa si vuole ricordare e cosa non si deve dimenticare. La Piramide in questione è impropriamente nota come la Piramide degli italiani, sorta a Puerto del Escudo, nella provincia di Burgos, è dedicata ai camerati che persero la vita in quella feroce battaglia,  Questo il comunicato dell'Agosto 1937...

I venerdì catalani per l'indipendenza

Immagine
Il calendario è fitto e ricco di impegni. Tutti i venerdì sino a fine anno sono già stati calendarizzati con le camminate catalane per l'indipendenza, per la democrazia, per la libertà. C'è chi ha osato dire che gli scontri di queste settimane verificatosi soprattutto nella capitale catalana, Barcellona, siano stati anche di portata maggiore rispetto al terrorismo basco. Cosa sconcertante che lascia trapelare che cosa si profila all'orizzonte in una Spagna che è chiamata alle urne. La Catalogna chiede democrazia, solo un referendum consultivo popolare potrà far sapere cosa vogliono i catalani. Ad oggi si è data la possibilità di votare e con fatica solo al 43% dei catalani. La situazione è tesa alle stelle come non mai. Si profila una situazione da rischio di guerra civile in una questione che è tutt'altro che affare "locale" e spagnola, ma di interesse generale e certamente europeo. Ma l'Europa, al momento, continua a far finta di nulla, mentre in Cat...

Dall'attentato dell'ISIS,alle condanne a 100anni per gli indipendentisti. Ma la Spagna ha già perso la Catalogna

Immagine
Nulla è casuale in tutto ciò che accade in questi ultimi anni in Catalogna. Il 17 agosto del 2017 si consuma l'ultimo grande attentato dell'ISIS in Europa. Accadrà a Barcellona. Cosa che nessuno forse si aspettava a livello di opinione pubblica, anche se il livello d'allerta era alto, talmente alto che nella zona dove accadde il fatto, sulla Rambla, non c'era neanche un New jersey, un controllo serrato, niente.  C'è stato lo scarica barile, alla fine chi ha pagato il prezzo sono state le vittime di quel tremendo attentato del 17 agosto del 2017. 15 morti a Barcellona e 130 feriti. Una strage. Qualcosa non quadrava in quel tempo. Il pensiero di tanti è stato che quel fatto non è stato impedito perchè serviva a destabilizzare la Catalogna. Il re di Spagna, l'odiato re dai catalani, per due volte, in relazione a quel fatto, si recherà a Barcellona. L'attentato avverrà a poche settimane dall'evento storico che porterà Barcellona e la Catalogna su tut...

Dopo il #1Oct la Catalogna si spaccherà? Una riflessione con diversi punti interrogativi

Immagine
Ora arriva il difficile. Il difficile dopo il catastrofico primo ottobre 2017 che rimarrà impresso nella storia d'Europa per quanto accaduto in Catalogna, appartenente al Regno di Spagna. Quasi mille feriti, un centinaio circa di denunce, violazioni delle più basilari regole democratiche, per una testardaggine governativa che ha ottenuto l'effetto di rinforzare l'indipendentismo non solo catalano ma risvegliare anche quello basco. Un capolavoro, nulla da eccepire. Ma ora arriva il difficile. La Catalogna ha vinto la sua prima battaglia, lasciando sul campo centinaia di feriti e ferite ma l'immagine della Spagna ne è uscita semplicemente demolita. Rimarranno nella storia le manganellate contro i vigili del fuoco, le lacrime della polizia catalana, le teste spaccate degli anziani, le scuole occupate dalle famiglie. Non si potranno cancellare in fretta. Fatti talmente gravi che due attacchi dell'Isis, quello a Marsiglia e quello in Canada sono passati inosservati. ...

Referendum #1Oct si lotta per la democrazia nel Regno di Spagna che ha indignato il mondo

Immagine
Proiettili di gomma, spintoni, cariche, seggi occupati, porte sfondate, vie sfollate. La Catalogna è stata occupata dalla Polizia spagnola. I catalani lo hanno gridato a gran forza. A mani alzate e con il foglio su cui votare, stampato a casa, hanno cercato di esercitare un loro diritto. Il referendum era incostituzionale? Avrebbero dovuto gestire il tutto tramite le vie della democrazia. Tanto nessuna indipendenza ci sarà, per ora, e  non ci sarebbe stata anche nel caso di una votazione ordinaria. E' stato detto che se l'indipendenza non sarà consensuale non ci sarà. Il divorzio consensuale è difficile nella causa catalana. La reazione spagnola ha avuto l'effetto di peggiore la situazione, risvegliare nazionalismi di varia natura, da quello catalano a quello basco a quello spagnolo. Si è lottato soprattutto per una bandiera ma prima di tutto per la democrazia. Quella negata alla Catalogna. L'esito del voto sarà irrilevante, quello che conta è il gesto. E la Catalog...

