La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

Alla ricerca del nuovo inno per l'Unione Italiana e la comunità italiana in Croazia e Slovenia

Diventato formalmente inno d'Italia solo con la legge nº 181 del 4 dicembre 2017, riconoscendo il testo del «Canto degli italiani» di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale proprio inno nazionale. L'Unione italiana e la Comunità nazionale italiana autoctona in Croazia e Slovenia, andranno alla ricerca di un nuovo inno. Lo Statuto dell'Unione Italiana di Fiume, all'articolo 6, l'Unione italiana e la Comunità nazionale italiana autoctona in Croazia e Slovenia hanno come proprio simbolo il tricolore storico italiano e cioè la bandiera della Nazione Madre, la Repubblica italiana, e come proprio inno il "Canto degli Italiani" e cioè l'Inno della Nazione italiana, conosciuto come "Inno di Mameli". Come riporta il Piccolo, «Sappiamo che l'inno dell'UI non viene intonato da nessuna parte-ha spiegato Tremul il presidente dell'UI -poiché è anche l'inno di uno Stato, nonostante esso sia riconosciuto come nostro dalla Costituzione e dalle leggi croate. Quindi secondo me dovremmo cambiarlo, adottando forse il "Va, pensiero"».

Certo, l'inno d'Italia non è proprio il massimo in alcuni suoi passaggi a dir poco anacronistico ed espressione di un tempo che grazie al cielo non esiste più, anche se i venti di oggi, sembrano soffiare verso quel ritorno ai nazionalismi beceri del passato che solo disastri hanno comportato nella storia dell'umanità. Il punto è se può una realtà associativa avere come proprio inno, l'inno di un Paese? E' una questione di opportunità,quell'opportunità che a quanto pare, come è stato evidenziato, ha portato ad annullare l'inno in questione, per ragioni "diplomatiche". 
Quindi, se così è, e così è stato, probabilmente l'errore venne commesso ab origine. Quando si decise di far coincidere l'inno dell'associazione con quello, ufficioso allora, ufficiale dal 2017, della Repubblica italiana. Si propone Va pensiero. Inno anti-austriaco, inno del primo maggio, per come adattato dall'anarchico Gori, inno della Lega nord,per l'indipendenza della Padania, in Italia. Insomma, anche "Va pensiero" rischierebbe di prestarsi a strumentalizzazioni.  E perchè non l'inno alla gioia, europeo? Visto che alla fine dei conti siamo tutti nella stessa casa comune che si chiama Europa? Oppure, non sarebbe meglio, a questo punto, proporre un nuovo inno? Lanciare un concorso di idee, che possa coinvolgere i più? Per una realtà che vanta come soci effettivi maggiorenni 37.444, di cui 3.099 in Slovenia e 34.345 in Croazia?Un pò di modernità non nuoce a nessuno, anzi...

mb

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