Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

A Gorizia la vergogna si ripete.Si celebrano i collaborazionisti dei nazisti.Si vieta per prima volta presidio ANPI

Ci risiamo. Quello che ogni anno continua a far discutere, indignare, che continua a far uscire Gorizia dal sonno dell'indifferenza nazionale si ripete. Visto che di Gorizia nei media nazionali si parla o quando i migranti vengono sbattuti in mezzo alla strada, o quando si verificano iniziative "nostalgiche" di un periodo che nessuno vorrebbe più vivere e conoscere. E come sempre si riceverà in Comune una delegazione rappresentante la X Mas, che storicamente furono collaborazionisti dei nazisti, celebrati da queste parti per aver combattuto contro i partigiani jugoslavi che libereranno la città il primo maggio del 1945. Dicono che lo fecero per l'italianità di Gorizia. Ma in verità in quel tempo Gorizia non apparteneva più all'Italia, apparteneva al litorale nazista tedesco, Operationszone Adriatisches Küstenland  e combatterono contro partigiani "slavi" e "comunisti" noti nel volgo come titini. Questa vergogna, in una città che ha dato il suo contributo alla resistenza in modo importante e che ha conosciuto persecuzioni tremende a partire contro gli sloveni, come l'assalto al Trgovski dom al grido di viva l'Italia il 4 novembre del 1926,  si ripeterà anche in questo gennaio del 2019, quando si celebra la battaglia di Tarnova. E chissà se anche nell'edizione celebrativa di quest'anno negli spazi interni del Comune, in piena vigenza della nostra Costituzione, si dovranno ascoltare le note di quell'inno della X Mas in onore della battaglia di Tarnova. Che poi non finì neanche bene per costoro. A chi vorrebbe rappresentare e ricordare quelli della X Mas, da qualche anno si sono affiancati anche i fascisti del terzo millennio, i casapoundisti. Infatti, anticiperanno la cerimonia con un convegno che si effettuerà nella loro sede e dove spiegheranno il perchè vanno celebrati questi personaggi. Per la prima volta da quando l'ANPI si è esposta pubblicamente chiamando a raccolta antifascisti per manifestare contro tale vergogna, non si potrà manifestare nel piazzale sotto il Comune, il 19 gennaio, il giorno in cui si svolgerà quella "cerimonia" che qualsiasi realtà istituzionale coscienziosa della storia antifascista del Paese in cui vive e rispettosa dei valori incardinati nella Costituzione nata grazie all'esperienza anche drammatica della Resistenza dovrebbe semplicemente rifiutare. Eppure sono anni che come ANPI si manifesta e protesta in quello spazio. Pur con delle "limitazioni" e con una piazza praticamente blindata. Ha reso noto l'ANPI goriziana che non si può, questa volta, "per ragioni di ordine pubblico".
Un precedente che non è piaciuto, che preoccupa e che viene ritenuto comprensibilmente inaccettabile. Insomma, ancora una volta Gorizia farà parlare di sé, e ne avremmo fatto volentieri a meno, visto il perchè.

Marco Barone

Si legga anche il comunicato sul Forum di Gorizia

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