L'indipendenza della Catalogna sarà inevitabile perchè sono soprattutto i giovani a volerla.Non vogliono la monarchia

Immagine
A prescindere dal fatto che sia giusto o non giusto staccarsi dal Regno di Spagna, c'è una questione che mi pare sia sfuggita e non analizzata a dovere. I giovani. Sono soprattutto i giovani a volere l'indipendenza e questo è un fattore che prima o poi farà la differenza. I giovani non vogliono vivere in un Paese dove esiste ancora la monarchia ed allora se la monarchia non cade saranno loro a lottare perchè la Catalogna vada via, via dal Regno di Spagna.  Ci sono tante questioni, economiche, soprattutto, politiche, di nazionalismo, storiche, etiche, che vanno prese seriamente in considerazione. Non è la Catalogna a tremare ma il Regno di Spagna, la Spagna senza la Catalogna sarà più debole. Il primo ottobre voteranno, esprimeranno al mondo intero la loro idea, la loro volontà, verrà dichiarato al mondo che chi ha potuto votare ha votato per l'indipendenza da una Spagna che non ha saputo dialogare e gestire politicamente una partita delicata. Dei compromessi sarebber...

A pochi giorni dal voto in Catalogna il capo del governo spagnolo vola negli USA

Immagine
Il primo incontro bilaterale tra il governo spagnolo e quello americano cade nella settimana più calda della recente storia spagnola, quella che si concluderà con l'ipotetico voto della Catalogna per l'indipendenza.  Rajoy e Trump si erano già sentiti tre volte dopo la vittoria elettorale di Trump. L'ultima volta che si sono sentiti ufficialmente è per le condoglianze americane per l'attentato del 17 agosto.  Sarà un caso che questa prima visita bilaterale cade proprio in questi giorni? Che vedono la Spagna e Catalogna precipitare in una situazione di guerra civile?   Quello di cui ufficialmente si parlerà saranno questioni economiche, gli USA sono la prima destinazione per le esportazioni spagnole fuori dall'area UE. Il volume commerciale bilaterale è aumentato gradualmente negli ultimi anni, raggiungendo i 24.344 milioni di euro nel 2016. Gli Stati Uniti sono il primo investitore in Spagna, con un titolo nel 2015 di 50.046 milioni di euro. La pre...

Dal monastero di Santa Maria de Montserrat omelia contro la repressione della Spagna

Immagine
Padre Sergi d'Assís dallo storico monastero di Santa Maria de Montserrat ha pronunciato delle parole che hanno avuto eco importante non solo nella Catalogna ma anche in tutta la Spagna. Omelia di carattere politico, perchè la difesa dei diritti civili è atto politico. Cosa ha detto Sergi d'Assis?    Abbiamo visto come sono stati minacciati e in alcuni casi come i diritti fondamentali sono stati violati: il diritto di riunione, della libertà di espressione, sono stati lesi come diritto, come il diritto di essere consultato. Noi dobbiamo dire no alla repressione, dobbiamo mirare alla libertà ed al rispetto dei diritti più fondamentali, e se qualcuno ha dei dubbi, prenda la Dichiarazione dei diritti umani; per esempio, l'articolo 19 sulla libertà di espressione Atto significativo, che probabilmente non sarà l'ultimo che arriverà dalla società composita catalana in quella che si appresta ad essere una delle settimane più calde della recente storia catalana e spa...

