Il Niente Sovrano e la Trincea della Bellezza

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Non sarà l'arte a salvarci dal naufragio della storia, ma rimarrà l'ultima trincea, l'ultimo rifugio dell'anima. Viviamo nel crepuscolo delle grandi ideologie, in un millennio dove la globalizzazione ha cannibalizzato il pensiero, portando il consumismo alla sua ennesima, feroce potenza. Da un lato assistiamo al boom osceno e indomabile delle diseguaglianze sociali; dall'altro, l'arte contemporanea vaga come un fantasma, interrogandosi sul proprio senso dentro una società sbandata, cieca, che consuma l'esistenza alla giornata. Questa non è anarchia creativa: è il trionfo del vuoto assoluto. Un nichilismo sistematico che annichilisce ogni visione prospettica. L'ossessione dell'originalità a tutti i costi ha prosciugato le sorgenti della creatività differente, e l'arte, drammaticamente, si è adeguata. Si è sottomessa, facendosi merce tra le merci, un feticcio speculativo il cui unico scopo è alimentare i flussi del capitale. Una banana brutalmente ...

In Europa si parla di sovranità europea, in Italia di autonomia regionale,in FVG di ritorno alle province


Se in Europa si discute di sovranità europea, sul modello degli USA per diventare, quindi, USE, Stati Uniti d'Europa, con gli stati che avranno la propria autonomia, ma rimetteranno alcune materie alla sovranità decisionale europea in modo fermo, a partire dalla difesa, in Italia, si riaccende il dibattito sull'autonomia delle regioni. Ed in FVG, invece, sulle province. Non avendo potuto sopprimere le regioni a statuto speciale, cosa desiderata da tanti invidiosi che spesso ignorano il senso storico di questa specialità che ancora oggi ha ragione di esistere, non avendo potuto abrogare le regioni, nell'Italia dei Comuni, si è deciso di rincorrere il modello dell'autonomia regionale, che in un Paese disastrato come il nostro, rischia di essere una catastrofe per quelle più povere. Però, a dirla tutta, questa grande solidarietà, sino ad oggi, salvo l'assistenzialismo, dove è stata? 
Chi l'ha vista? Il concetto dell'autonomia non è sbagliato, ma rischia di esserlo se può essere da facilitatore per le diseguaglianze. 
Come in un gioco a scatole cinesi, in FVG, invece, dove l'autonomia non sempre viene usata in modo eccellente, vedi il disastroso sistema delle Unioni Territoriali Intercomunali. Chi ha frantumato il territorio in FVG è chi ha fatto le 18 UTI. Chi ha spaccato l'Isontino, che non conta niente da anni, è chi lo ha diviso in due UTI. Ora, in, FVG, non sanno che fare. Chi guarda al modello delle province autonome di Trento e Bolzano, inapplicabili in FVG visto la storia di questa regione, chi vuole il ritorno alle vecchie quattro province, chi cinque, chi tre. I numeri, alla fine, non mancano. L'importante è sbarazzarsi delle UTI. Una regione, quella del FVG, nata nel 1963, ha affrontato mille peripezie in un '900 travagliato come non mai, circondata da Austria e Slovenia e da un Veneto sempre più vorace e dall'Alto Adriatico. 215 i Comuni, una regione di poco più 1 milione di abitanti, che deve interrogarsi sul fatto se un futuro lo avrà e di che tipo sarà. Intanto, meglio discutere di ritorno delle province. Che, come è noto, appassiona molto i cittadini, soprattutto quelli senza lavoro, che devono fare ore di fila al pronto soccorso, o che non possono iscrivere i figli a scuola per carenza di spazi.
mb

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