Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Ci sarà il governo del Presidente, tra i due litiganti si salverà solo Conte?



Da quando si è insidiato questo governo, il gialloverde, è stato in costante campagna elettorale, hanno fatto da maggioranza e minoranza, da governo e opposizione, con il resto, a guardare. Spalletti, prima di essere esonerato dall'Inter disse che a furia di dire che piove, alla fine arriverà la pioggia. Alla fine è stato esonerato. La politica non è il calcio, ma per come vanno le cose, un temporale è in arrivo per questo governo. Ma vuoi vedere che tra i due litiganti, Di Maio, e Salvini, chi si salverà sarà Conte? L'unico rispettato in modo unanime all'estero, si è mosso di lato, in modo silenzioso, e quando doveva dire la sua, l'ha sempre detta. E' stato da tutti definito come uno che non contava niente, una marionetta. Salvini, come osservato dai più ha perso le elezioni in Europa, nel senso che non ha vinto alcun fronte nazionalista. La barriera Italia, Francia, Polonia e Ungheria, non conterà nulla, in Italia, invece, ha percentuali da governo importanti, Di Maio ne è uscito ridimensionato in modo enorme, e se oggi si andasse a votare forse ci troveremmo un governo ultranazionalista. Ma l'Europa non lo permetterà mai, farà prendere tempo, d'altronde ci sono manovre economiche importanti da attuare, anche dolorose, scelte impopolari, ed un governo del Presidente con un nuovo incarico a Conte, con una maggioranza da costruire in Parlamento, con un Parlamento appena eletto che tutto vuole tranne che perdere i benefici economici appena maturati e da maturare, è tutt'altro che uno scenario impossibile.

mb

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