JP Morgan sulla Catalogna: maggiore autonomia e revisione della Costituzione spagnola

Immagine
dispiegamento polizia spagnola a Barcellona Interviene la nota agenzia di rating JPMorgan e quando queste realtà aprono la bocca le orecchie devono essere ben sintonizzate, visto che il sistema economico nel quale ci troviamo è quello capitalistico e visto che loro sono parte vitale di questo sistema. La notizia arriva da El Periodico che come è noto si è schierato totalmente a favore dell'indipendenza catalana.  "L'agenzia di rating JP Morgan ha detto in una nota  che è necessaria un'offerta di " maggiore autonomia per la Catalogna " e "f orse una revisione completa della Costituzione ". Queste due offerte potrebbero aiutare a " riaprire il difficile canale di comunicazione " tra Stato e governo regionale, dopo il 1 ° ottobre. " Dal nostro punto di vista, con più concessioni da Madrid, la Catalunya si avvicinerà allo situazione di uno stato semi indipendente in una condizione federativa , quindi non ci sarebbe molto...

In Catalogna vincerà il sì grazie alla repressione ma non ci sarà l'indipendenza

Immagine
Camminando per Barcellona si vedevano bandiere tipiche catalane, manifesti per il sì, ma la sensazione che si aveva, prima dell'attentato maledetto del 17 agosto, era un non pieno coinvolgimento emotivo di tutta la cittadinanza, anzi parlando con diversi catalani mi era stato fatto presente che in molti stavano cambiando idea. Idea contro l'indipendenza che altro non è che un processo nazionalista ed i nazionalismi, piccoli o grandi che siano, sono una brutta bestia, la peggiore del '900 che va domata in questo turbolento terzo millennio. Il nazionalismo ti spinge a sentirti migliore del tuo vicino, superiore, ti spinge al razzismo e la questione dell'indipendenza, passando per la via della democrazia fantomatica, si trasforma in isteria, in tifo da stadio. Si diventa ultras. Sì, è vero, ci sono istanze storiche che hanno un fondamento politico importante. Ma il processo catalano si colloca fuori dalla storia, così come fuori dalla storia è la monarchia spagnola ...

La Spagna non riuscirà ad arrestare il Referendum della Catalogna. Ma in Italia come ci si comporterebbe?

Immagine
Le reazioni, nel senso proprio di reazione, del governo centrale di Madrid contro l'autonomia catalana non devono stupire. Erano state annunciate. Certo che se avessero usato la stessa mano pesante per prevenire gli attentati del 17 agosto, visto che il livello di sicurezza era il quarto, chissà che storia si racconterebbe oggi.  La Spagna ha definito il referendum del 1 ottobre  # 1Oct2017 # ReferèndumCAT illegale e chi lo sostiene viene considerato come un delinquente, dunque verrà sanzionato pesantemente. Colpiscono i vertici e la base, si finirà in galera, si commissarierà l'autonomia catalana, si invierà forse anche l'esercito. Ma la strada intrapresa dalla Spagna sarà fallimentare. Il popolo catalano scenderà in piazza, resisterà e la repressione ha l'effetto di favorire il processo dell'indipendenza. Andava gestita politicamente questa situazione, democraticamente, ma così non è stato. In Catalogna voteranno. Vincerà il sì. E quello che sarà poi no...

Se la Spagna ha paura della democrazia. La dura repressione contro il referendum in Catalogna #Ref1oct

Immagine
La Spagna ha paura della democrazia. Democrazia significa garantire al popolo la libertà di votare, autodeterminarsi, di scegliere, votando. Votando. Qui non è tanto una questione se sia giusta o non giusta l'indipendenza della Catalogna. Che non nasce da ieri, come processo storico. Ma è una questione di democrazia. La Spagna ha alzato il pugno duro. Definendo come illegale il referendum del 1 ottobre ed attuando una serie di misure intimidatorie e repressive senza precedenti. Dalla chiusura dei siti internet, all'intimazione a non collaborare pervenuta ai 700 e più sindaci catalani, in caso diverso rischiano l'arresto fino ad otto anni di galera, alle intimazioni fatte pervenire ai funzionari e scrutatori che dovrebbero operare per garantire la riuscita del referendum. La Catalogna resiste. Chiuso il sito internet, se ne apre uno nuovo dopo il sequestro di quello principale Non si voterà nei locali delle municipalità? Si voterà nelle scuole.  E si manifesta per le...

