Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

E' iniziato l'autunno egiziano contro la dittatura, intanto l'Italia continua a fare affari con l'Egitto

Dalla rete, alla piazza. Il passo è stato breve. Era da tempo che in Egitto non si vedevano manifestazioni di piazza contro il regime. Migliaia di persone sono scese per le strade della capitale e in altre località minori. Il tutto, ricordiamolo, è iniziato con i segreti di Mohamed Ali . Il quale sta denunciando una serie di atti di corruzione, di ingiustizie commesse dall'attuale dittatura militare egiziana.  Il via libera per scendere in piazza è stato dato con il bollino rosso, con il quale ha chiesto in sostanza al popolo di unirsi, di condividere il bollino rosso nei propri profili per far cadere l'attuale dittatura. 
E' evidente che una siffatta operazione non nasce dal nulla, che è stata preparata meticolosamente nel tempo e che ha anche sostegno esterno all'Egitto, altrimenti non sarebbe possibile. Basta pensare che in pochissimi giorni si è arrivati ad un milione di persone che seguono i segreti di Mohamed Ali. Una cosa impressionante. In Egitto, ne abbiamo dato notizia prima di tutti qui in Italia, è iniziato un processo importante, vedremo come evolverà. E' interesse di tanti che questa dittatura vada via, sperando nell'affermazione di un processo democratico, che andrà costruito in modo compiuto, con il quale si possa ad arrivare ad avere verità e giustizia per chi verità e giustizia non l'ha avuta ed è stato ammazzato da quel regime criminale. Ricordiamo che l'unico presidente democraticamente eletto, Morsi, è stato fatto fuori con un colpo di Stato, incarcerato, e "ucciso" in carcere.
Dittatura con cui l'Italia, intanto, continua a fare affari. Mentre in Egitto stanno iniziando a scoppiare le rivolte, viene diffusa la notizia dell'ennesimo accordo stipulato tra Italia ed Egitto, che è il terzo paese commerciale per la terra di Cleopatra. Un accordo per realizzare dieci silos agricoli verticali e applicare il sistema di tecnologia dell'informazione e della comunicazione (TIC) per migliorare il settore della gestione del grano a un costo di 360 milioni di EGP.  L'accordo rientra nell'ambito della terza fase del programma IEDS (Debito Swap Italia-Egitto).  L'accordo è stato firmato dal ministro degli investimenti e della cooperazione internazionale Sahar Nasr e dall'ambasciatore italiano al Cairo Giampaolo Cantini insieme al presidente della holding egiziana per silos e stoccaggio (EHCSS) Sherif el Basili alla presenza del ministro delle forniture Ali el Meselhi.
L' accordo rientra nella terza fase dello IEDS, che mira a ridurre il debito estero dell'Egitto nei confronti dell'Italia.  Il valore totale del programma ammonta a 350 milioni di euro, ed è stato evidenziato che conferma "le strette e profonde relazioni strategiche ed economiche tra Egitto e Italia."  La verità, per Giulio, intanto, può continuare a non essere una priorità. L'unica cosa certa è che fino a quando ci sarà questa dittatura, difficilmente ci potrà essere verità e giustizia, fino a quando ci sarà questo modo di comportarsi con questo Egitto, difficilmente ci potrà essere verità e giustizia per Giulio. Lo è stato detto in tutte le lingue.
 
mb

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