La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

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Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

Ma dal giorno dopo le Europee i media parleranno ancora del problema neofascismo?

Lo si sapeva che la campagna per le politiche di queste europee, almeno in Italia, sarebbe stata incentrata sull'aspetto neofascismo. Non si parla di riforma dell'Europa, non si discute su quale debba essere l'idea di Europa, sui mali di una Europa che è stata causa dei propri problemi, in gran parte irrisolti e irrisolvibili. Non si discute del progetto del sovranismo europeo che dovrebbe portare alla creazione degli Stati Uniti d'Europa, cioè all'idea di Europa come Nazione, non si discute del problema capitalismo, dei vari volti del liberismo. 
No. Il bivio è dato nella sua massima semplificazione o scegliere il rischio di neofascismo con i nazionalismi , o superamento del secolo breve, con l'Europa unita nella sua diversità. Poi, quello che sarà, sarà con questa Europa, l'importante è difendere l'architettura base. Questo in soldoni quello che sta accadendo. Ora, l'Italia ha certamente pagato una mancata Norimberga, ha democratizzato il fascismo, per debellare il pericolo "rosso", ha subito lo stragismo neofascista negli anni '70, Bologna, Milano, Brescia, Peteano, le bombe sui treni, ha rischiato colpi di stato. Non siamo, grazie al cielo, oggi, in quelle condizioni, in quel clima, e si spera di non ritornarci, il neofascismo di oggi c'è, è stato per lungo tempo sottovalutato, è stato sdoganato al punto che non ci si nasconde dietro più un dito, oggi si rivendica l'essere fascista, con orgoglio. Le leggi in materia non sono mai state applicate in modo rigoroso,anzi, ma prima che della questione legale, il problema è sociale e culturale, è politico. Questo è il momento giusto per chiudere i conti con il proprio passato, in modo rigoroso, negando ogni agibilità democratica ai neofascismi, come successo a Torino, condannando i nazionalismi, e facendo piazza storica pulita in tal senso, senza se e ma, come hanno fatto in Spagna, e l'elenco è lungo, basta vedere le vie delle proprie città o le scuole a chi sono spesso dedicate, a personaggi come Cadorna, Diaz, Duca d'Aosta, Timeus, D'Annunzio,che andrebbero bandite. A cent'anni dalla marcia su Roma rischieremo di fare i conti con un passato che speravamo di non vivere più. E ciò che si auspica è che dal giorno dopo il 26 maggio, dopo le Europee, si continuerà a contrastare il problema neofascismo come lo si sta facendo oggi, perchè se il "problema" è emerso solo per ragioni funzionali a logiche elettorali, si compierà un gravissimo errore.

mb

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