Cari amici spagnoli e catalani. Altro che indipendenza, lottate contro la monarchia

Immagine
Paese che vai, processi, piccoli o grandi che siano, di rivendicazioni identitarie e storiche particolari che troverai. Così è in Italia. Dal movimento triestino, oggi ridotto ai minimi termini, che rivendica la costituzione del Territorio libero di Trieste, a quello sardo, da quello siciliano a quello veneto. Lo stesso in Spagna. Che ha conosciuto situazioni ad alta tensione per lungo tempo con vicende drammatiche. Il separatismo basco come dimenticarlo?  Un territorio, quello della Spagna, che contiene diverse contraddizioni ma che trovato il compromesso nella importante autonomia riconosciuta tramite la Costituzione a diverse realtà. Come la Catalogna. Territorio di circa 7 milioni di abitanti che ha un processo indipendentista importante che dura fin dai tempi dei decreti di Nueva Planta con i quali la Catalogna perse la sua sovranità. Madrid e Barcellona, intendendosi per Madrid il sistema di potere centrale e Barcellona la Catalogna sono ai ferri corti, anzi cortiss...

L'attentato del 17 agosto a Barcellona avrà delle ripercussioni sul processo di indipendenza della Catalogna?

Immagine
Quello che è accaduto il 17 agosto a Barcellona è ben noto a tutti anche se ci son voluti diversi giorni per capire bene le dinamiche di quel maledetto attentato che ha sconvolto il cuore della capitale della  Catalogna. A Barcellona vi è un nazionalismo molto forte, sono catalani e non spagnoli e queste divergenze sono emerse anche per i fatti del 17 agosto. Vi è stato chi ha diviso le vittime in spagnole e catalane provocando l'ira di diversi spagnoli, vi è stato uno scontro forte tra la polizia di Barcellona e quella di Madrid, senza alcun passaggio "diplomatico", Madrid aveva dato per chiuse le indagini per Barcellona invece dovevano andare, a ragione, avanti. Il re, perchè la Spagna è ancora un regno, cosa che molti si dimenticano,  è venuto, dopo il 17 agosto, con la regina due volte a Barcellona e qualche contestazione non è mancata, ovviamente. Camminando per la città è difficile non vedere bandiere della Catalogna, striscioni e manifesti a sostegno dell...

Prosegue il cammino artistico di Laura in Spagna

Immagine
Dopo quella che è stata definita come la terza puntata dell’Open Mind “Harthaware” a Las Palmas con la partecipazione della modella e artista made in Guinea Isabelle Aguilar Diallo, Laura è stata invitata il 3 ottobre ad esporre alla Monumental di Barcelona da ACAB per presentare il nuovo progetto fotografico Hearthaware, e le sue fotografie, si appresteranno a fare un lungo viaggio per giungere nella lontana ma affascinante Buenos Aires, nel Salon Performatico Ituzaingó. Città che ha conosciuto una forte immigrazione di italiani e che in questa nuova epoca di precarietà totale, continua a sussistere sia nel Vecchio Continente che oltre. L'Italia è un Paese che lascia poco spazio all'arte che nasce dal basso, senza raccomandazioni e fuori dai circoli tipicamente "borghesi". Valigia in mano, determinazione e voglia di far emergere la propria prospettiva di vita, a colpi di scatti e catturare immagini, sensazioni, emozioni che possano nella frenetica ed esasp...

Arriva l'estate ma anche il ritornello sulla Grecia

Immagine
Le peggiori cose accadono sempre in estate. Ma oramai la gente lo ha capito e la vigilanza sussiste anche durante il periodo estivo che in questo 2013 vedrà milioni di persone solo sognare le sospirate vacanze. Già, la vacanza è andata in vacanza. E' nuovamente partita la strategia anti-dipendenti pubblici, anti-pubblico. Probabilmente perché sarà il miglior modo per fare cassa e nello stesso tempo per privatizzare nuovi servizi in linea con la strategia Europa 2020. Come già detto e scritto il decreto del fare se da un lato prevede lo sblocco di alcune opere, interventi nel settore dell'edilizia, nello stesso tempo prevede tagli nel settore dei servizi esternalizzati della scuola. Ma questo sarà solo l'inizio, le indicazioni d'altronde sono emerse da tempo. Ed ecco che si continua a paragonare l'Italia o cercare di assimilare la situazione italiana a quella greca. Grecia, vittima scelta sacrificale per incutere timore. Si dice che i dipendenti pub...

Dal monumento fascista di Vibo Valentia a quel Ronchi dei “Legionari”

Immagine
pubblicato su bora.la La Spagna ha recentemente rimosso tutte le statue di Francisco Franco, anche se a dire il vero qualche via intitolata ai fascisti di Franco esiste ancora, a Brescia invece ha creato grande scalpore la proposta del PDL locale di ricollocare, a pochi metri da piazza della Loggia, il Bigio ( nominativo ufficiale Era fascista ), un nudo maschile in marmo di Carrara, realizzato ed eretto nel 1932 per essere rimosso solo dopo la Liberazione, nel 1945 . Una statua che era molto cara al dittatore Mussolini. In Calabria, a Vibo Valentia, invece vi è di più. Luigi Razza, nato a Monteleone di Calabria (oggi Vibo Valentia), è stato redattore del Popolo d'Italia e segretario dei Fasci d'azione di Milano. E' stato Deputato (dal 1924), divenne segretario e poi presidente della Confederazione dei sindacati fascisti dell'agricoltura (1928-33) e membro del Gran Consiglio del fascismo . Fu ministro per i Lavori pubblici per Mussolini (1935); mor...

E' guerra, l'Europa del Sud è sotto attacco

Immagine
L'Europa del Sud è palesemente sotto attacco. Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro,Italia, e p aesi confinanti, come Slovenia, la Croazia, Cipro, sono letteralmente sotto un violento attacco. Nè bombe, né missili, né rifugi sotterranei ma Borse, numeri e cifre, banche, fallimenti, protesti, debiti e ricatti. E' una guerra all'interno del capitalismo tramite lo strumento più sconosciuto, fino a qualche anno addietro, ora servito su ogni tavola di ogni cittadino di questa Vecchia Europa, ovvero quello della finanza e dei mercati. Nessuna crisi del capitalismo, ma solo guerra nel capitalismo con l'inevitabile effetto del massacro sociale che colpisce i popoli, così come accaduto in ogni tradizionale guerra. Fame e povertà, disperazione e depressioni e vittime. Ciò per quell'effetto collaterale e prevedibile della disperazione, della depressione, della guerra tra poveri o di condizioni di lavoro sempre più disumane o della perdita di ogni fiducia e ...

Un confronto con Bifo sulla “crisi” ed il M5S

Immagine
Franco l'ho conosciuto a Bologna durante la mia lunga permanenza in quella splendida città, avevo in mente di contattarlo per confrontarmi con lui sulla così detta crisi del capitalismo, che a parer mio non è una crisi ma altro, ovvero una guerra tra capitalisti e nel capitalismo che ha lo scopo di annientare i diritti sociali conquistati anche dai lavoratori per realizzare una sorta di appiattimento di tali diritti, una guerra che sarà però micidiale per i lavoratori, per chi il lavoro lo ha perso od ha smesso di cercarlo, una crisi, che crisi non è, che uccide ogni atto critico figlio di quel 68 che tanta paura ha creato al sistema. Una domanda, due domande, poi ho pensato perché non realizzare una sorta di intervista? Franco, detto Bifo, ha partecipato al movimento del '68 nella facoltà di lettere dell'Università di Bologna, ha aderito a Potere Operaio, gruppo della sinistra extraparlamentare di cui diviene figura di spicco a livello nazionale. Nel 1970 pubbli...

Vogliamo parlare del lavoro o no?

Immagine
Prima perché si era in campagna elettorale, ora perché si deve capire di che governo morire, ma l'Italia continua a vivere l'allarme degli allarmi, l'emergenza ordinaria del lavoro che non c'è, con una indifferenza surreale. In Spagna si è superato il record di ben 5 milioni di disoccupati. In Italia l'ISTAT ha recentemente reso noto che a gennaio 2013 gli occupati sono 22 milioni 688 mila, in calo dello 0,4% (-97 mila unità) rispetto a dicembre 2012. Su base annua si registra una diminuzione dell'1,3% (-310 mila unità). Il calo dell'occupazione riguarda sia gli uomini sia le donne. Il tasso di occupazione è pari al 56,3%, in calo di 0,3 punti percentuali nel confronto congiunturale e di 0,7 punti rispetto a dodici mesi prima. Mentre il numero di disoccupati, pari a 2 milioni 999 mila , aumenta del 3,8% rispetto a dicembre (+110 mila unità). Su base annua si registra una crescita del 22,7% (+554 mila unità). La crescita della disoccupazione r...